Banca Mutua Popolare in Ferrara

Costituzione: 15 novembre 1880

Pagina libro: 759

Codice ISMIN: 1057

La banca Mutua Popolare in Ferrara è un istituto fondato nella seconda metà dell’ottocento, con la denominazione di Banca Mutua Popolare in Ferrara, società anonima Cooperativa.

Storia

La nascita di questa banca proviene dalla volontà di aiutare la popolazione del ferrarese in quel periodo. L’associazionismo in cooperative è il primo passo alla costituzione di enti bancari. Sul documento in questione è stampata la data del 24 febbraio 1881, giorno in cui viene approvata tramite il regio decreto LXV. In realtà la fondazione sembrerebbe antecedente di un anno. Nel comune di Ferrara esistono dei carteggi con riferimenti ad una fantomatica Banca Popolare datati 1867.

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ISMIN Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-1057Banca Mutua Popolare in Ferrara-1Officina Graf. L. Wolf & C. - TorinoFerrara19111 azioneR3 (501-1000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)

La banca Mutua Popolare in Ferrara è un istituto fondato nella seconda metà dell’ottocento, con la denominazione di Banca Mutua Popolare in Ferrara, società anonima Cooperativa.

Storia

La nascita di questa banca proviene dalla volontà di aiutare la popolazione del ferrarese in quel periodo. L’associazionismo in cooperative è il primo passo alla costituzione di enti bancari. Sul documento in questione è stampata la data del 24 febbraio 1881, giorno in cui viene approvata tramite il regio decreto LXV. In realtà la fondazione sembrerebbe antecedente di un anno. Nel comune di Ferrara esistono dei carteggi con riferimenti ad una fantomatica Banca Popolare datati 1867.

Personaggio di grande rilievo per questo istituto è Stefano Gatti-Casazza.

Cresciuto in ambiente filo-asburgico si sottrae alla leva austriaca trasferendosi diciannovenne in Piemonte, dove si aggrega alle truppe garibaldine. Nel 1860 prende parte alla spedizione dei mille imbarcato sul piroscafo Lombardo, combatte a Calatafimi, a Palermo e nel decisivo scontro sul fiume Volturno. Congedatosi col grado di capitano di cavalleria torna ai suoi affari e si dedica alla vita politica a Ferrara, dove si stabilisce dopo l’unità italiana. Consigliere e presidente della provincia, membro della deputazione provinciale, ha presieduto la Banca mutua popolare di Ferrara, è stato deputato per due legislature e senatore a vita dal 1912.

(Fonte Wikipedia)

 

 

 

I certificati emessi 

Questo certificato azionario al portatore, emesso nel 1911  e stampato dalle Officine Grafiche L-Wolf, ha taglio variabile e contiene firme differenti: Il direttore, il cassiere e due altre firme per il consiglio di amministrazione. nella parte alta si possono trovare gli stessi del comune e della provincia di Ferrara. Per maggiori informazioni, vi consiglio di consultare questo link. N.B.: La scheda è riferita ad un documento di esempio attualmente presente, in circolazione potrebbero esistere varianti con caratteristiche differenti.

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Ferrara è un comune italiano di 133 398 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Emilia-Romagna. L’area metropolitana della città, individuata con la metodologia del Functional Urban Regions, conta 264 885 abitanti.

La città è situata nella zona del delta del fiume Po, il centro storico è circa 6 km a sud del ramo principale del fiume, mentre un ramo meridionale del delta, il Po di Volano, delimita la città medioevale con la sua cinta muraria, separandola dall’ancor più antico borgo di San Giorgio. I quartieri moderni a nord si estendono oggi fino al Po, includendo la località Pontelagoscuro. Il territorio è interamente pianeggiante, con un’altitudine compresa tra 2,4m e 9m s.l.m., e superficie di 405,16 km².

Ferrara è erede di un importante patrimonio culturale del Rinascimento, epoca in cui era capitale di un ducato indipendente sotto la signoria degli Este, e si era sviluppata in un centro artistico e universitario di livello europeo, in cui hanno vissuto personalità come i poeti Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, gli scienziati Niccolò Copernico e Paracelso, gli artisti Andrea Mantegna e Tiziano, i letterati Giovanni Pico della Mirandola e Pietro Bembo.

È anche una città di grande interesse urbanistico in quanto durante il Rinascimento vi furono realizzate le prime grandi progettazioni urbanistiche della storia europea moderna, il più noto dei quali è l’Addizione Erculea, commissionata nel 1484 dal duca Ercole I d’Este all’architetto Biagio Rossetti. La nuova parte della città viene chiamata Arianuova, sia per la sua collocazione esterna al vecchio asse del castello medievale, sia perché connotata fino alla fine del XIX secolo da ampie aree verdi prive di edifici, dette “orti e giardini”, interne alle nuove possenti mura rossettiane. Grazie a quest’opera architettonica Ferrara viene considerata dagli studiosi la prima città moderna d’Europa.

L’UNESCO le conferisce il titolo di patrimonio mondiale dell’umanità per la prima volta nel 1995 come città del Rinascimento e successivamente, nel 1999, riceve un ulteriore riconoscimento per il delta del Po e per le delizie estensi. Ferrara inoltre è una dei 4 capoluoghi di provincia (assieme a Bergamo, Lucca e Grosseto), il cui centro storico è rimasto quasi completamente circondato dalle mura che, a loro volta, hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli. Ferrara, con Pisa e Ravenna, è anche una delle prime città del silenzio citata nelle Laudi di Gabriele D’Annunzio.

Ferrara è antica sede universitaria (Università degli Studi di Ferrara) e sede arcivescovile (arcidiocesi di Ferrara-Comacchio). Ospita importanti centri culturali: la Pinacoteca Nazionale di palazzo dei Diamanti, il museo Archeologico Nazionale, il museo del Risorgimento e della Resistenza, il museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis, il museo della Cattedrale, il museo Giovanni Boldini, il museo dell’ebraismo italiano e della Shoah e numerosi altri musei.

La città contemporanea poggia su un’economia basata sulla produzione agricola e industriale che ne fanno un centro di primaria importanza grazie alla presenza di numerosi impianti industriali presenti nell’area del petrolchimico e della piccola e media impresa. I settori più rappresentativi sono quelli dell’industria chimica, dell’industria metalmeccanica, dell’elettrotecnica e dell’industria tessile e alimentare. Inoltre le reti stradali e ferroviarie la inseriscono all’interno del circuito commerciale sia regionale che nazionale grazie alla presenza di adeguate infrastrutture come l’autostrada A13, lo scalo merci della stazione ferroviaria e gli scali portuali situati a Pontelagoscuro che collegano la città al fiume Po e al mare Adriatico.

Ferrara inoltre è uno dei pochi siti italiani in cui si faccia uso dell’energia geotermica per la produzione di acqua calda e calore che va ad alimentare la rete di teleriscaldamento della città.

Territorio

Il territorio, totalmente pianeggiante, ha un’altitudine compresa tra 2,4m e 9m s.l.m. e una superficie di 405,16 km² (il diciassettesimo comune più esteso d’Italia). Confina a nord con la regione Veneto, delimitata dal Po, specificamente con la provincia di Rovigo, e a sud con la città metropolitana di Bologna. La città sorge in una zona storicamente paludosa ma fertile, bonificata gradualmente nel corso dei secoli e oggi contraddistinta da numerosi canali artificiali per l’irrigazione e il drenaggio delle campagne, rese coltivabili e abitabili. Il territorio ha una spiccata vocazione agricola, sono esercitati anche l’allevamento e la pesca.

Lo sviluppo della città è in parte correlato alla posizione fluviale e di confine, e ai caratteri del territorio del delta soggetto ai cambiamenti di corso del fiume. All’epoca della sua fondazione, nell’Alto Medioevo, il fiume seguiva un corso diverso, il Po di Volano, sul cui argine si sviluppò l’insediamento, era il ramo principale. Le prime espansioni urbanistiche del Basso Medioevo avvengono proprio sfruttando lo spazio lasciato libero dal letto dell’antico fiume.

Il territorio del comune, e in gran parte quello della provincia, costituiscono un paeseggio ricavato artificialmente, in assenza di grandi opere di bonifica sarebbero in per lo più coperti dalle acque. La città attualmente sorge ad un’altitudine inferiore al livello medio delle acque del Po, che pertanto viene contenuto entro arginature imponenti. La sua corrente permette di evitare il ristagno permanente degli inquinanti chimici provenienti dal bacino padano che, altrimenti, ristagnerebbero nella depressione naturale costituita dalla pianura ferrarese. Se a settentrione della città corre, tra i suoi argini, il Po, a ponente si distendono i comprensori di Burana e della Valle di Santa Martina, naturalmente soggetti alla palude, e a levante i due grandi “polesini” di San Giovanni e di San Giorgio, per secoli grandi paludi. L’emergere di Ferrara dalle acque lo si deve all’opera di chi in passato l’ha governata dato che la particolarità del territorio ha costretto i regnanti ad attuare processi di bonificazione.