Trump Hotels & Casino Resorts Inc.
Costituzione: 1995
Codice ISMIN: 38417
La Trump Entertainment Resorts, Inc. è stata una compagnia del settore alberghiero e del gioco d'azzardo avente sede nel Trump Taj Mahal, un hotel e casinò di sua proprietà e oggi chiuso, situato ad Atlantic City, nel New Jersey. Precedentemente conosciuta come Trump Hotels & Casino Resorts, l'azienda era stata fondata nel 1995 dall'imprenditore,... Altro
La Trump Entertainment Resorts, Inc. è stata una compagnia del settore alberghiero e del gioco d’azzardo avente sede nel Trump Taj Mahal, un hotel e casinò di sua proprietà e oggi chiuso, situato ad Atlantic City, nel New Jersey. Precedentemente conosciuta come Trump Hotels & Casino Resorts, l’azienda era stata fondata nel 1995 dall’imprenditore, e poi Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, che non ha più avuto alcun ruolo formale in azienda a partire dal 2011.
La compagnia ha dichiarato bancarotta nel 2004, nel 2009 e nel 2014.
Dal 2016 fino al 2017, anno della sua chiusura, la Trump Entertainment Resorts è stata una sussidiaria della Icahn Enterprises.
Agli inizi degli anni ottanta, Donald Trump iniziò ad acquistare, attraverso la Trump Organization, una serie di proprietà lungo la passeggiata marina di Atlantic City e il 15 marzo 1982 ricevette la licenza per aprire un casinò dalla Commissione per il controllo del gioco d’azzardo del New Jersey (CCC). Egli aveva intenzione di costruire il proprio casino sulla passeggiata della città ma sospese il progetto quando Mike Rose, allora CEO di Holiday Inn e di Harrah’s, gli propose di gestire invece la costruzione di un hotel e casinò della Holiday Inn. L’imprenditore accettò e l’hotel, chiamato Harra’s at Trump Plaza, aprì nel maggio 1984. Due anni più tardi Trump comprò le quote della struttura di proprietà della Holiday Inn e la ribattezzò come Trump Plaza Hotel and Casino.
Nel 1985, l’imprenditore acquisì la proprietà dell’hotel e casinò Atlantic City Hilton, situato sulla costa di Atlantic City e la cui costruzione non era stata ancora ultimata, dalla Hilton Hotels, la quale aveva subito il ritiro della propria licenza per l’esercizio del gioco d’azzardo da parte della CCC, per 325 milioni di dollari. Trump ultimò la struttura e la inaugurò con il nome di Trump’s Castle Hotel Casino, per poi ribattezzarla in seguito Trump Marina.
Nel 1988, Trump acquisì poi la proprietà del non ancora completato Taj Mahal dalla Resorts International per 230 milioni di dollari dopo diverse negoziazioni con Merv Griffin durante le quali i due uomini d’affari si divisero i beni della compagnia in liquidazione. Il casinò, al tempo il più grande di tutta Atlantic City, arrivò infine a costare, all’epoca della sua apertura, nel 1990, circa un miliardo di dollari. Trump riuscì a completare il progetto ricorrendo all’emissione di obbligazioni ad alto rendimento, veri e propri titoli spazzatura, una decisione che si rivelò poi rovinosa per il Taj Mahal, poiché l’industria del gioco d’azzardo fu fortemente colpita dalla recessione dei primi anni novanta e gli alti tassi di interesse da pagare diventarono così ingestibili. Nel luglio del 1991 il Taj Mahal andò così in bancarotta seguendo una particolare procedura in cui un piano di riorganizzazione era già stato approvato dagli obbligazionisti dell’azienda prima che questa dichiarasse ufficialmente fallimento. Secondo tale accordo, Trump cedette il 50% della proprietà della struttura ai suoi obbligazionisti in cambio di un abbassamento dei tassi di interesse e un dilazione del loro pagamento. Così, nell’ottobre dello stesso anno, il Trump Taj Mahal tornò in affari.
Il 10 ottobre 1989 i casinò di Trump furono scossi dalla morte di tre dirigenti: Steven F. Hyde, CEO delle operazioni dei casinò di Trump, Mark Grossinger Etess, presidente e COO del Taj Mahal, e Jonathan Benanav, vice presidente esecutivo del Trump Plaza. I tre, di ritorno da una conferenza stampa a New York dove avevano promosso un incontro di pugilato che si sarebbe tenuto ad Atlantic City, morirono in un incidente aereo quando l’elicottero su cui viaggiavano precipitò nel New Jersey settentrionale.
Nel 1995, Trump fondò la Trump Hotels and Casino Resorts (THCR) una società ad azionariato diffuso, cedendole la proprietà del Trump Plaza e del Trump Casino a Gary, in Indiana, al tempo ancora in costruzione. L’anno seguente, la THCR acquisì, sempre dalla Trump Organization di cui era una controllata, in gennaio, il Trump Taj Mahal e, in settembre, il Trump Castle, per un valore rispettivamente di 890 e di 486 milioni di dollari (inclusi 355 milioni di debiti).
Nel 1996, la compagnia aprì il Trump World’s Fair, un nuovo casinò aggiunto al Trump Plaza, per poi chiuderlo nel 1999, con la previsione di sostituirlo con un resort più grande.
Nel 1997, la THCR fu una delle undici aziende ad aver richiesto licenze, nella fattispecie tre, per l’apertura di casinò a Detroit, con la proposta iniziale di un investimento da 542 milioni di dollari per la costruzione del Trump Motor City Hotel Casino, in associazione con un ex giocatore di football americano, Mel Farr. L’offerta fu però infine rifiutata da Dennis Archer, l’allora sindaco della città, il quale dubitava della copertura finanziaria della compagnia.
Nel 1998, consulenti d’affari della THCR spesero almeno 68.000 dollari in un viaggio a Cuba in violazione dell’embargo statunitense nei confronti dell’isola. Stando a un’inchiesta del Newsweek, la società di consulenza Seven Arrows Investment and Development suggerì alla THCR come aggirare l’embargo legando i soldi ad iniziative di carità.
Nel 1999, la THCR tentò di acquisire il Flamingo Hilton Casino Kansas City per 15 milioni di dollari, ma l’affare non ebbe luogo poiché la commissione per il gioco d’azzardo del Missouri non rilasciò alla compagnia la licenza per il gioco d’azzardo.
Nel 2000, la THCR stipulò un accordo per la gestione dello Spotlight 29 Casino, un casinò indiano a Coachella, in California.


