Delegazione sui Cent. Addizionali - S. Giovanni a Teduccio 1887

Costituzione: 18 aprile 1887

Delegazione sui Cent. Addizionali - S. Giovanni a Teduccio 1887

ID: 2036

San Giovanni a Teduccio è un quartiere della periferia orientale di Napoli. Faceva parte della 20ª circoscrizione, divenuta, in occasione delle elezioni amministrative del 28-29 maggio 2006, la Sesta Municipalità insieme ai quartieri di Barra e Ponticelli. Pur non essendo molto vasto (2.35 km²) ha circa 25.000 abitanti.
Sul territorio è presente il "Laghetto Troisi" intitolato a Massimo Troisi, un piccolo bacino artificiale con ingresso principale da Viale 2 giugno.

San Giovanni a Teduccio confina a nord col quartiere di Barra, ad ovest con Poggioreale, ad est coi comuni di San Giorgio a Cremano e Portici, mentre al sud si affaccia sul Mar Tirreno.

San Giovanni è stato aggregato alla città di Napoli sotto il fascismo, mentre sino al 1926 ... Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-2036Delegazione sui Cent. Addizionali – S. Giovanni a Teduccio 1887-1Stab. Lit. F. C. Motta - MilanoNapoli1887Delegazione di Lire 500R3 (501-1000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

San Giovanni a Teduccio è un quartiere della periferia orientale di Napoli. Faceva parte della 20ª circoscrizione, divenuta, in occasione delle elezioni amministrative del 28-29 maggio 2006, la Sesta Municipalità insieme ai quartieri di Barra e Ponticelli. Pur non essendo molto vasto (2.35 km²) ha circa 25.000 abitanti.
Sul territorio è presente il “Laghetto Troisi” intitolato a Massimo Troisi, un piccolo bacino artificiale con ingresso principale da Viale 2 giugno.

San Giovanni a Teduccio confina a nord col quartiere di Barra, ad ovest con Poggioreale, ad est coi comuni di San Giorgio a Cremano e Portici, mentre al sud si affaccia sul Mar Tirreno.

San Giovanni è stato aggregato alla città di Napoli sotto il fascismo, mentre sino al 1926 era un comune autonomo, sorto sulla antica Via delle Calabrie (S.S. 18). È stato anch’esso vittima della speculazione edilizia che si è avuta in città a partire dal secondo dopoguerra, ma a differenza della maggior parte dei quartieri periferici di Napoli ha conservato parte dei suoi caratteri di paese, come testimonia la zona intorno alla Chiesa Madre di San Giovanni. D’altro canto ci sono zone, come il cosiddetto “Bronx” e il rione Pazzigno tanto per citarne qualcuno tra i tanti rioni qui presenti, che invece dimostrano un altissimo livello di degrado che si manifesta con una forte presenza di criminalità e microcriminalità e di un elevato disagio sociale, dovuti soprattutto alla presenza del crudele Clan Mazzarella e di altri clan camorristici come i Rinaldi , i Formicola ed altri.
La zona è stata in passato sede della più importante industria conserviera del Mediterraneo, la Cirio e della prima industria ferroviaria in Italia, servendo la tratta Napoli-Portici, col celebre opificio di Pietrarsa. La fabbrica ha cessato la sua attività nel 1975, ma negli anni successivi è stata trasformata in museo ferroviario e di archeologia industriale (Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa). Lo sbocco occupazionale della fabbrica non è stato ancora pienamente compensato da altre attività economiche ed infatti la disoccupazione è uno dei maggiori problemi del quartiere. La criminalità, in larga misura con l’attività dello spaccio di droga, ha subito una notevole impennata a seguito della chiusura di importanti fabbriche della zona che avevano reso San Giovanni a Teduccio storico quartiere operaio di Napoli, ed è sempre in cima alla lista di cronaca nera.
Tuttavia il comune di Napoli avrebbe avviato una serie di progetti per la rivalutazione della zona come la costruzione di edifici per l’università Federico II e la riqualificazione del porto di Vigliena, ove tuttora si trova il celebre Forte di Vigliena ultimo baluardo delle resistenza nella rivoluzione Partenopea del 1799. Il sito, di grande interesse socio-politico-culturale, è in uno stato di totale abbandono, tanto che le istituzioni permettono di costruirci all’interno, difatti nel sito vi sono parecchi interventi abusivi anche da parte di strutture sia pubbliche che private.
Data la sua connotazione operaia, il quartiere è stato anche centro di grande dibattito politico quando è stata chiusa una sezione del P.C.I. tra le più importanti di tutto il Meridione.

 

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