Bastogi I.R.B.S. S.p.A.

Costituzione: 18 settembre 1862

Bastogi I.R.B.S. S.p.A.

ID: 5845

COSTITUITA A TORINO CON ATTO DEL 18 SETTEMBRE 1862

Bastogi S.p.A., fondata nel 1862 come Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, è la più antica società italiana quotata alla Borsa di Milano, essendo presente dal 1863, ancora in attività. In più di 150 anni si è trasformata più volte, e la sua storia si è intrecciata attraverso tre secoli con quella dello sviluppo industriale ed economico dell'Italia.

Nel 1972 la società assunse la denominazione di Bastogi Finanziaria, nel 1978 di Bastogi IRBS e nel 1987 di Bastogi.

La sede è in via Piranesi 10 a Milano.

Storia

Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-5845Bastogi I.R.B.S. S.p.A.-1Calcografia & Cartevalori - MilanoRoma19791 azioneR1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
B-5845Bastogi I.R.B.S. S.p.A.-2Calcografia & Cartevalori - MilanoRoma1973100 azioniR1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
C-5845Bastogi I.R.B.S. S.p.A.-3Calcografia & Cartevalori - MilanoTorino1862200.000 azioniR2 (1001-5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)

COSTITUITA A TORINO CON ATTO DEL 18 SETTEMBRE 1862

Bastogi S.p.A., fondata nel 1862 come Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, è la più antica società italiana quotata alla Borsa di Milano, essendo presente dal 1863, ancora in attività. In più di 150 anni si è trasformata più volte, e la sua storia si è intrecciata attraverso tre secoli con quella dello sviluppo industriale ed economico dell’Italia.

Nel 1972 la società assunse la denominazione di Bastogi Finanziaria, nel 1978 di Bastogi IRBS e nel 1987 di Bastogi.

La sede è in via Piranesi 10 a Milano.

Storia

La Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali

La società nacque a Torino con la ragione sociale di Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali il 18 settembre 1862 per iniziativa del conte Pietro Bastogi con un capitale iniziale di 100 milioni di lire. Era una società ferroviaria privata che gestiva numerose linee ferroviarie, in massima parte nel nord e nel versante adriatico e meridionale della penisola italiana. Dal 1885 assunse la ragione sociale di Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali. Esercizio della Rete Adriatica.

Nel 1906 in seguito al riscatto e alla successiva nazionalizzazione delle linee ferroviarie da parte dello Stato, la società si trasformò in finanziaria investendo nel settore elettrico, in quello immobiliare e delle costruzioni, e infine in obbligazioni e titoli di Stato nazionali ed esteri. Fu soprattutto la nascente industria elettrica a focalizzare la strategia aziendale: nel 1915 la società era ormai in possesso di pacchetti azionari di sedici imprese del settore, per circa 28 milioni di lire, su un capitale totale delle stesse di 180 milioni (tra queste la Adriatica, la Ligure‑Toscana, la Sme, la Conti, l’Adamello, la Maira, la Cellina e la Società Elettrica della Sicilia Orientale – SESO gestita da Enrico Vismara).

La Bastogi in quest’epoca era la più importante finanziaria italiana. Nel 1926 ne divenne presidente Alberto Beneduce, che era contemporaneamente presidente anche del Crediop e dell’ICIPU, due istituti pubblici.

Assorbita dall’I.R.I. dopo la grande crisi del 1929, venne risanata e riprivatizzata nel 1937.

Ora la società aveva sede a Firenze e direzioni a Milano e Roma. Al sindacato di controllo partecipavano la FIAT, la Pirelli, la Edison, La Centrale, la RAS e le Generali, mentre le partecipazioni più significative la Finanziaria le deteneva nell’Italcementi e nella Montedison. Perciò, prima dell’ingresso dei privati in Mediobanca, è stato il principale “salotto buono” dell’economia italiana, dove avvenivano le mediazioni fra i grandi gruppi industriali e finanziari privati.

La nazionalizzazione dell’energia elettrica nel 1962 diede liquidità alla finanziaria, che fu reinvestita soprattutto nella chimica, ma in effetti iniziò il declino della Bastogi in termini di potere economico.

Nel 1971 la Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali fu oggetto della prima OPA della storia italiana, promossa dal finanziere Michele Sindona. La scalata fallì per l’opposizione dell’ establishment finanziario italiano guidato da Guido Carli, governatore della Banca d’Italia, e da Enrico Cuccia, direttore generale di Mediobanca.

Da Bastogi Finanziaria a Bastogi 

Dopo essere diventata nel 1972 Bastogi Finanziaria ed aver spostato la sede a Roma, nel 1978, a seguito dell’incorporazione dell’Istituto Romano dei Beni Stabili, modifica la propria ragione sociale in Bastogi IRBS.

Nel 1983 Italmobiliare, con l’acquisizione del 23% della società, diviene il maggiore azionista di Bastogi IRBS, che avvia un processo di alienazione delle partecipazioni industriali, concentrandosi sul settore immobiliare. Nel 1986 la SAPAM assume una quota del 58,4% di Bastogi IRBS e, un anno dopo, viene modificata la denominazione sociale in Bastogi.

Nel 1990 il Gruppo Cabassi rileva il 47% della società, consolidando la sua presenza nel campo immobiliare e in quello dei servizi. Nel 1994 Bastogi acquisisce il 50,3% di Brioschi Finanziaria.

Nel 2004 viene lanciata un’OPA obbligatoria su circa 312 milioni di azioni Bastogi da parte di Sintesi S.p.A., holding del Gruppo Cabassi. A conclusione dell’OPA, Sintesi possiede il 64% del capitale di Bastogi.

Nel giugno 2008 avvenne la scissione parziale proporzionale inversa della società a favore di Brioschi Sviluppo Immobiliare.

Il 1º gennaio 2015 avvenne la fusione per incorporazione di Raggio di Luna in Bastogi, per effetto della quale Bastogi diviene attiva anche nei settori dell’immobiliare e dell’intrattenimento.

 

 

Translate