Monte di S. Giovanni Battista

Costituzione: 22 aprile 1681

Monte di S. Giovanni Battista

Pagina libro: 141

ID: 14688

Il Regno di Sardegna, in latino Regnum Sardiniae, Regnum Sardiniae et Corsicae fino al 1479, fu istituito nel 1297 (secondo altre fonti nel 1299) da papa Bonifacio VIII in ottemperanza al Trattato di Anagni del 24 giugno 1295, sull'isola della Sardegna.

Comprendeva i territori dei giudicati autoctoni e i possedimenti aragonesi, pisani e genovesi. Con il passaggio del regno sardo, dopo i lunghi domini aragonesi e spagnoli, alla Casa Savoia nel 1718-20 e l'unione dinastica con gli Stati di terraferma (come il Piemonte), spesso ci si riferì ai suoi sovrani, abitanti o alle sue forze armate come sardo-piemontesi, piemontesi o sabaudi.

Mutò il suo nome il 17 marzo 1861 in Regno d'Italia.

La lunga durata della sua storia i... Altro

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Il Regno di Sardegna, in latino Regnum Sardiniae, Regnum Sardiniae et Corsicae fino al 1479, fu istituito nel 1297 (secondo altre fonti nel 1299) da papa Bonifacio VIII in ottemperanza al Trattato di Anagni del 24 giugno 1295, sull’isola della Sardegna.

Comprendeva i territori dei giudicati autoctoni e i possedimenti aragonesi, pisani e genovesi. Con il passaggio del regno sardo, dopo i lunghi domini aragonesi e spagnoli, alla Casa Savoia nel 1718-20 e l’unione dinastica con gli Stati di terraferma (come il Piemonte), spesso ci si riferì ai suoi sovrani, abitanti o alle sue forze armate come sardo-piemontesi, piemontesi o sabaudi.

Mutò il suo nome il 17 marzo 1861 in Regno d’Italia.

La lunga durata della sua storia istituzionale e le varie fasi storiche attraversate fanno sì che comunemente la storiografia distingua tre diversi periodi in funzione dell’entità politica dominante: un periodo aragonese (1324-1479), uno spagnolo-imperiale (1479-1720) e uno sabaudo (1720-1861).

Il Regnum Sardiniae fu creato per risolvere la crisi politica e diplomatica sorta tra la Corona d’Aragona e il ducato d’Angiò, a seguito della Guerra del Vespro per il controllo della Sicilia. L’atto di infeudazione, datato 5 aprile 1297, affermava che il regno apparteneva alla Chiesa e veniva dato in perpetuo ai re della Corona di Aragona in cambio di un giuramento di vassallaggio e del pagamento di un censo annuo. Fu conquistato territorialmente a partire dal 1324 con la guerra mossa dai sovrani Aragonesi contro i Pisani, in alleanza col Regno giudicale di Arborea.

La conquista fu a lungo contrastata dalla resistenza sull’isola dello stesso Giudicato di Arborea e poté considerarsi parzialmente conclusa solo nel 1420, con l’acquisto dei rimanenti territori dall’ultimo Giudice per 100.000 fiorini d’oro, nel 1448 con la conquista della città di Castelsardo (allora Castel Doria). Fece parte della Corona di Aragona fino al 1713, anche dopo il matrimonio di Ferdinando II con Isabella di Castiglia, allorquando l’Aragona si legò sotto il profilo dinastico (ma non politico-amministrativo) prima alla Castiglia, poi – in epoca già asburgica (a partire dal 1516) – anche alle altre entità statuali governate da tale Casa (Contea di Fiandra, Ducato di Milano, ecc.).

Nel 1713 subito dopo la guerra di successione spagnola, la Sardegna entrò a far parte dei domini degli Asburgo d’Austria che lo cedettero, dopo un fallito tentativo di riconquista da parte della Spagna, a Vittorio Amedeo II (già duca di Savoia), ricevendone in cambio il Regno di Sicilia (1720). Nel 1767-69 Carlo Emanuele III di Savoia sottrasse l’arcipelago della Maddalena al controllo genovese. Nel 1847 confluirono nel Regno tutti gli altri stati della Casa Reale sabauda con la cosiddetta fusione perfetta.

Con il riordino dello Stato sardo e la conseguente scomparsa delle antiche istituzioni, l’isola divenne una regione di uno Stato più ampio, non più limitato alla sola isola come era stato fin dalla sua fondazione, ma unitario, con un unico territorio doganale, un solo popolo, un unico parlamento ed un’unica legge costituzionale (lo Statuto Albertino), comprendente la Sardegna, la Savoia, il Nizzardo, la Liguria e il Piemonte (che ospitava la capitale Torino), conservando il nome di Regno di Sardegna ancora per qualche anno, finché, una volta raggiunta l’Unità d’Italia, con la proclamazione del Regno d’Italia, cambiò il proprio nome in Regno d’Italia.

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