Consorzio Agrario Cooperativo della Provincia di Verona

Costituzione: 1 luglio 1928

Consorzio Agrario Cooperativo della Provincia di Verona

Pagina libro: 979

ID: 1237

La città scaligera, nota come luogo della tragedia di Romeo e Giulietta, è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per la sua struttura urbana e per la sua architettura: Verona è un chiaro esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti; rappresenta inoltre in modo eccezionale il concetto di città fortificata in più tappe determinanti della storia europea.

L'area su cui sorge Verona è stata abitata fin dal neolitico, quando si ebbe la probabile presenza di un villaggio presso la zona meridionale di colle San Pietro, lungo il corso dell'Adige, uno dei pochi punti guadabili del fiume. Quella del colle ... Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-1237Consorzio Agrario Cooperativo della Provincia di Verona-1Tip. Federazione Consorzi - PiacenzaVerona1929VariabileR3 (501-1000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)

La città scaligera, nota come luogo della tragedia di Romeo e Giulietta, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per la sua struttura urbana e per la sua architettura: Verona è un chiaro esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti; rappresenta inoltre in modo eccezionale il concetto di città fortificata in più tappe determinanti della storia europea.

L’area su cui sorge Verona è stata abitata fin dal neolitico, quando si ebbe la probabile presenza di un villaggio presso la zona meridionale di colle San Pietro, lungo il corso dell’Adige, uno dei pochi punti guadabili del fiume. Quella del colle San Pietro è in effetti un’area ricca di reperti, e vi sono stati trovati addirittura i resti delle case che formavano l’antico villaggio. In epoca protostorica nel veronese giunsero i Galli Cenomani, che si stanziarono a ovest, sino al corso dell’Adige, e molto probabilmente il villaggio collinare fu abitato insieme dai Cenomani e dai Veneti.

Gli storici latini hanno accreditato a Euganei, Reti, Veneti, Etruschi o Galli Cenomani le origini di Verona: lo storico Polibio afferma che ai suoi tempi (II secolo a.C.) era ancora numerosa l’etnia venetica tra la popolazione della città, e infatti la presenza veneta è ben documentata, in particolare presso il colle San Pietro, e su questa sua affermazione si basa l’ipotesi della fondazione veneta; l’ipotesi della fondazione da parte dei Reti e insieme degli Euganei è stata invece formulata da Plinio il Vecchio (dei primi tra l’altro la presenza è accertata dai numerosi ritrovamenti nel territorio veronese delle loro ceramiche); quella da parte dei Galli Cenomani fu invece sostenuta da Tito Livio.

Nel 1797 Napoleone, con il Trattato di Campoformio, cedette la città agli austriaci, dopo che la stessa aveva tentato una coraggiosa rivolta antifrancese, le Pasque Veronesi, durante la quale i veronesi mostrarono il loro valore contrastando le incursioni di pattuglie francesi e sopportando il cannoneggiamento della città, che non riuscì però a resistere all’assedio di 15.000 soldati. Alla fine le morti francesi ammontarono a 500 soldati, i feriti furono circa un migliaio, e i prigionieri 2.400 (di cui 500 soldati e 1.900 loro famigliari).Dunque dei 3.000 soldati francesi di guarnigione al momento della rivolta circa mille (tra morti e prigionieri) furono messi fuori combattimento. Col successivo Trattato di Lunéville Verona venne divisa in due lungo il corso dell’Adige: la parte destra ai francesi, la sinistra (che i francesi chiamarono dispregiativamente Veronette, da cui il nome Veronetta) agli austriaci, e così rimase fino al 1805 quando questi ultimi cedettero l’intero Veneto alla Francia. Con il Congresso di Vienna del 1815 Verona passò stabilmente in mano austriaca e lo resterà fino al 1866, diventando il vertice strategicamente più importante del Quadrilatero, area di maggiore importanza militare nella strategia asburgica, il quale doveva fungere da cuscinetto contro gli assalti dei Piemontesi, che miravano alla conquista del Lombardo-Veneto austriaco.

La storia di Verona italiana ebbe inizio il 16 ottobre 1866 con la conquista del Veneto da parte dei Savoia a seguito della terza guerra di indipendenza: di qui in avanti la città passò un periodo di relativa tranquillità, turbato però da una crisi economica che durò fin dopo la seconda guerra mondiale e che ebbe come principale conseguenza l’emigrazione di centinaia di migliaia di veronesi. Nel 1882 Verona fu colpita da una tremenda alluvione, e l’Adige allagò buona parte della città, così, negli anni successivi, per proteggere la città da altre piene, vennero edificati i cosiddetti muraglioni, e la città dovette così rinunciare a uno dei suoi aspetti più caratteristici, di “città che viveva sull’acqua”.

Il bombardamento aereo da parte alleata del luglio 1944

Durissima fu la parentesi della seconda guerra mondiale, durante la quale fu una delle città più colpite dai bombardamenti, con 11.627 vani completamente distrutti e 8.347 gravemente danneggiati. Dopo la caduta del fascismo Verona, sede di cinque ministeri e di importanti comandi tedeschi, era infatti diventata centro nevralgico della Repubblica Sociale Italiana.Il processo di Verona, intentato contro Galeazzo Ciano e altri gerarchi fascisti, accusati di aver tramato con Badoglio per far arrestare Mussolini, decretò la loro esecuzione sommaria nel poligono di forte Procolo, non lontano dalle rive dell’Adige.

 

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