Banca Agricola Cacciaguerra

Costituzione: 31 maggio 1903

Banca Agricola Cacciaguerra

Pagina libro: 598

ID: 1127

Russi (Ròss in romagnolo) è un comune italiano di 12.170 abitanti della provincia di Ravenna. Dista 17 km dal capoluogo, 17 km da Faenza, 20 km da Forlì, 40 km da Imola, 40 km da Cesena e 70 km da Rimini.

Storia

Antichità

L'area di Russi vanta una storia bimillenaria, come attesta l'area archeologica della Villa Romana del II secolo d.C. La ricerca archeologica mostra come la zona fosse interessata da coltivazioni di tipo intensivo.
Dopo le invasioni barbariche il territorio fu progressivamente abbandonato. La mancanza del lavoro di irregimentazione idraulica dell'uomo causò il ritorno degli acquitrini e delle paludi.

Medioevo

Fin dall'Alto Medioevo faentini e ravenna... Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-1127Banca Agricola Cacciaguerra-1Stab. Lit. Saver & Barigazzi - BolognaRavenna1903VariabileR4 (251-500 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
B-1127Banca Agricola Cacciaguerra-2Officine Carte Valori Celeste Besozzi - MilanoRavenna1944VariabileR4 (251-500 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
C-1127Banca Agricola Cacciaguerra-3Officine Carte Valori Celeste Besozzi - MilanoRavenna1965VariabileR3 (501-1000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)

Russi (Ròss in romagnolo) è un comune italiano di 12.170 abitanti della provincia di Ravenna. Dista 17 km dal capoluogo, 17 km da Faenza, 20 km da Forlì, 40 km da Imola, 40 km da Cesena e 70 km da Rimini.

Storia

Antichità

L’area di Russi vanta una storia bimillenaria, come attesta l’area archeologica della Villa Romana del II secolo d.C. La ricerca archeologica mostra come la zona fosse interessata da coltivazioni di tipo intensivo.
Dopo le invasioni barbariche il territorio fu progressivamente abbandonato. La mancanza del lavoro di irregimentazione idraulica dell’uomo causò il ritorno degli acquitrini e delle paludi.

Medioevo

Fin dall’Alto Medioevo faentini e ravennati si contesero il territorio di Russi, al centro di una fertile pianura. I ravennati, per difendersi dalle aggressioni faentine, costruirono i castelli di Raffanara ed il castello di Cortina.
Nel 1234, durante una delle frequenti battaglie fra le due città, i faentini abbatterono le due roccaforti lasciando così i ravennati senza difesa. Successivamente sorse un centro, necessariamente un castrum, cioè un centro fortificato. Russi nacque così nel 1371 per volere di Guido da Polenta (sesto dei Signori della casata ravennate), che visse nel castello fino al 1377. Alterne furono le successioni fra il casato Polentane e quello dei faentini Manfredi, per il controllo dello strategico castrum russiano.

Età moderna

I primi tre decenni del XVI secolo causarono grandi sofferenze alla popolazione. Il castello subì infatti diversi assedi: prima da parte delle truppe del Borgia, poi dalle forze della Lega di Cambrai, infine il tremendo eccidio del 3-4 aprile del 1512 da parte di Gastone di Foix. Ad accrescere le sventure, nel 1527 passarono per il territorio russiano le truppe di Carlo di Borbone dirette a Roma, che occuparono il castello, poi si abbandonarono a saccheggi ed uccisioni.

Dopo varie vicende, Russi nel 1568 ritornò sotto la giurisdizione di Faenza, nello Stato Pontificio, ma riuscì ad ottenere magistrature proprie ed autonomia amministrativa. Nel 1688 il paese fu quasi interamente distrutto da un terremoto.

Russi fece parte dello Stato della Chiesa fino al 1859, quando i territori della Legazione delle Romagne furono occupati dalle truppe del Regno di Sardegna.

Risorgimento e Unità d’Italia

Russi annovera alcuni personaggi che furono protagonisti del periodo risorgimentale. I Farini e i Baccarini diedero alto prestigio al paese e alla nazione in campo politico e sociale, i Babini ed altri in quello economico-industriale, provocando un radicale cambiamento nella vita economica del paese e imponendosi in campo internazionale. Russi fu poi, con in testa Domenico Antonio Farini, la fucina di un importante centro di azione risorgimentale.

Nei moti del 1831 Russi fu infatti il primo paese di Romagna ad insorgere, ma a fare le maggiori spese di tale insurrezione fu, il 31 dicembre del 1834, lo stesso Farini, che in un’imboscata venne colpito a morte. Da quell’anno al 1870 (presa di Roma), ben 367 furono le presenze di russiani in moti e guerre per l’indipendenza di Italia.

L’eredità morale e politica di Domenico Antonio Farini, proseguì comunque con il nipote Luigi Carlo, che diventerà più tardi Dittatore dell’Emilia e Presidente del Consiglio. Sempre su quelle orme si muoveranno poi il ministro Alfredo Baccarini e Domenico Farini, figlio di Luigi Carlo, Presidente della Camera e del Senato.

Dopo l’Unità d’Italia

Dopo l’unità d’Italia ebbero inizio a Russi nuove attività economiche. Il paese da centro prevalentemente agricolo, inizi i primi passi verso l’industria e il commercio (già fiorente in seno alla cittadina dal XVI secolo).

Nel 1878 a Russi venne concesso, con decreto reale, il titolo di Città per aver dato i natali a Luigi Carlo Farini.