Banca Italo – Germanica

Costituzione: 22 novembre 1871

Pagine libro: 305, 333

Codice ISMIN: 1720

Banca emittente creata con capitali tedeschi nel 1871 dal finanziere ebreo Giovanni Servadio, che ne fu anche il primo presidente. Perseguiva lo scopo di favorire lo sviluppo del credito fra Italia e Germania. Tuttavia nel 1875, dopo la morte del suo fondatore, andò incontro ad una progressiva decadenza finanziaria e, non riuscendo più a far fronte ai vari impegni assunti, fu posta in liquidazione fallimentare. Disponendo, comunque, di un portafoglio ricco in titoli azionari ed obbligazionari di società ferroviarie nonché di vaste proprietà terriere ed immobiliari, l’istituto venne rilevato dalla Banca Tiberina nel 1877.

ISMIN Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-1720Banca Italo – Germanica-1Stab. Civelli - MilanoRoma18721 azioneR8 (11-25 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
B-1720Banca Italo – Germanica-2Stab. Civelli - MilanoRoma18725 azioniR8 (11-25 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
C-1720Banca Italo – Germanica-3Stab. Civelli - MilanoRoma187210 azioniR8 (11-25 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
D-1720--Roma187225 azioni da Lire 500R3 (501-1000 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
E-1720Banca Italo – Germanica-5Bradburry, Wilkinson & C. Printers, LondonRoma1872Certificato di deposito lire italiane 250R5 (101-250 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
G-1720Banca Italo – Germanica-6Bradburry, Wilkinson & C. Printers, LondonRoma1872Certificato di deposito lire italiane 1.000R5 (101-250 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
F-1720Banca Italo – Germanica-7Lito. Virano e Teano Roma Mercede 17Roma187325 azioniR7 (26-50 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)

Banca emittente creata con capitali tedeschi nel 1871 dal finanziere ebreo Giovanni Servadio, che ne fu anche il primo presidente. Perseguiva lo scopo di favorire lo sviluppo del credito fra Italia e Germania. Tuttavia nel 1875, dopo la morte del suo fondatore, andò incontro ad una progressiva decadenza finanziaria e, non riuscendo più a far fronte ai vari impegni assunti, fu posta in liquidazione fallimentare. Disponendo, comunque, di un portafoglio ricco in titoli azionari ed obbligazionari di società ferroviarie nonché di vaste proprietà terriere ed immobiliari, l’istituto venne rilevato dalla Banca Tiberina nel 1877.