Veneziana per l'Industria delle Conterie Soc.

Costituzione: 30 giugno 1898

Veneziana per l'Industria delle Conterie Soc.

Pagina libro: 1031

ID: 755

La storia del Vetro di Murano nasce nel 1291 quando si decretò che le vetrerie di Venezia, attive probabilmente già prima del mille, fossero trasferite a Murano dal momento che i forni dei laboratori erano spesso responsabili di disastrosi incendi, che divenivano particolarmente gravi perché all'epoca le costruzioni erano principalmente in legno. Tuttavia, documenti e reperti antichi testimoniano che l'industria si fosse radicata nell'isola già da tempo.

Concentrare le vetrerie a Murano servì alla Serenissima, gelosa di un'arte che l'aveva resa celebre in tutto il mondo sin dalle origini, a controllarne meglio l'attività. I mastri vetrai erano obbligati a vivere sull'isola e non potevano lasciare Venezia senza un permesso speciale. Molti tuttavia rius... Altro

ID Immagine Stampatore Artista Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-755Veneziana per l’Industria delle Conterie Soc.-1Officina Carte Valori Coen & C. Milano - ParigiBeltrame A.Venezia1933100 azioniR3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
B-755Veneziana per l’Industria delle Conterie Soc.-2Officina Carte Valori Coen & C. Milano - ParigiBeltrame A.Venezia193750 azioniR3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
C-755Veneziana per l’Industria delle Conterie Soc.-3Officina Carte Valori Coen & C. Milano - ParigiBeltrame A.Venezia194025 azioniR3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
D-755Veneziana per l’Industria delle Conterie Soc.-4Calcografia & Cartevalori - Milano-Venezia1953500 azioniR3 (501-1000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)

La storia del Vetro di Murano nasce nel 1291 quando si decretò che le vetrerie di Venezia, attive probabilmente già prima del mille, fossero trasferite a Murano dal momento che i forni dei laboratori erano spesso responsabili di disastrosi incendi, che divenivano particolarmente gravi perché all’epoca le costruzioni erano principalmente in legno. Tuttavia, documenti e reperti antichi testimoniano che l’industria si fosse radicata nell’isola già da tempo.

Concentrare le vetrerie a Murano servì alla Serenissima, gelosa di un’arte che l’aveva resa celebre in tutto il mondo sin dalle origini, a controllarne meglio l’attività. I mastri vetrai erano obbligati a vivere sull’isola e non potevano lasciare Venezia senza un permesso speciale. Molti tuttavia riuscirono a fuggire, esportando all’estero le loro celebri tecniche. La più importante crisi che colpì l’industria fu quella del XV secolo, quando si cominciò la fabbricazione dei cristalli di Boemia, forse ispirati agli stessi vetri di Murano. Venezia ne uscì, specie da quando il vetro fu utilizzato per la realizzazione di lampadari, tutt’oggi tra i manufatti più noti di Murano.

Solo i mastri vetrai, fra i non nobili, potevano sposare figlie di patrizi. La Repubblica infatti, emanò un decreto, in seguito ai disordini avvenuti nel Maggior Consiglio di Murano, che dichiarava cittadini muranesi solamente coloro i quali fossero nati nell’isola o avessero acquistato immobili nella stessa. Nel 1602, il podestà Barbarigo, nel censire gli isolani, ricorse alla compilazione di un Libro d’Oro. L’iter per ottenere l’iscrizione non era né semplice né breve e infatti avveniva solamente mediante il consenso della Repubblica. Chi non risultava iscritto non poteva svolgere alcun tipo di lavoro in vetreria, non partecipava ai consigli e non usufruiva di tutti gli altri privilegi concessi ai cittadini muranesi.

Il maestro vetraio viene assistito da due aiutanti chiamati servente e serventino. Essi sorreggono la lunga canna metallica sulla quale il maestro soffia per dare al vetro la forma desiderata, ma non solo, il servente ed il serventino manipolano a loro volta il vetro con gli attrezzi a loro disposizione, tra i quali sono essenziali la spatola ed una pinza chiamata borsella.

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