Banca Popolare di Vicenza

Costituzione: 12 settembre 1866

Codice ISMIN: 37156

La Banca Popolare di Vicenza è un ex istituto bancario con sede a Vicenza, in liquidazione coatta amministrativa dal 25 giugno 2017 a seguito del Decreto-legge n. 99/2017.

Per il salvataggio della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, il Governo Gentiloni ha pianificato un aumento di Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-37156-Vicenza1914Azione nominativa da Lire 30R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
B-37156-Vicenza1930Azione nominativa da Lire 30R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
C-37156-Vicenza1948Azione nominativa da Lire 100R2 (1001-5000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)
D-37156-Vicenza1955Azione nominativa da Lire 500R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
E-37156Banca Popolare di Vicenza-5Vicenza1962VariabileR2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
F-37156-Vicenza1971Azione nominativa da Lire 500R1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
G-37156Banca Popolare di Vicenza-7Vicenza1974VariabileR1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)

La Banca Popolare di Vicenza è un ex istituto bancario con sede a Vicenza, in liquidazione coatta amministrativa dal 25 giugno 2017 a seguito del Decreto-legge n. 99/2017.

Per il salvataggio della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, il Governo Gentiloni ha pianificato un aumento di capitale sociale pari a 5 miliardi di euro, e ulteriori 12 miliardi di garanzie statali per i crediti non deteriorati.

Per effetto dell’atto di cessione d’azienda stipulato nella notte fra il 25 e il 26 giugno 2017, le centinaia di filiali della banca appartengono ora a Intesa Sanpaolo.

Nasce nel 1866 come prima banca vicentina e prima banca popolare nel Veneto. Per più di un secolo rimane radicata esclusivamente nel territorio cittadino.

A partire dagli anni 80 del ‘900 inizia un’importante politica di sviluppo dell’istituto, prima con l’acquisizione di alcune banche locali vicentine (Banca Popolare Agricola di Lonigo nel 1985, Banca Popolare di Thiene nel 1988, Banca Popolare dei Sette Comuni-Asiago nel 1991) poi con l’apertura di filiali nel Nord Ovest e nel Nord Est, assorbendo altre banche (Banca Popolare di Venezia nel 1994, Banca Popolare di Castelfranco Veneto e Banca Popolare di Trieste nel 1996, Banca Popolare della Provincia di Belluno nel 1997, Banca Popolare Piva di Valdobbiadene e Banca Popolare Udinese nel 1998), dando vita al Gruppo Banca Popolare di Vicenza.

Nel 1998 la Banca Popolare di Vicenza entra a far parte, insieme al Banco Bilbao Vizcaya Argentaria e all’INA, del nucleo degli azionisti di riferimento di BNL.

Nel biennio 2000/2002 è stato avviato un complesso ridisegno dell’istituto. Dal restyling di logo e marchio (che passa da Banca Popolare Vicentina a quello attuale) si arriva al “Progetto Centro-Sud” con l’acquisizione di Banca Nuova (sede a Palermo) e Banca del Popolo di Trapani (che viene fusa in Banca Nuova). L’istituto è presente in tutti i principali centri di Sicilia e Calabria con più di 100 filiali.

Nel 2002 entra a far parte del gruppo BPVi anche la CariPrato.

Il gruppo taglia il traguardo dei 500 sportelli, ai quali vengono aggiunti 30 sportelli acquisiti dall’Antonveneta in Sicilia.

Nel 2007 acquisisce da UBI Banca 61 sportelli nel bresciano e nel bergamasco.

Il 2 novembre 2008 il palazzo che ospita “BPVi Formazione” di via Cengio in città (il centro di formazione per i dipendenti dell’istituto) è stato oggetto di un attentato estremista verificatosi intorno alle sei di mattina che, vista la giornata e l’ora, non ha causato vittime. Una pentola a pressione con tre bombole da campeggio collegate con cavi, un tubo con polvere da sparo e alcune bottiglie infiammabili innescate da cubi accendifuoco sono state collocate davanti all’ingresso dello stabile e fatte esplodere. L’attentato (rimasto senza rivendicazione) ha causato danni per alcune decine di migliaia di euro.

Il 1º gennaio 2011 il gruppo incorpora completamente la CariPrato. Nello stesso anno l’istituto apre due sedi di rappresentanza: la prima a Milano, in via Turati 12 (nei pressi del palazzo della Borsa Italiana), e la seconda a Roma, nel Palazzo delle Assicurazioni Generali in piazza Venezia (di fronte all’Altare della Patria); inizia la prima campagna pubblicitaria televisiva su scala nazionale.

La banca è inoltre presente nell’azionariato della Banca della Nuova Terra (19,61%).

Il 22 settembre 2015 vengono effettuate perquisizioni da parte della GdF. Le indagini riguardano il periodo precedente al dicembre 2014, cioè prima che la vigilanza sulla banca Popolare di Vicenza passasse dalla Banca d’Italia alla Banca centrale europea e che quest’ultima intervenisse imponendo una drastica pulizia nei conti che ha comportato svalutazioni e perdite per miliardi di euro.

Risultano indagati per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza il presidente Gianni Zonin e l’ex direttore generale Samuele Sorato.

L’amministratore delegato Francesco Iorio ha varato un nuovo piano industriale che punta ad un ritorno all’utile nel 2016, con la chiusura di 150 filiali “improduttive”, l’eliminazione di tutte le partecipazioni non profittevoli (eccetto la partecipazione in Cattolica assicurazioni, ritenuta strategica), l’aumento di capitale in aprile 2016 e, subito dopo, la quotazione in Borsa.

Il 23 novembre 2015 il presidente Zonin rassegna le sue dimissioni dopo quasi 20 anni alla guida della banca. Al suo posto viene nominato l’imprenditore vicentino e vicepresidente di Confindustria, Stefano Dolcetta.

Il 5 marzo 2016 più di 11 mila soci della banca si sono riuniti in assemblea per votare la trasformazione in società per azioni, l’aumento di capitale e la quotazione in Borsa. Tutte le tre delibere sono state approvate, non senza polemiche e contestazioni.