Generale Elettrica della Sicilia Soc.

Costituzione: 5 marzo 1903

Generale Elettrica della Sicilia Soc.

ID: 2931

COSTITUITA IN ROMA IL 5 MARZO 1903 PER ROGITO DR ENRICO CAPO

I cosiddetti Piloni dello Stretto sono dei tralicci in disuso della linea elettrica ad alta tensione a 220 KV che attraversava lo stretto di Messina fra la Calabria e la Sicilia. Si tratta di due torri d'acciaio indipendenti, una collocata sulla sponda siciliana e l'altra su quella calabrese.
Il traliccio siciliano, detto Pilone di Torre Faro (in dialetto reggino e messinese "u piluni"), fu progettato e costruito tra il 1948 ed il 1956 dalla Società Generale Elettrica della Sicilia (SGES),inaugurato nel maggio 1956, dall'allora presidente della regione siciliana, l'on. Alessi ed è alto 224 metri, più otto della base di calcestruzzo armato che lo sostiene, per totali 232 metri. Il trali... Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-2931Generale Elettrica della Sicilia Soc.-1Officina Carte Valori Turati Lombardi e C. - MilanoMilano19311 azioneR1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
B-2931Generale Elettrica della Sicilia Soc.-2Officina Carte Valori Turati Lombardi e C. - MilanoPalermo194910 obbligazioniR2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
C-2931Generale Elettrica della Sicilia Soc.-3Officina Carte Valori Turati Lombardi e C. - MilanoPalermo190350 obbligazioniR2 (1001-5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)

COSTITUITA IN ROMA IL 5 MARZO 1903 PER ROGITO DR ENRICO CAPO

I cosiddetti Piloni dello Stretto sono dei tralicci in disuso della linea elettrica ad alta tensione a 220 KV che attraversava lo stretto di Messina fra la Calabria e la Sicilia. Si tratta di due torri d’acciaio indipendenti, una collocata sulla sponda siciliana e l’altra su quella calabrese.
Il traliccio siciliano, detto Pilone di Torre Faro (in dialetto reggino e messinese “u piluni”), fu progettato e costruito tra il 1948 ed il 1956 dalla Società Generale Elettrica della Sicilia (SGES),inaugurato nel maggio 1956, dall’allora presidente della regione siciliana, l’on. Alessi ed è alto 224 metri, più otto della base di calcestruzzo armato che lo sostiene, per totali 232 metri. Il traliccio calabrese, situato sulla sommità della collina di Santa Trada, è identico, ma con i 169 metri sottostanti di promontorio, svetta a ben 393 metri sullo specchio d’acqua dello Stretto.
I piloni sono stati realizzati sul modello dei piloni del primo attraversamento sul fiume Elba, in Germania e, fino al completamento del secondo attraversamento sull’Elba, hanno vantato il record di più alti piloni del mondo.
Dopo il loro completamento, la durata ed estensione delle oscillazioni delle strutture sono stati determinate in un modo molto insolito: i tecnici hanno montato tre razzi con una spinta di 9800 kN sulle parti superiori dei piloni e li hanno accesi.
I conduttori, dovendo sorpassare la superficie marina ad una quota sufficientemente alta, dovevano essere mantenuti in alta tensione per gli oltre 3 km della campata. Per questo non furono impiegati normali cavi conduttori, ma cavi d’acciaio. La scarsa conducibilità elettrica dell’acciaio ha reso particolarmente costosa la trasmissione dell’elettricità. La resistenza richiesta alle forti raffiche di vento non ha inoltre consentito l’uso di conduttori intrecciati riducendone la capacità di trasporto. La mensola alla sommità misura 75 metri, così che i tre cavi fossero distanti 25 metri l’uno dall’altro per non collidere in caso di forte vento, fattore usuale nello Stretto di Messina. La scarsa conduttività dell’acciaio dei cavi, ben inferiore al rame come trasmissione di energia, determinò la dismissione nel 1994 della connessione aerea in favore di quella sottomarina, con il passaggio di un cavo rivestito che servisse la zona orientale della Sicilia. I due piloni conducevano circa 190 000 terawatt in esercizio. Il pilone siculo è stato oggetto di una totale riverniciatura all’indomani della dismissione, infatti si presenta in uno stato di conservazione migliore rispetto a quello calabro, che comunque è stato dichiarato solido da una perizia dell’Istituto Italiano Saldatura del 2008. Il traliccio di Torre Faro ha poi un’illuminazione cangiante nel colore e nell’intensità, mentre un recente furto di rame per tutta la superficie del pilone calabro, nonché dei pannelli fotovoltaici pochi giorni dopo la loro sistemazione di qualche anno fa da parte della provincia, rende quasi invisibile perché senza illuminazione la struttura calabrese.
Pur non avendo più alcuna funzione pratica, i piloni non furono abbattuti ed oggi, con lo status di monumenti storici tutelati, sono usati per misurazioni meteorologiche, esercitazioni di recupero in quota e telecomunicazioni. Dal 2006 il pilone sulla costa siciliana è aperto al pubblico: la visita richiede di salire una scala di 1.240 gradini per raggiungere la piattaforma più alta.[

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