Miniere di Cogne S.A.

Costituzione: 1909

Codice ISMIN: 48154

Le Miniere di Cogne si trovano nell'omonimo comune e sono state sfruttate per l'estrazione della magnetite.

La prima notizia documentata dell'attività mineraria di Cogne si ha in un atto del 1433 del Vescovo Oger. Le miniere rimasero di proprietà del Vescovi di Aosta fino almeno al 1641, quando i Cognein, a causa di una crisi economica abbattutasi sulla valle, iniziarono a rivendicarne i diritti. Il 26 ottobre 1679 il vescovo Mons. Bally vende al Comune tutte le miniere, tuttavia fino al 1800 queste rimarranno pressoché inattive per mancanza di fondi. La rinascita si deve all'opera del Dottor Grappein, Sindaco ... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-48154-Genova190925 azioni di fondazione al portatore da Lire 100R4 (251-500 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)

Le Miniere di Cogne si trovano nell’omonimo comune e sono state sfruttate per l’estrazione della magnetite.

La prima notizia documentata dell’attività mineraria di Cogne si ha in un atto del 1433 del Vescovo Oger. Le miniere rimasero di proprietà del Vescovi di Aosta fino almeno al 1641, quando i Cognein, a causa di una crisi economica abbattutasi sulla valle, iniziarono a rivendicarne i diritti. Il 26 ottobre 1679 il vescovo Mons. Bally vende al Comune tutte le miniere, tuttavia fino al 1800 queste rimarranno pressoché inattive per mancanza di fondi. La rinascita si deve all’opera del Dottor Grappein, Sindaco del Paese, il quale conscio che il maggior onere era il trasporto del materiale ad Aosta, decise di costruire la prima strada carrozzabile da Cogne a Vieyes, che verrà terminata nel 1824.Le prime estrazioni erano a cielo aperto, a circa 2.500 m s.l.m. nella località denominata Liconi, ai piedi del monte Créyaz (pron. créia).

Dopo vari esperimenti, più o meno riusciti, di gestione comune delle miniere, lo sfruttamento del minerale si arresta, e l’estrazione cade in una profonda crisi, dovuta alla mancanza di capitali, ma soprattutto alle tecniche arcaiche di estrazione e di trasporto del materiale. Tra alti e bassi la miniera resterà pressoché in uno stato di abbandono fino al 1903, quando, venduta ad una società italo-belga, inizierà per essa lo sfruttamento a livello industriale. Vengono allora costruiti una teleferica ed il complesso di Colonna.

Nel 1916 la miniera viene venduta alla società Gio. Ansaldo, ma già nel 1927 viene comprata dal governo fascista. Il lavoro continua a pieno ritmo per molti anni, anche dopo il periodo bellico, tanto che nel 1964 occupa ancora 741 dipendenti; nel 1968-69 inizia però la crisi, in gran parte dovuta alle pressioni sindacali, che hanno portato ad un’uscita dal mercato della seppur ottima magnetite, poiché il costo di estrazione (in gran parte determinato dal costo della manodopera) era diventato tale da proporre il prodotto a dei prezzi che, inevitabilmente, le leggi della concorrenza ponevano fuori trattativa. La miniera, seppure non esaurita, è stata chiusa definitivamente nel marzo del 1979.

La miniera è rimasta proprietà di Fintecna fino al 2014 che ha ceduto, dopo 111 anni, nuovamente le concessioni al Comune di Cogne.

Al centro espositivo Alpinart, presso il Villaggio Minatori Anselmetti di Cogne, ha sede la mostra permanente sulle miniere “La miniera di Cogne”.