Finanziaria Ernesto Breda

Costituzione: 19 dicembre 1899

Finanziaria Ernesto Breda

ID: 13503

La Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche,dal 1952 trasformata in Finanziaria Ernesto Breda, è stato un importante gruppo italiano del XX secolo che operava nei settori metalmeccanico (costruzioni ferroviarie, aerei civili e militari, autocarri, motociclette, macchine industriali, agricole e per l'edilizia), siderurgico, navale e armiero.

In seguito alla progressiva dismissione delle partecipazioni statali in Italia, numerose aziende provenienti da tale gruppo mantennero in seguito il marchio Breda.

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ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-13503Finanziaria Ernesto Breda-1Officina Carte Valori Turati Lombardi e C. - MilanoMilano1954VariabileR2 (1001-5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
B-13503Finanziaria Ernesto Breda-2Officina Carte Valori Turati Lombardi e C. - MilanoMilano2002VariabileR2 (1001-5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)

La Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche,dal 1952 trasformata in Finanziaria Ernesto Breda, è stato un importante gruppo italiano del XX secolo che operava nei settori metalmeccanico (costruzioni ferroviarie, aerei civili e militari, autocarri, motociclette, macchine industriali, agricole e per l’edilizia), siderurgico, navale e armiero.

In seguito alla progressiva dismissione delle partecipazioni statali in Italia, numerose aziende provenienti da tale gruppo mantennero in seguito il marchio Breda.

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Aeronautica

La produzione di aerei iniziò nel primo dopoguerra e durò fino a tutta la seconda guerra mondiale con esemplari prevalentemente orientati al settore militare.

Armiero

Anche tale settore fu fortemente condizionato dagli eventi bellici del XX secolo che comportarono significative commesse da parte delle forze armate italiane.

La produzione era focalizzata principalmente su armamento leggero, con fucili e fucili mitragliatori con relativi proiettili, pur non mancando alcuni modelli di cannoni.

Materiale ferroviario

Nutrita e diversificata fu la produzione di veicoli ferroviari, con esemplari prodotti su disegno delle imprese committenti e con progetti sviluppari in proprio, fra i quali spiccava il cosiddetto “Elettrotreno”, considerato per molti anni fiore all’occhiello delle ferrovie italiane e motivo di orgoglio nazionale e il suo discendente “Settebello”.

L’epoca della Finanziaria

La profonda riforma portò il 14 luglio 1952 alla trasformazione della Breda nella forma di una holding, la Finanziaria Ernesto Breda (Finbreda o anche FEB) quotata in Borsa; le sezioni di produzione si costituirono conseguentemente in società per azioni controllate dalla stessa.

Nel 1955 la Breda Motori unificò la sua attività con la Isotta Fraschini con cui costituì una nuova società che assunse la denominazione Isotta Fraschini e Motori Breda.

Nel 1959 la Breda Siderurgica venne ceduta alla Finsider. Sempre nello stesso anno la Breda Elettromeccanica e Locomotive viene divisa in due società distinte: Breda Elettromeccanica e Breda Termomeccanica e Locomotive, poi Breda Termomeccanica.

Non in grado di ripagare i propri debiti con il FIM, nel 1962 la Breda costituì il nucleo intorno a cui fu creato l’Ente partecipazioni e finanziamento industrie manifatturiere (EFIM), una nuova holding delle Partecipazioni statali di cui fu seguita la logica: furono così intraprese numerose iniziative industriali, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, anche in settori lontani dall’originario campo di attività.

Il settore più strategico della Finbreda rimaneva comunque quello dei sistemi di difesa, grazie all’acquisizione, avvenuta nel 1973 della Oto Melara; la Finbreda costituì per anni un polo dell’industria militare alternativo a quelli costituiti dall’IRI.

Gli anni ottanta portarono ad un progressivo ridimensionamento delle varie branche della ex Breda, che furono coinvolte altresì nel dissesto finanziario dell’EFIM. La Breda Siderurgica chiuse del tutto, la Breda Fucine passò dai quasi 20.000 dipendenti degli anni sessanta a poco meno della metà; la stessa venne poi smembrata, privatizzata e ridotta a poche decine di occupati.

Il Ministero del Tesoro, nel quadro della liquidazione dell’EFIM, pose la FEB in liquidazione coatta amministrativa con il decreto dell’11 marzo 1994 con cui furono nominati liquidatori Alberto Predieri (liquidatore dell’EFIM), Fabio Pulsoni e Franco Tosi. Un successivo decreto del 13 luglio nomina Alberto Bianchi al posto di Predieri.

Il settore ferroviario e quello dei sistemi di difesa furono ceduti a Finmeccanica. I piccoli azionisti della Finbreda, che era quotata in Borsa, persero i loro investimenti, peraltro già azzerati da più di quattro anni durante i quali il titolo era quotato a valore pressoché nullo. Le vaste aree lasciate libere dalla Breda tra Milano e Sesto San Giovanni furono interessate dalla realizzazione del nuovo polo universitario della Bicocca e di zone commerciali.

Nel 2000 la Newfé acquista i crediti della società posta in liquidazione; nel 2007 la IntekCapital SpA, che nel frattempo incorpora la Newfé, acquista dall’EFIM in liquidazione la quota di maggioranza (51,835%) del capitale della Finanziaria Ernesto Breda SpA in liquidazione coatta amministrativa. Nel 2009 il Tribunale di Milano omologa la proposta di concordato e la FEB torna in bonis con la denominazione “FEB – Ernesto Breda S.p.A.”.

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