Ligure Ramifera Soc.

Costituzione: 1904

Codice ISMIN: 47654

Nei primi mesi del 1907 il prezzo del rame, che era cresciuto di un quarto durante il 1906, crollò di circa il 40%.

La "Società Ligure Ramifera", nata nel 1904, era diventata il primo produttore italiano di rame. L'ideatore dell'impresa era stato il capitano Lorenzo Gardella, ma negli anni successivi avevano sottoscritto i diversi aumenti di capitale della società finanzieri come i De Ferrari (azionisti anche della SIB), Federico Brown, i Bombrini ed il Credito Italiano. Di conseguenza il capitale della società era passato da uno a sei milioni di lire. Le azioni, del valore nominale di duecen... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-47654-Genova19045 azioni al portatore da Lire 200R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
B-47654-Genova190410 azioni al portatore da Lire 200R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
C-47654-Genova190425 azioni al portatore da Lire 200R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
D-47654-Genova190750 azioni al portatore da Lire 200R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)

Nei primi mesi del 1907 il prezzo del rame, che era cresciuto di un quarto durante il 1906, crollò di circa il 40%.

La “Società Ligure Ramifera”, nata nel 1904, era diventata il primo produttore italiano di rame. L’ideatore dell’impresa era stato il capitano Lorenzo Gardella, ma negli anni successivi avevano sottoscritto i diversi aumenti di capitale della società finanzieri come i De Ferrari (azionisti anche della SIB), Federico Brown, i Bombrini ed il Credito Italiano. Di conseguenza il capitale della società era passato da uno a sei milioni di lire. Le azioni, del valore nominale di duecento lire, nel marzo del 1907 erano quotate 1.355 lire. La Società Bancaria Italiana aveva contribuito in modo particolare alla crescita del titolo della “Ramifera”, attraverso l’acquisto ed il riporto di azioni della società.

Lo scandalo della Ramifera scoppiò nel maggio del 1907, in conseguenza della stretta creditizia, quando un agente di cambio della Borsa di Genova che aveva comprato “allo scoperto” per i De Ferrari, amministratori della società, tredicimila azioni della Ramifera rivelò che né lui, né i De Ferrari avevano la provvista per pagare le azioni: si trattava di un “buco” di dodicimila lire. L’episodio rappresentò la fine dei De Ferrari, che erano fra i maggiori finanzieri che operavano sulla piazza di Genova, e conseguentemente creò il panico in quella che allora era la borsa più importante d’Italia: la Borsa di Genova venne chiusa per quindici giorni, mentre le azioni della Ramifera crollarono a centosettanta lire.