Manifattura Italiana Carlo Pacchetti e C.

Costituzione: 21 maggio 1905

Manifattura Italiana Carlo Pacchetti e C.

Pagina libro: 630

ID: 11354

Oggetto Sociale: l’esercizio dell’industria e del commercio del crine animale, delle lane e delle pelli. Essa potrà dare e prendere partecipazioni in altre Società tanto in Italia che all’estero.

Costituita a Milano nel 1905 con la denominazione "Prima Manifattura di Crine Animale, Carlo Pacchetti", la società inizia la sua attività operando nel settore del crine ed entra presto anche nel settore conciario. Si trasforma in Spa nel 1911 e viene quotata in Borsa alcuni anni dopo, ma non attira più di tanto i risparmiatori. La società marcia con fortune alterne e, per quanto riguarda l' attività operativa, il settore dei crini animali viene abbandonato nel 1958, mentre rimane quello della Pellicceria, che peraltro non ha i risultati per ... Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-11354Manifattura Italiana Carlo Pacchetti e C.-1Officina Carte Valori Rebeschini di Turati e C. - MilanoMilano190525 azioni--
B-11354Manifattura Italiana Carlo Pacchetti e C.-2Officina Carte Valori Rebeschini di Turati e C. - MilanoMilano19711 obbligazioneR2 (1001-5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)

Oggetto Sociale: l’esercizio dell’industria e del commercio del crine animale, delle lane e delle pelli. Essa potrà dare e prendere partecipazioni in altre Società tanto in Italia che all’estero.

Costituita a Milano nel 1905 con la denominazione “Prima Manifattura di Crine Animale, Carlo Pacchetti”, la società inizia la sua attività operando nel settore del crine ed entra presto anche nel settore conciario. Si trasforma in Spa nel 1911 e viene quotata in Borsa alcuni anni dopo, ma non attira più di tanto i risparmiatori. La società marcia con fortune alterne e, per quanto riguarda l’ attività operativa, il settore dei crini animali viene abbandonato nel 1958, mentre rimane quello della Pellicceria, che peraltro non ha i risultati per imporsi in Borsa. Il mercato azionario si accorge invece della società in una fase poco rivolta all’ investimento e molto alla speculazione, quando nel 1969 il suo controllo passa alla Steelinvest, holding di Michele Sindona, che decide di farne una conglomerata come quelle che vanno tanto di moda negli Stati Uniti in quegli anni. A partire da quel momento la società cambia aspetto radicalmente, con una serie di acquisizioni che ne fanno la finanziaria multisettoriale che voleva il suo azionista maggioritario. Nel portafoglio di Sindona, comunque, la società rimane poco e già nel 1972 passa alla Zitropo, una holding lussemburghese legata al Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

Translate