Domini Estensi Per. Ducato di Modena e Reggio

Costituzione: N.D.

Domini Estensi Per. Ducato di Modena e Reggio

ID: 14649

Il Ducato di Modena e Reggio, la cui capitale fu Modena, ebbe vita, come Stato, dal 1452 al 1796 e dal 1815 al 1859, sotto il dominio della famiglia degli Estensi e poi degli Asburgo-Este.

Nel 1859 confinava a nord con il Regno Lombardo-Veneto, ad est con lo Stato Pontificio ed il Granducato di Toscana, a sud con il mar Ligure e ad ovest con il Regno di Sardegna ed il Ducato di Parma e Piacenza. La capitale era Modena.

Storia

Origine: i domini estensi

Il libero comune di Modena nel 1288, a causa di lotte intestine fra le nobili famiglie locali, aveva rinunciato alla libertà comunale con la dedizione ad Obizzo II ... Altro

ID Immagine Emissione Taglio Rarità Valore
A-14649Domini Estensi Per. Ducato di Modena e Reggio-11827-R4 (251-500 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
B-14649Domini Estensi Per. Ducato di Modena e Reggio-21857-R4 (251-500 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)

Il Ducato di Modena e Reggio, la cui capitale fu Modena, ebbe vita, come Stato, dal 1452 al 1796 e dal 1815 al 1859, sotto il dominio della famiglia degli Estensi e poi degli Asburgo-Este.

Nel 1859 confinava a nord con il Regno Lombardo-Veneto, ad est con lo Stato Pontificio ed il Granducato di Toscana, a sud con il mar Ligure e ad ovest con il Regno di Sardegna ed il Ducato di Parma e Piacenza. La capitale era Modena.

Storia

Origine: i domini estensi

Il libero comune di Modena nel 1288, a causa di lotte intestine fra le nobili famiglie locali, aveva rinunciato alla libertà comunale con la dedizione ad Obizzo II d’Este, marchese di Ferrara. Un anno dopo anche Reggio si offrì ad Obizzo II che divenne così signore di queste due province come feudatario dell’imperatore, mentre a Ferrara lo era del papa.

Nel 1452 Borso d’Este (1413-1471) ricevette dall’imperatore Federico III il titolo di duca di Modena e Reggio e nel 1471 dal Papa Paolo II il titolo di duca di Ferrara.

La perdita di Ferrara

Il 27 ottobre 1597 morì il duca Alfonso II, che non aveva avuto figli nonostante si fosse sposato tre volte e sebbene il famoso astrologo Nostradamus gli avesse previsto la nascita di un figlio maschio dalla terza moglie.

Alfonso II aveva designato per testamento il cugino Cesare come suo erede e successore, ma non venne riconosciuto dal papa Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini di Fano) che, dopo circa 260 anni di buon governo degli estensi del feudo papale, voleva rientrare in pieno possesso di Ferrara, divenuta nel Cinquecento un centro di alto valore artistico e culturale e con una corte splendida.

Il papa riteneva infatti Cesare discendente illegittimo di Alfonso I, che aveva sposato prima Anna Maria Sforza e poi, morta questa, Lucrezia Borgia e aveva avuto quattro figli, due legittimi: Ercole II che gli successe e Ippolito II cardinale e due da Laura Dianti che, con scarsa fantasia, aveva chiamato Alfonso e Alfonsino.

Le cronache del tempo narrano che Alfonso I “per soddisfare la sua esuberanza […] si provvide di una concubina” Laura Dianti, figlia di un berrettaio di Ferrara, che sposò poi poco prima di morire e alla quale donò la Delizia del Verginese e assegnò al figlio Alfonso il territorio di Montecchio, elevato a marchesato dall’imperatore Ferdinando. Alfonso sposò Giulia della Rovere figlia del Duca di Urbino e da questo matrimonio nacque Cesare, che il papa non volle ritenere discendente legittimo degli estensi, appellandosi ad una bolla papale di Pio V che escludeva dalle successioni nei feudi pontifici i discendenti illegittimi.

Clemente VIII scomunicò Cesare quando si proclamò duca e inviò le sue truppe comandate dal nipote cardinale Aldobrandini a Faenza ai confini del ducato. A Cesare, di animo mite, tradito anche dagli alleati sui quali aveva contato, non restò che cedere. Il ducato si ridusse alle due sole province di Modena e Reggio, feudi imperiali e non pontifici, con Modena capitale preferita a Reggio dal nuovo duca.

XVII – XIX secolo

Vicende belliche successive fecero acquisire agli Este la sovranità sul Ducato della Mirandola, il Principato di Correggio e la Contea di Novellara, in precedenza stati autonomi. Dagli inizi del XV secolo era entrata a far parte del ducato anche buona parte della Garfagnana.

Nel 1796 il ducato venne occupato da Napoleone, disciolto e il suo territorio divenne parte della Repubblica Cispadana. Il Congresso di Vienna ripristino’ il ducato passandone il governo a Francesco IV Asburgo Este, che ereditò, nel 1829 dalla madre anche i territori del Ducato di Massa e Carrara ottenendo lo sbocco sul mare Tirreno. Con il pacifico trattato di Firenze, nel 1847 al Ducato fu incorporata la provincia di Guastalla, prima appartenente al Ducato di Parma e Piacenza, e si arrivò quindi alla massima espansione territoriale.

Il ducato termino’ la sua esistenza nel giugno 1859 al termine della seconda guerra d’indipendenza italiana: quello che costituiva il suo territorio fu unito a Parma, Piacenza, Bologna, Ferrara e alla Romagna il 30 novembre 1859 per ordine del dittatore Carlo Farini, divenendo il nucleo delle Province Unite del Centro Italia successivamente annesse, dopo pochi mesi, al Regno di Sardegna nel 1860.

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