A. C. Vis Pesaro S.p.A.

Costituzione: 4 Dicembre 1980

A. C. Vis Pesaro S.p.A.
Nazione:

ID: 1910

Precedentemente denominata Vis Pesaro 1898, ha cambiato ragione sociale dopo il fallimento che ha catapultato la squadra nel campionato di Promozione.
La Vis Pesaro 1898 fu una delle società calcistiche più antiche d'Italia. Fu preceduta solo da altre dieci società del panorama italiano (Genoa, Fanfulla, Pro Vercelli, Gallaratese, Ascoli, Atalanta, Vicenza, Udinese, Pro Patria e Juventus).
Il primo nome adottato fu Vis Sauro Pesaro ma in seguito cambiò denominazione in Vis Pesaro, grazie ai successi avuti con il calcio. Essa fu inizialmente una polisportiva che si occupava di sport più vari come il pallone col bracciale, il nuoto, l'atletica e in seguito il calcio.
Il primo campionato calcistico fu disputato nel 1912 a livello regionale. La... Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-1910A. C. Vis Pesaro S.p.A.-1N.D.Pesaro e Urbino1981VariabileR2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

Precedentemente denominata Vis Pesaro 1898, ha cambiato ragione sociale dopo il fallimento che ha catapultato la squadra nel campionato di Promozione.
La Vis Pesaro 1898 fu una delle società calcistiche più antiche d’Italia. Fu preceduta solo da altre dieci società del panorama italiano (Genoa, Fanfulla, Pro Vercelli, Gallaratese, Ascoli, Atalanta, Vicenza, Udinese, Pro Patria e Juventus).
Il primo nome adottato fu Vis Sauro Pesaro ma in seguito cambiò denominazione in Vis Pesaro, grazie ai successi avuti con il calcio. Essa fu inizialmente una polisportiva che si occupava di sport più vari come il pallone col bracciale, il nuoto, l’atletica e in seguito il calcio.
Il primo campionato calcistico fu disputato nel 1912 a livello regionale. La prima partita fu disputata contro l’Alma Juventus Fano sul terreno del “Campo di Marte” di Soria, che delineò una rivalità mai sopita tra le due squadre e cittadine che sfocerà nei classici derby della marca pesarese.
Negli anni seguenti la Vis Pesaro approdò in Serie D e Serie C, giocando le partite casalinghe sul terreno di Baia Flaminia fino al 1927, anno della costruzione dello stadio comunale “Tonino Benelli”, in onore al motociclista pesarese, morto durante una gara. Esso fu edificato dall’imprenditore edile e presidente vissino Romolo Rifelli. Da sottolineare che lo stadio fu inizialmente concepito anche come velodromo, grazie all’anello che circonda ancora il rettangolo di gioco.
La società partecipò a vari campionati interregionali e di serie C, alternando grandi gioie per le promozioni a grandi delusioni per le retrocessioni. Non ci furono grandi presidenti appassionati di calcio come nelle vicine città marchigiane, ma uno di essi fu senz’altro il bolognese Adelelmo Bolelli tra gli anni cinquanta e sessanta. La sua passione non fu assecondata da nessun imprenditore pesarese e finì per lasciare l’incarico a causa di problemi finanziari. Un altro vulcanico presidente fu il magistrato Maurizio Marini (del quale si ricorda la celeberrima ombrellata all’arbitro in un lontano incontro Vis Pesaro-Rimini del marzo 1947).
Nel 1958-59 la Vis di Bolelli allenata da Mario Mosconi e Adriano Zecca vinse il campionato di Interregionale girone D (con conseguente promozione in serie C). Nel 1960-61 (serie C, girone B) la squadra allenata successivamente da Umberto Zanella, Giuseppe Farina, Giulio Lelovich e Armando Gasperotto subì però l’onta della retrocessione in serie D.
Gli anni sessanta furono caratterizzati dalla solita alternanza di campionati in Serie C e D.
Il campionato 1968/69 fu particolarmente felice per la Vis che sfiorò la promozione in serie B, quando, la squadra biancorossa allenata da Becchetti, fu sconfitta per 1-0 nel derby dalla capolista Sambenedettese, che la precedeva di un punto in classifica.
Di lì a poco arrivò un periodo di declino, la squadra fu affidata a Volturno Diotallevi e poi a Luigi Soffrido nei primi anni settanta con la retrocessione in serie D.
Il culmine dell’oblio si toccò nel 1984 dove la Vis perse lo spareggio con la Monturanese valido per l’Interregionale: la partita si giocò al Dorico di Ancona e venne vinta dai biancoazzurri per 6-5 ai rigori.
Dopo anni bui il pubblico e l’interesse intorno alla Vis cominciò a crescere sfiorando picchi di 4000 presenze a domenica al “Benelli”, soprattutto negli anni tra il 1986 ed il 1989, quando a Pesaro arrivò l’allenatore Walter Nicoletti che dalla serie D portò i biancorossi in C1, vincendo due campionati di fila (da ricordare la vittoria contro la Ternana al Benelli che valse la promozione in C1), e sfiorando nella terza stagione i playoff e la possibile promozione in Serie B. Nelle file biancorosse giocavano giocatori del calibro di Marco Nappi, Andrea Tentoni, Renato Olive, Luca Pazzaglia e Chiaiese che aveva fatto parte del Napoli di Maradona, che fecero sognare i tifosi pesaresi. Il presidente di quegli anni fu Ermanno Ferri, che lasciato però solo dalle forze imprenditoriali pesaresi non poté dare continuità ad un progetto vincente.
In seguito l’interesse scema, il gioco latita e la società si accontenta spesso di campionati anonimi oscillando tra Serie C1 e Serie C2.
Nuovo entusiasmo lo porta l’indimenticato allenatore Guido Attardi che nella stagione 1991-92 centra la promozione in C1 ma viene poi esonerato l’anno successivo a campionato in corso.
Nel 1993 arriva il primo fallimento: nonostante la salvezza raggiunta in C1, la dirigenza pesarese capeggiata da imprenditori di spessore come Berloni e Scavolini, decise di cedere la società a Fulvio Diamantini, imprenditore forestiero. La società venne esclusa dal campionato per inadempienze economiche e dovette ripartire dalla serie D.
Da quelle macerie rinacque la Vis Pesaro 1898 S.r.l. che nella stagione 1993-94 tornò in Serie C in maniera rocambolesca. Al Benelli di Pesaro arrivò la Fermana capolista per uno spareggio-promozione segnato da un giallo finale. Al 95′ sullo 0-0 avvenne il fatto, quando Montingelli attaccante della Vis, con un colpo di mano alla Maradona non visto dall’arbitro Zaltron di Bassano del Grappa, consegnò il primato alla squadra pesarese.

Translate