Saffa S.p.A. Fabbriche Fiammiferi ed Affini
Costituzione: 1946
Codice ISMIN: 49337
La Società Anonima Fabbriche Fiammiferi ed Affini (S.A.F.F.A.) è stata una fabbrica italiana specializzata nella produzione di fiammiferi.
La S.A.F.F.A. fu fondata Milano il 31 dicembre 1898.
Nel giro di qualche anno, la fabbrica trovò modo di crescere e necessitò di ingrandirsi. Per questo motivo, lo stesso De Medici decise di rilevare dal Regio Demanio l'ex dogana austriaca di Ponte Nuovo, frazione del comune lomba... Altro
La Società Anonima Fabbriche Fiammiferi ed Affini (S.A.F.F.A.) è stata una fabbrica italiana specializzata nella produzione di fiammiferi.
La S.A.F.F.A. fu fondata Milano il 31 dicembre 1898.
Nel giro di qualche anno, la fabbrica trovò modo di crescere e necessitò di ingrandirsi. Per questo motivo, lo stesso De Medici decise di rilevare dal Regio Demanio l’ex dogana austriaca di Ponte Nuovo, frazione del comune lombardo di Magenta dove appena dodici anni prima si era svolta la celebre battaglia risorgimentale. Dopo diverse trattative, lo stabile venne acquistato dal marchese che, costituita una società in accomandita semplice col fratello Luigi, già industriale di successo nel settore ma a Torino, e il cugino Ettore, si trasferì con tutta la produzione a Ponte Nuovo il 22 settembre 1886.
Per aumentare le vendite e rendere ancora più accattivante un prodotto così diffuso all’epoca come erano i fiammiferi, nel 1880 venne ufficialmente inaugurata la raccolta “Fillumenia“, una serie di raffigurazioni e vignette di argomenti più disparati che venivano impresse nelle scatole di fiammiferi, così da contribuire all’acculturazione dell’Italia post-unitaria.
I primi fiammiferi prodotti dalla fabbrica furono i cerini, di dimensioni ridotte e contraddistinti appunto dall’uso della cera, ma dal 1887 col trasferimento verso la nuova sede ebbero maggior peso nella produzione i cosiddetti zolfanelli, dal contenuto di zolfo che appunto avevano al proprio interno. Nel 1887 l’azienda produceva ormai 500.000 scatole di fiammiferi all’anno ed occupava 600 persone per tutte le fasi di produzione dei fiammiferi.
L’azienda crebbe vertiginosamente se pensiamo che già nel 1890 arrivò ad impiegare 900 operai ed a produrre circa 7 miliardi di fiammiferi all’anno (di cui 3 miliardi di cerini e 4 miliardi di fiammiferi in legno).
Il picco massimo per quanto riguarda l’occupazione, l’azienda lo raggiunse nel 1906 quando arrivò a contare 1400 operai. Negli anni ’70 del Novecento, grazie anche alla meccanizzazione della produzione, lo stabilimento arrivò a produrre circa 45 miliardi di fiammiferi all’anno, ricavati perlopiù da tronchi di pioppo, economici ed adatti a questo tipo di produzione su vasta scala.
Negli anni ’30, inoltre, era iniziata parallelamente la produzione di compensati di pioppo per la produzione di mobili e imballaggi in legno sotto la direzione dell’architetto e designer Augusto Magnaghi. Nel 1935 l’azienda rilevò la U.N.I.A.T. (Unione Nazionale Italiana Accenditori Torino), fatto che consentì di portare in S.A.F.F.A. la produzione di acciarini a pietra focaia e poi a rotella, producendo anche per Cartier e specializzandosi negli anni ’60 anche nella produzione di accendini a gas e piezoelettrici, grazie alla sapiente direzione dello stabilimento da parte dell’ing. Pietro Molla, marito della futura santa Gianna Beretta Molla che visse a Ponte Nuovo presso le abitazioni che l’azienda riservava ai suoi dirigenti. Nel 1954 l’azienda si aggiudicò il primo premio ‘Compasso d’oro’.
Col successivo declino dell’acciarino propriamente detto e le difficoltà di produzione, l’azienda si avviò verso il declino venendo ufficialmente dichiarata chiusa in ogni sua parte produttiva nel 2002.



