Banca di Mutuo e Sconto Maglianese

Costituzione: 1887

Codice ISMIN: 30760

La banca fu fondata nel 1887 e nel Novecento mutò denominazione in Banca Mutua Popolare Maglianese. Oggi fa parte della Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio.

Primo Ottocento. A giudizio di uno storico della metà dell'Ottocento, i maglianesi, "sebbene morigerati, erano alquanto indifferenti, senza iniziativa, poco industriosi, e per conseguenza indigenti la maggior parte", in altri termini erano presi dall'assillo di procurarsi il cibo e dal difendersi dalle malattie. Alla povertà generalizzata si associava un clima poco salubre per l'umidità (nebbia) e per la pesantezza dell'aria, che causava ai contadini (fra l'altro giudicati "ingegnosi ed astuti") febbri acute, soprattutto in agosto, e alle donne la caduta dei capelli.
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ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-30760Banca di Mutuo e Sconto Maglianese-1Magliano18871 Azione da lire 50R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
B-30760Banca di Mutuo e Sconto Maglianese-2Magliano19981 Azione da lire 25R3 (501-1000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)

La banca fu fondata nel 1887 e nel Novecento mutò denominazione in Banca Mutua Popolare Maglianese. Oggi fa parte della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio.

Primo Ottocento. A giudizio di uno storico della metà dell’Ottocento, i maglianesi, “sebbene morigerati, erano alquanto indifferenti, senza iniziativa, poco industriosi, e per conseguenza indigenti la maggior parte”, in altri termini erano presi dall’assillo di procurarsi il cibo e dal difendersi dalle malattie. Alla povertà generalizzata si associava un clima poco salubre per l’umidità (nebbia) e per la pesantezza dell’aria, che causava ai contadini (fra l’altro giudicati “ingegnosi ed astuti”) febbri acute, soprattutto in agosto, e alle donne la caduta dei capelli.
Soltanto verso la fine degli anni Venti si assiste ad un qualche fermento in positivo: la popolazione passa dai 1214 ai 1387 abitanti, per poi arrivare a 1634 nel periodo in cui fu cardinale della Diocesi Sabina Carlo Odescalchi (1833-1836). Questi restituì lustro al Seminario ed affidò ai Passionisti il Convento del Giglio, rimasto chiuso dall’epoca napoleonica.
Alcuni agricoltori, immigrati per lo più provenienti dalle Marche, portano nuove idee: dissodano le terre ridotte a boscaglie e rendono produttivi i terreni. Il commercio si intensifica, poiché da Ponte Felice prende a funzionare un regolare servizio fluviale con battelli a vapore (1845) da Roma e per Roma.

La Repubblica Romana e fine dello Stato Pontificio. Allo scoppio della I Guerra d’Indipendenza, cinque maglianesi si aggregano all’esercito papalino del generale Durando. Nel frattempo (1847) Pio IX toglie al Comune di Roma i diritti di vassallaggio su Magliano. Quando poi il pontefice fugge a Gaeta, la popolazione maglianese è l’unica della Delegazione di Rieti ad agitarsi. Infatti, il 27 novembre 1848 il cardinale Brignole nottetempo si allontana dalla città con il suo servo. Il 9 febbraio 1849 Magliano entra a far parte della Repubblica Romana di Mazzini, Armellini e Saffi.
Dopo la caduta della Repubblica, il 23 luglio le milizie spagnole, intervenute per ristabilire l’ordine nello Stato Pontificio, sostarono a Magliano, che ritorna nella Legazione apostolica, sempre al­le dipendenze della Delegazione di Rieti (1850).
Dai risultati del censimento del 1851 si desume che gli abitanti erano saliti a 2000, che in loco operavano bravi artigiani, che il commercio, pur sempre carente, mostrava segni di ripresa. Ciò nonostante, alla fine degli anni Cinquan­ta, la popolazione scende sotto le 2000 anime. Come ultimo atto dell’epoca pontificia, nel 1858 il cardinale Gabrielle Ferretti istituisce a Magliano un ospedale denominato “Il ricovero per i poveri infermi”.

Magliano nel Regno d’Italia. Le operazioni militari per l’Unità d’Italia per annettere le Marche e l’Umbria, comportano l’occupazione di Magliano (il 29 settembre 1860) da parte di volontari sabini. L’8 ottobre arrivano i Cacciatori del Tevere e lasciano un distaccamento per la sorveglianza militare lungo la frontiera con il restante territorio pontificio. Questi furono sostituiti nel 1861 da unità di linea del regolare esercito italiano.
Con l’annessione al Regno d’Italia ufficializzata nel 1861, Magliano, con il sindaco regio Angelo Orsolini, diventa capoluogo di Mandamento con i comuni di Montebuono, Tarano e Collevecchio (Circondario di Rieti, Provincia dell’Umbria con capoluogo Perugia). Per essere zona di confine vengono istituiti gli uffici doganali a Francellini e a Ponte Felice; in più ha gli Uffici di Censo, del Bollo Registro e la Pretura.
Subito Magliano incrementa la sua popolazione, che passa da circa 2000 abitanti del 1860 ai 3108 del 1870, nonostante che nell’estate del 1867 subisca una violenta epidemia di colera, che miete circa cento vittime in tre mesi.
Nell’agricoltura i proprietari, guidati dal sindaco Angelo Orsolini, esperto agricoltore, eseguono bonifiche impiantando frutteti e vigneti. Le pratiche agricole incrementano il commercio e attirano l’interesse di altre famiglie, che vennero ad abitare in Magliano, dove dalla stessa Roma molti “antipapalini”, esuli politici, vengono a rifugiarsi.
Nel quadro strategico delle truppe piemontesi alla conquista di Roma, nel settembre 1870, si insedia a Magliano la XII Divisione del IV Corpo d’Esercito, comandato dal Generale Raffaele Cadorna; il quale stabilisce qui il suo stato maggiore per occupare Civita Castellana, ancora nello Stato Pontificio, per poi proseguire alla presa di Roma (20 settembre 1870).

Ricchezza e scioperi dei contadini. Dopo questo evento si riaprono le vie commerciali con la Città Eterna: oltre la via fluviale, la linea ferroviaria Ro­ma-Orte, attivata sin dal 1866, prende a funzionare completamente per collegare con più facilità Magliano a Roma.
Si assiste ad un forte impulso alle attività economiche: ancora l’agricoltura ne è il motore trainante. Accanto a questa attività nasce un’officina meccanica (Pulifici), che produce macchine agricole. Nel 1872 viene fondata la Società O­peraja di Mutuo Soccorso. Ci sono anche due banche: Banca di mutuo e sconto maglianese (1887) e Banca operaia (1892). All’alba del XX secolo Magliano raggiunge circa 4000 abitanti.
Nel 1904 Magliano è al centro di scioperi contadini di risonanza nazionale. Nella Prima Guerra Mondiale Magliano ha numerosi caduti al fronte. Nel 1920, prima del fascismo, riprendono gli scioperi dei contadini e l’occupazione delle terre. Si segnalano scontri armati con le forze dell’ordine e con le prime squadre fasciste, durante i quali è ucciso un carabiniere dagli scioperanti.
Nel ridisegnare i territori dei Comuni e delle Province, Magliano, dalla Provincia di Perugia, passa per un breve periodo a quella di Roma (1923), per poi entrare, nel 1927, a far parte definitivamente della provincia di Rieti.