Banca d’America e d’Italia

Costituzione: 14 novembre 1917

Pagina libro: 809

Codice ISMIN: 12230

Fondata a Napoli nel 1917 come Banca dell'Italia Meridionale, assunse la denominazione di Banca d'America e d'Italia nel 1922 dopo un paio di eventi significativi tra loro strettamente collegati. Il primo fu l'acquisto della maggioranza delle sue azioni da parte della Bancitaly Corporation (1919), al tempo controllata del celeberrimo banchiere Amedeo Peter Giannini che, una volta entrato nel Consiglio di Amministrazione, fece presumibilmente pesare sui destini della società la propria visione strategica espansiva. Il secondo fu proprio l'avvio, sempre nel 1919, di una serie travolgente di acquisizioni di piccole e medie banche locali, partita dall'Istituto Ligure di Cambio e proseguita con il Banco Jarach e Sozzani (1921), la Banca Italiana di Sconto di Bolo... Altro

ISMIN Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-12230Banca d’America e d’Italia-1Officina Carte Valori S.A. Richter & C. NapoliRoma19175 azioniR4 (251-500 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
B-12230--Milano1923Azione al portatore da Lire 100R3 (501-1000 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
C-12230--Milano19235 azioni al portatore da Lire 100R3 (501-1000 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
D-12230--Roma1925Azione al portatore da Lire 100R3 (501-1000 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
E-12230--Roma19255 azioni al portatore da Lire 100R3 (501-1000 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
F-12230Banca d’America e d’Italia-6-Roma192510 azioni al portatore da Lire 100R3 (501-1000 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)

Fondata a Napoli nel 1917 come Banca dell’Italia Meridionale, assunse la denominazione di Banca d’America e d’Italia nel 1922 dopo un paio di eventi significativi tra loro strettamente collegati. Il primo fu l’acquisto della maggioranza delle sue azioni da parte della Bancitaly Corporation (1919), al tempo controllata del celeberrimo banchiere Amedeo Peter Giannini che, una volta entrato nel Consiglio di Amministrazione, fece presumibilmente pesare sui destini della società la propria visione strategica espansiva. Il secondo fu proprio l’avvio, sempre nel 1919, di una serie travolgente di acquisizioni di piccole e medie banche locali, partita dall’Istituto Ligure di Cambio e proseguita con il Banco Jarach e Sozzani (1921), la Banca Italiana di Sconto di Bologna (1923), la Banca Nazionale di Credito di Chiavari (1923), la Banca Immobiliare Italiana di Milano (1925), la Russian Bank for Foreign Trade (1925), la Banca Olandese del Sud America (1925) e il Crédit Commercial de France (1926), queste ultime tutte con sede o filiale a Genova; quindi, le interessenze italiane della praghese Banca Živnostenská (1928), il Banco Busi di Bologna (1928), parti del Banco Italo-Britannico (1930) e il giro d’affari milanese della National City Bank di New York (1939). Appena toccata dalla crisi economica degli anni ’30 e dalle vicende belliche, la Banca d’America e d’Italia, con sede legale a Milano dal 1946, giocò un ruolo da protagonista nella ricostruzione e negli anni del Piano Marshall. Si distinse come una delle più solide e diffuse banche private italiane con oltre 80 filiali – dalle circa 50 degli anni ’30 – nelle principali città della penisola e alcune all’estero, ad esempio Londra. Va riconosciuto alla Banca d’America e d’Italia di aver lanciato alcuni servizi finanziari innovativi e oggi indispensabili, come i prestiti personali (Prestitempo, 1965) e le carte di credito. Verso la metà degli anni ’80 ne fu negoziata la cessione alla Deutsche Bank, che pagò il prezzo record per l’epoca (1986) di 603 milioni di Dollari. Nel 1994 cambiò definitivamente denominazione in Deutsche Bank SpA.

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