CASSA COOPERATIVA DI CREDITO DELLA SOC. OPERAIA MASCHILE DI BOLOGNA
Costituzione: 1912
Codice ISMIN: 30349
A Bologna, fin dal 1860, il marchese Livio Zambeccari, garibaldino e fondatore anche della massoneria bolognese, aveva promosso una Associazione degli Operai divenuta l'anno seguente la "Società Operaia maschile", importante sodalizio di mutuo soccorso che aveva lo scopo di tutelare i diritti dei lavoratori autonomi e dipendenti: negli anni successivi diede vita a iniziative come l'apertura di negozi per la vendita a prezzi calmierati di prodotti di prima necessità, l'assistenza ai lavoratori ammalati, la cassa pensioni, l'alfabetizzazione e l'istruzione, l'accesso al credito (Banca Popolare, banca Cooperativa, Banca Operaia).
Fu la Società Operaia a istituire delle commissioni (1881) per studiare le problematiche igieniche, tecniche ed economiche rel... Altro
A Bologna, fin dal 1860, il marchese Livio Zambeccari, garibaldino e fondatore anche della massoneria bolognese, aveva promosso una Associazione degli Operai divenuta l’anno seguente la “Società Operaia maschile”, importante sodalizio di mutuo soccorso che aveva lo scopo di tutelare i diritti dei lavoratori autonomi e dipendenti: negli anni successivi diede vita a iniziative come l’apertura di negozi per la vendita a prezzi calmierati di prodotti di prima necessità, l’assistenza ai lavoratori ammalati, la cassa pensioni, l’alfabetizzazione e l’istruzione, l’accesso al credito (Banca Popolare, banca Cooperativa, Banca Operaia).
Fu la Società Operaia a istituire delle commissioni (1881) per studiare le problematiche igieniche, tecniche ed economiche relative alla costituzione di una cooperativa edilizia. Il 23 marzo 1884 fu fondata la Società Anonima Cooperativa per la Costruzione ed il Risanamento di Case per Operai. Primo presidente fu il conte Francesco Massei.
Fra i soci della Cooperativa vi furono personaggi come Giosué Carducci, Aurelio Saffi, Quirico Filopanti, Alfonso Rubbiani, ma anche Marco Minghetti, lo stesso Re d’Italia e numerosi esponenti della alta società bolognese.
Gli esordi, seppur non facili, portarono all’acquisto di una vasta area fra le attuali via Andrea Costa e Sabotino: nel 1887, in via Zambeccari 12-14-16, fu realizzato il primo edificio della Risanamento. Questo fabbricato è ancora oggi esistente e, con gli opportuni interventi di adeguamento, abitato dai Soci.
Già da allora furono attuate le soluzioni tipologiche e soprattutto igieniche all’avanguardia per gli edifici di tipo popolare e ciò in piena sintonia con il manifesto programmatico.
In seguito, la Risanamento contribuì ad accrescere e qualificare i nuovi quartieri della periferia bolognese: la Bolognina, gli ex orti Garagnani (via Cairoli, via Rosselli), la “Cirenaica” (fra san Vitale e San Donato) dove la Risanamento può annoverare ben 516 appartamenti.
Anche durante il ventennio fascista la Risanamento continuò a svolgere il proprio ruolo fedele agli orientamenti statutari: il patrimonio immobiliare crebbe anche tramite la pratica di sopraelevare gli immobili esistenti.



