Nuovo Monte dei Creditori di Giustizia - Cesareo Real Diploma 29 Gennaio 1753 - Ducato di Milano

Costituzione: 1753

Nuovo Monte dei Creditori di Giustizia - Cesareo Real Diploma 29 Gennaio 1753 - Ducato di Milano

Pagina libro: 133

ID: 27385

Il Ducato di Milano (1395-1797, dal 1708 detto anche Ducato di Milano e Mantova) fu un antico Stato dell'Italia settentrionale mai del tutto indipendente ma facente parte, nel corso della sua storia, del Sacro Romano Impero fino al 1499, del Regno di Francia dal 1499, dell'Impero spagnolo dal 1535 e della Monarchia asburgica dal 1714. Nel corso dei secoli la sua estensione variò molto, agli inizi del '400, al tempo di Gian Galeazzo Visconti, toccò la sua massima estensione, venendo a comprendere quasi tutta la Lombardia, parti del Piemonte (Novara, Vercelli, Tortona, Alessandria, Asti), del Veneto (Verona, Vicenza, Feltre, Belluno) e dell'Emilia (Parma, Piacenza, Bologna ecc.), più un'effimera occupazione di zone del centro Italia (Pisa, Siena, Perugia, Assi... Altro

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A-27385Nuovo Monte dei Creditori di Giustizia – Cesareo Real Diploma 29 Gennaio 1753 – Ducato di Milano-1Milano1755variabileBianco/neroR11 (2 pezzi conosciuti)S15 (da 5.001 a 6.000 €)
B-27385Nuovo Monte dei Creditori di Giustizia – Cesareo Real Diploma 29 Gennaio 1753 – Ducato di Milano-2Milano1768variabileBianco/neroR10 (3-5 pezzi)S14 (da 4.501 a 5.000 €)

Il Ducato di Milano (1395-1797, dal 1708 detto anche Ducato di Milano e Mantova) fu un antico Stato dell’Italia settentrionale mai del tutto indipendente ma facente parte, nel corso della sua storia, del Sacro Romano Impero fino al 1499, del Regno di Francia dal 1499, dell’Impero spagnolo dal 1535 e della Monarchia asburgica dal 1714. Nel corso dei secoli la sua estensione variò molto, agli inizi del ‘400, al tempo di Gian Galeazzo Visconti, toccò la sua massima estensione, venendo a comprendere quasi tutta la Lombardia, parti del Piemonte (Novara, Vercelli, Tortona, Alessandria, Asti), del Veneto (Verona, Vicenza, Feltre, Belluno) e dell’Emilia (Parma, Piacenza, Bologna ecc.), più un’effimera occupazione di zone del centro Italia (Pisa, Siena, Perugia, Assisi).

Nel corso del XV secolo Venezia conquistò il Veneto ex visconteo, più Bergamo, Brescia e Crema, perciò alla fine del ‘400 con gli Sforza il ducato si stabilizzò nella metà occidentale dell’attuale regione Lombardia, con parti del Piemonte e dell’Emilia, oltre al Canton Ticino oggi in Svizzera. Tra ‘500 e ‘600 il ducato perse Parma e Piacenza (a favore della Chiesa e poi dei Farnese), inoltre il Canton Ticino e la Valtellina (agli Svizzeri e ai Grigioni); agli inizi del ‘700 perse tutta la zona piemontese e lombarda ad ovest del Ticino, quest’ultima corrispondente alla Lomellina, che venne annessa dai Savoia, mentre al contrario nel 1708 annesse Mantova.

Il ducato fu costituito ufficialmente l’11 maggio 1395, quando Gian Galeazzo Visconti, già Vicario Imperiale e Dominus Generalis di Milano, ottenne il titolo di Duca di Milano per mezzo di un diploma firmato a Praga da Venceslao di Lussemburgo, imperatore del Sacro Romano Impero (1378-1400). La nomina fu ratificata e celebrata a Milano il 5 settembre 1395. Gian Galeazzo Visconti ottenne la patente per inquartare il biscione visconteo con l’Aquila imperiale nella nuova bandiera ducale.

MAPPA DEL DUCATO DI MILANO E SUE PERTINENZE
Mappa del ducato di Milano. Sono visibili i territori dell’intera attuale regione Liguria, Piemonte, gran parte della Lombardia e parti della Provenza (Francia), Svizzera e Toscana. Proviene dall’archivio della libreria antiquaria Bourol di Marco Birocco (Torino). Il Ducato di Milano (1395-1796, dal 1708 detto anche Ducato di Milano e Mantova) fu un antico Stato dell’Italia settentrionale. Nel corso dei secoli la sua estensione variò molto, agli inizi del ‘400, al tempo di Gian Galeazzo Visconti, toccò la sua massima estensione, venendo a comprendere quasi tutta la Lombardia, parti del Piemonte (Novara, Vercelli, Tortona, Alessandria, Asti), del Veneto (Verona, Vicenza, Feltre, Belluno) e dell’Emilia (Parma, Piacenza ecc.), più un’effimera occupazione di zone del centro Italia (Bologna, Pisa, Siena, Perugia, Assisi). Nel corso del XV secolo Venezia conquistò il Veneto ex visconteo, più Bergamo, Brescia e Crema, perciò alla fine del ‘400 con gli Sforza il ducato si stabilizzò nella metà occidentale dell’attuale regione Lombardia, con parti del Piemonte e dell’Emilia, oltre al Canton Ticino oggi in Svizzera. Tra ‘500 e ‘600 il ducato perse Parma e Piacenza (a favore della Chiesa e poi dei Farnese), inoltre il Canton Ticino e la Valtellina (agli Svizzeri e ai Grigioni); agli inizi del ‘700 perse tutta la zona piemontese e lombarda ad ovest del Ticino, che venne annessa dai Savoia, mentre al contrario nel 1708 annesse Mantova.

Il ducato, le cui frontiere mutarono sensibilmente nel tempo, aveva come capitale la stessa città di Milano e comprendeva principalmente la Lombardia ad esclusione del territorio di Mantova, appartenente alla casa dei Gonzaga; esso si estendeva, seppur in alcuni casi per pochi anni, tra Emilia, Liguria, Piemonte, Toscana e Veneto, spingendosi anche nelle terre dell’attuale Cantone Ticino. Formalmente, esso era parte del Sacro Romano Impero, ma era di fatto indipendente.

Al diploma imperiale del 1395, che istituiva il nuovo ducato esteso alla sola città di Milano e al suo “contado”, seguì un secondo documento datato 13 ottobre 1396 con il quale furono estesi i poteri ducali a tutti i domini viscontei, e dove sono citati i centri più significativi del ducato: Alessandria, Asti, Avenza (Carrara), Bassano del Grappa, Belluno, Bergamo, Bobbio, Borgo San Donnino (Fidenza), Bormio, Brescia, Crema, Cremona, Como, Feltre, Lodi, Novara, Novi Ligure, Parma, Piacenza, Pontremoli, Reggio nell’Emilia, Riva del Garda, Rocca d’Arazzo, Sarzana, Soncino, Tortona, Vercelli, Verona, Vicenza. Inoltre fu adottata la primogenitura maschile legittima per la successione dinastica e fu creata la Contea di Pavia, appannaggio dell’erede al trono. Nel 1397 un ulteriore diploma imperiale istituì tra i feudi viscontei la contea di Angera (25 gennaio 1397). Falso, invece, è un ulteriore diploma imperiale, firmato dallo stesso Venceslao di Lussemburgo a Praga il 30 marzo 1397, con il quale il re dei Romani avrebbe proclamato Gian Galeazzo anche Dux Lombardiae[5].

Dopo aver raggiunto la massima espansione sotto lo stesso Gian Galeazzo, morto nel 1402, le frontiere del ducato milanese andarono progressivamente riducendosi, sino a comprendere, al termine dell’età austriaca, soltanto il territorio compreso fra Svizzera, Ticino, Po e Adda, con parte del Cremonese e del Mantovano.

Nel corso del XV secolo, le regioni che costituiscono oggi il Cantone Ticino furono ripetutamente invase dagli Svizzeri. I confini del ducato verso la Svizzera, l’attuale frontiera tra Lombardia e Confederazione Elvetica, tranne la Valtellina, che appartenne ai Grigioni fino al 1797, si stabilizzarono nel 1515 dopo la sconfitta dell’esercito svizzero a Marignano da parte di forze venete e francesi.

Con il trattato di Baden, che mise fine alla guerra di successione spagnola, il ducato di Milano fu ceduto alla Casa degli Asburgo d’Austria, che lo conservarono fino alla conquista francese compiuta da Napoleone Bonaparte nel 1797. Nel corso del XVIII secolo la superficie del ducato – nonostante l’accorpamento con il Ducato di Mantova, dotato però di forti autonomie rispetto a Milano – si ridusse ulteriormente, arrivando ad un’estensione inferiore addirittura all’attuale Lombardia: infatti, non appartenevano al ducato milanese Bergamo, Brescia, Crema, la Valtellina, l’Oltrepò Pavese e la Lomellina.

Il governo degli Asburgo d’Austria fu caratterizzato da rilevanti riforme amministrative, che i sovrani del casato austriaco – ispirati dai principi del cosiddetto Assolutismo illuminato – introdussero anche nei loro territori lombardi: per esempio, la risistemazione del catasto, la soppressione della censura ecclesiastica, lo sviluppo dell’industria della seta.

A seguito della vittoriosa campagna di Napoleone Bonaparte nell’Italia settentrionale nel 1796, il ducato, affidato ad una Giunta interinale di governo, fu ceduto alla Repubblica Francese dagli Asburgo con il Trattato di Campoformio nel 1797. Ma già nel 1796 i Francesi avevano istituito sui territori del ducato di Milano lo Stato vassallo della Repubblica Transpadana, fusasi con la Repubblica Cispadana nel 1797 andando a costituire la Repubblica Cisalpina, di cui Milano divenne la capitale. Dopo la sconfitta di Napoleone, sulla base delle decisioni prese dal Congresso di Vienna il 9 giugno 1815, il ducato di Milano non venne restaurato ma entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto, parte dell’Impero austriaco, il cui Imperatore era di diritto sovrano del Regno Lombardo-Veneto.

 

Il Monte di Santa Teresa Istituito nel 1753, il Monte di Santa Teresa divenne uno degli strumenti fondamentali su cui poté contare l’amministrazione teresiana e poi giuseppina per l’attuazione della riforma dello stato. L’organizzazione del sistema di appalto delle imposte indirette e la conseguente creazione della ferma generale fecero infatti emergere un altro grave problema: il debito pubblico. Oberata da pesanti debiti per far fronte alle guerre, la camera regia necessitava di essere riorganizzata, e la proposta del governatore in carica Luca Pallavicini suggeriva lo stesso provvedimento adottato per la ferma: concentrare i debiti in uno stesso organismo così come si erano concentrati gli appalti; raggruppare cioè in un solo “monte” i diversi “monti” dei creditori esistenti, al fine di assicurare il pagamento dei creditori e sollevare la camera dal peso dei debiti. Il bilancio camerale di previsione per l’anno 1751, che registrava un deficit pari a quasi 700.000 lire, convinse la sovrana Maria Teresa a ordinare l’istituzione di una giunta, presieduta dal gran cancelliere Cristiani e composta dal presidente del magistrato camerale, da due senatori, da un questore e da due avvocati fiscali, al fine di rimediare allo sbilancio. I lavori della giunta si protrassero fino al 1752, quando il governatore Pallavicini presentò a Vienna un bilancio progressivo fino a tutto l’anno 1762, che prevedeva la concentrazione dei debiti dello stato in un Monte unico la cui dote doveva essere costituita dal gettito del dazio del bollino – che colpiva la vendita al minuto del vino nella città di Milano – da una parte del canone annuo corrisposto dai fermieri per la privativa del sale, e ancora dalla creazione di una cassa di redenzione per il riacquisto delle regalie alienate. Nel corso degli anni sessanta vennero assorbiti dal Monte di Santa Teresa tutte le classi dei creditori: i montisti di San Carlo nel 1763, quelli del monte civico nel 1769, i montisti di San Francesco nel 1772, e infine nel 1786 vennero inglobati anche i sovventori del banco di Sant’Ambrogio. Il Monte di Santa Teresa, divenuto l’unico istituto per il credito pubblico dello stato, sopravvisse sino all’arrivo degli eserciti francesi in Lombardia.
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