BANCA GENERALE DI SICURTA’
Costituzione: 1872
Codice ISMIN: 30290
Intorno alla metà dell'Ottocento, nell'ambito di quella che viene chiamata "seconda rivoluzione industriale", le imprese ebbero bisogno di capitali molto più grossi che in passato, capitali che non avevano a disposizione le vecchie banche private, nemmeno le più importanti e nemmeno se si univano più famiglie. Furono pertanto costituiti veri istituti bancari dotati di grandi capitali, sottoscritti da molti azionisti. Queste banche, infatti, erano costituite in forma di società per azioni, la cui costituzione proprio a partire dalla metà dell'Ottocento non era più sottoposta a particolari autorizzazioni.
Ancor maggiore fu l'espansione della cosiddetta "raccolta bancaria". Infatti le banche private, oltre ai capitali dei proprietari potevano aggiungere ... Altro
Intorno alla metà dell’Ottocento, nell’ambito di quella che viene chiamata “seconda rivoluzione industriale”, le imprese ebbero bisogno di capitali molto più grossi che in passato, capitali che non avevano a disposizione le vecchie banche private, nemmeno le più importanti e nemmeno se si univano più famiglie. Furono pertanto costituiti veri istituti bancari dotati di grandi capitali, sottoscritti da molti azionisti. Queste banche, infatti, erano costituite in forma di società per azioni, la cui costituzione proprio a partire dalla metà dell’Ottocento non era più sottoposta a particolari autorizzazioni.
Ancor maggiore fu l’espansione della cosiddetta “raccolta bancaria”. Infatti le banche private, oltre ai capitali dei proprietari potevano aggiungere solo quelli depositati presso di loro da una selezionata clientela, appartenente all’alta società. Invece, i nuovi istituti di credito stabilirono una rete di agenzie diffuse nelle città di provincia, e in questo modo poterono raccogliere i risparmi del ceto medio.
Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in ogni paese industrializzato si affermarono poche grandi banche di livello nazionale.
Le big fives inglesi dagli anni venti erano la Midland Bank, la Barclays Bank, la Lloyds Bank, la Westminster Bank e la National Provincial Bank (fusesi nel 1970 nella National Westminster Bank).
Le big four fra le commercial banks degli Stati Uniti sono considerate Bank of America, Citibank, Wells Fargo e Chase National Bank, le quali hanno assorbito negli anni altri istituti.
In Svizzera le maggiori banche erano l’Unione di Banche Svizzere, la Società di Banca Svizzera e il Credit Suisse.
In alcuni paesi si affermò il modello della cosiddetta “banca universale”, che oltre all’attività di deposito, sconto e anticipazioni, erogava anche finanziamenti alle imprese a medio e lungo termine, e in alcune nazioni assumeva partecipazioni nelle imprese stesse: in Belgio, Germania, Italia e Austria.
In Belgio c’erano due principali istituti di questo tipo: la Société générale de Belgique e la Banque de Belgique.
In Germania c’erano inizialmente sei Grossbanken: Deutsche Bank, Commerzbank, Dresdner Bank, Disconto-Gesellschaft, Nationalbank für Deutschland, Berliner Handelsgesellschaft, poi ridotte di numero in seguito a fusioni.
In Italia furono dichiarate “banche d’interesse nazionale” la Banca Commerciale Italiana, il Credito Italiano e il Banco di Roma.
In Austria il modello della banca universale ebbe il suo maggior esempio nel Creditanstalt.
In Giappone il legame fra banche e industrie era ancora più stretto: infatti quattro delle grandi banche appartenevano ai maggiori zaibatsu: Mitsubishi Ginkō, Mitsui Ginkō, Sumitomo Ginkō e Yasuda Ginkō (poi ribattezzata Fuji Ginkō). Solo la Dai Ichi Ginkō non era legata a nessun gruppo industriale. Infine c’era la Yokohama Specie Bank (poi Tōkyō Ginkō) che aveva uno speciale statuto come banca per il commercio estero.
In Francia dopo il fallimento del Crédit mobilier, nel 1867, che era stata una banca universale, si affermò la separazione fra le banques de dépôt e le banques d’affaires. Le più importanti del primo tipo erano il Crédit Industriel et Commercial, la Société Générale, il Crédit Lyonnais e il Comptoir national d’escompte de Paris (che nel 1966 si fonderà con la Banque nationale pour le commerce et l’industrie per dar vita alla Banque nationale de Paris). Del secondo tipo era la Banque de Paris et des Pays Bas.


