Edoardo Bianchi

Costituzione: 27 marzo 1905

Edoardo Bianchi

Pagina libro: 1084

ID: 699

La Bianchi 

Quando comunemente si dice ” ... è nato con il bernoccolo della meccanica” ci si immagina un individuo che è abbastanza portato per questa disciplina. Ma cosa si dovrebbe dire del signor Edoardo Bianchi, milanese puro sangue?
Per lui tutto ciò che aveva un ingranaggio ed un funzionamento era sacro ed era un cromosomo che spaziava liberamente nel suo corpo.
Bicilette, motociclette, automobili, scooter, ciclomotori, barche, carrozzelle per invalidi, ... finanche campanelli e ferric chirurgici di alta precisione erano il suo ”credo”.
A sette anni viene accolto al ”Martinitt” ove apprende i rudimenti della disciplina ed affina il suo innato amore per la meccanica.
Si debbono a lui le prime biciclette (o... Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-699Edoardo Bianchi-1Officina Carte Valori Turati Lombardi e C. - MilanoMilano1953VariabileR4 (251-500 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
B-699Edoardo Bianchi-2Calcografia & Cartevalori - MilanoMilano195950 obbligazioniR1 (Più di 5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
C-699Edoardo Bianchi-3Calcografia & Cartevalori - MilanoMilano1959100 obbligazioniR1 (Più di 5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

La Bianchi 

Quando comunemente si dice ” … è nato con il bernoccolo della meccanica” ci si immagina un individuo che è abbastanza portato per questa disciplina. Ma cosa si dovrebbe dire del signor Edoardo Bianchi, milanese puro sangue?
Per lui tutto ciò che aveva un ingranaggio ed un funzionamento era sacro ed era un cromosomo che spaziava liberamente nel suo corpo.
Bicilette, motociclette, automobili, scooter, ciclomotori, barche, carrozzelle per invalidi, … finanche campanelli e ferric chirurgici di alta precisione erano il suo ”credo”.
A sette anni viene accolto al ”Martinitt” ove apprende i rudimenti della disciplina ed affina il suo innato amore per la meccanica.
Si debbono a lui le prime biciclette (o meglio ”il bicicletto”) nella forma che oggi noi conosciamo. La sua prima realizzazione fu la trasformazione del Velocipede cui invertì le ruote (la grande dietro e la piccola avanti). Ma i risultati di stabilità non erano ottimali … per cui creò per primo un mezzo con due ruote uguali.
Fu il primo ad utilizzare la catena per la trasmissione.
Le sue prime realizzazioni avevano ruote in gomma piena che non era il top della morbidezza … sui selciati sconnessi dell`epoca per cui per primo montò quella strana invenzione di mister Dunlop, la gomma pneumatica.
Dalla sua officinetta artigianale vennero fuori una serie di biciletti robusti e molto accuratamente costruiti che ogni giorno godevano di aggiornamenti e migliorie.
Intanto la gente cominciava ad interessarsi molto al nuovo mezzo per cui si dovette presto cambiare officina per soddisfare le richieste.
Edoardo Bianchi, che aveva ricevuto riconoscinmenti sia ad esposizioni internazionali che nelle corse di biciclette in Italia ed in Europa, fu invitato finanche dalla Casa Reale per fare da istruttore alla Regina Margherita, nel parco reale di Monza.
In quella occasione studiò un telaio che consentisse alla Regina di cavalcare il biciclo ed ideò … la bicicletta da donna.
In seguito venne autorizzato a fregiarsi del titolo di ”Fornitore della Real Casa”.
Dopo di Lei vollero imparare le Dame di Corte, le nobili di tutta Italia, la Regina di Napoli, le Duchesse di Genova e d`Aosta e finanche la Principessa del Portogallo.
Un bel giorno Edoardo decise che pedalare era utile per la salute, ma poteva anche risultare faticoso, per cui pensò di alleviare l`umanità dallo sforzo della pedalata ed applicò un motore De Dion ad un triciclo e fu così il primo italiano che viaggiò senza l`ausilio dei … muscoli.
Tuttavia quel primo collaudo costò al giovane Edoardo una serie di bruciature alle mani causate da un principio di incendio al triciclo.
Avendo capito che il futuro dell`azienda doveva assolutamente passare attraverso le nuove tecnologie, nel 1900 diede molto rilievo al triciclo nel proprio catalogo che montando un motore De Dion-Bouton da 2.25 HP raggiungeva i 35 km/h.
Qui il suo genio meccanico dimostrò di avere anche … un fratellino chiamato ”genio commerciale” e dotò il suo triciclo di tutta una serie di accessori acquistabili a parte quale un avantreno per farne un quadriciclo, adottò le prime forme di sospensione nei telai, utilizzò il rocchetto Rumhkorff, la possibilità di avere un terzo posto per un`altro passeggero, addirittura un carrozzino attaccato posteriromente per il passeggero o per bagagli.
Il 1901 vide la nascita della prima motocicletta (o meglio bicicletta a motore) avendo applicato ad un bicicletto un motore De Dion da 1.3/4 HP che la faceva viaggiare ad una velocità variabile da 10 a 45 km/h.
La cosa però passò alquanto inosservata dal momento che il periodo storico era alquanto travagliato e la crisi politica si faceva sentire.
Nel 1902 apparve il primo veicolo interamente costruito dalla Casa (anche il motore).
Ben sei modelli di vettura con potenze che oscillavano tra i 4.5 ed 12 HP e che potevano utilizzare motori monocilindrici Aster o De Dion oppure addirittura Bianchi!

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