Banca Cooperativa Bresciana
Costituzione: 11/02/1883
Codice ISMIN: 86963
La Banca Cooperativa Bresciana venne fondata l'11-12 febbraio 1883, con atto rogato dal notaio Alessandro Bertelli, sotto il nome di Banca Cooperativa per gli Operai e la Piccola Industria. La sua missione era quella di estendere i benefici del credito a diverse categorie di lavoratori, tra cui operai, impiegati, professionisti, industriali, commercianti e agricoltori. Lo statuto del 1927 evidenziava l’obiettivo di facilitare l’accumulo di risparmi e promuovere la cooperazione economica ed educativa.
Storia della Società
La Banca Cooperativa Bresciana venne fondata l'11-12 febbraio 1883... Altro
La Banca Cooperativa Bresciana venne fondata l’11-12 febbraio 1883, con atto rogato dal notaio Alessandro Bertelli, sotto il nome di Banca Cooperativa per gli Operai e la Piccola Industria. La sua missione era quella di estendere i benefici del credito a diverse categorie di lavoratori, tra cui operai, impiegati, professionisti, industriali, commercianti e agricoltori. Lo statuto del 1927 evidenziava l’obiettivo di facilitare l’accumulo di risparmi e promuovere la cooperazione economica ed educativa.
Storia della Società
La Banca Cooperativa Bresciana venne fondata l’11-12 febbraio 1883, con atto rogato dal notaio Alessandro Bertelli, sotto il nome di Banca Cooperativa per gli Operai e la Piccola Industria. La sua missione era quella di estendere i benefici del credito a diverse categorie di lavoratori, tra cui operai, impiegati, professionisti, industriali, commercianti e agricoltori. Lo statuto del 1927 evidenziava l’obiettivo di facilitare l’accumulo di risparmi e promuovere la cooperazione economica ed educativa.
All’inizio, la banca operò in Casa Salvadego (Via Palazzo Vecchio, Brescia), con attività limitate e dividendi non distribuiti fino al 1899. Tuttavia, nei primi anni Venti, la banca conobbe una rapida espansione, con una crescita significativa nei depositi:
- 1921: 15 milioni di lire
- 1922: 27 milioni di lire
- 1923: 33 milioni di lire
- 1924: 39 milioni di lire
Nonostante questa crescita, la banca subì un calo a causa di difficoltà amministrative e, successivamente, dell’impatto della crisi economico-finanziaria del 1929 e del panico derivato dal fallimento dell’Unione Bancaria Nazionale.
Nel febbraio 1932, il Consiglio di Amministrazione valutò la chiusura degli sportelli. Tuttavia, un intervento governativo evitò la bancarotta, garantendo il pagamento ai depositanti attraverso l’impegno del Credito Agrario Bresciano e della Banca San Paolo di Brescia, che assunsero la liquidazione dell’istituto.
Il 12 marzo 1932, fu firmata la convenzione di liquidazione, stabilendo la suddivisione degli sportelli tra le due banche secondo un piano d’influenza territoriale. Successivamente, nel 1933, la Banca Cooperativa Bresciana stipulò un accordo con l’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) per coprire ulteriori perdite. Nonostante ciò, le difficoltà economiche locali continuarono a peggiorare, portando il Credito Agrario Bresciano e la Banca San Paolo di Brescia a richiedere un ulteriore intervento del governo nel 1937 per concludere la liquidazione.
Alla data della sua fusione, la Banca Cooperativa Bresciana possedeva filiali in diverse località della provincia di Brescia, tra cui Bassano Bresciano, Borgo S. Giacomo, Bovegno, Ciniolo, Gussago, Leno, Nuvolento, Pralboino, Presglie, Quinzano d’Oglio, S. Gervasio Bresciano, Villachiara e Vobarno.
Dati Storici della Società
| Voce | Dato |
|---|---|
| Anno di costituzione | 1883 |
| Anno di fusione | 1932 |
| Sede sociale | Brescia, Italia |
| Denominazione iniziale | Banca Cooperativa per gli Operai e la Piccola Industria |
| Denominazione finale | Banca Cooperativa Bresciana |
| Capitale sociale alla costituzione | Non specificato |
| Capitale sociale nei primi anni ’20 | In crescita fino a 39 milioni di lire |
| Enti coinvolti nella liquidazione | Credito Agrario Bresciano, Banca San Paolo di Brescia, IRI |
| Convenzione con IRI | 5 aprile 1933 |
| Richiesta di ulteriore intervento | 1937 |
Contesto Storico dell’Emissione del Titolo
L’emissione del titolo della Banca Cooperativa Bresciana si colloca in un periodo di forte trasformazione economica in Italia. Nata con l’obiettivo di offrire credito agevolato ai piccoli lavoratori e imprenditori, la banca prosperò negli anni Venti, seguendo un modello cooperativo. Tuttavia, la crisi del 1929 e il fallimento di istituti bancari italiani causarono un’ondata di panico finanziario che ebbe conseguenze anche sulla stabilità della Banca Cooperativa Bresciana.
Durante il Regime Fascista, il settore bancario subì forti regolamentazioni e numerosi istituti di credito vennero assorbiti da entità più grandi. La fusione della Banca Cooperativa Bresciana nel 1932 rappresentò uno dei numerosi processi di consolidamento che coinvolsero il sistema bancario italiano.
Dettagli Tipografici e Artistici
Il certificato azionario della Banca Cooperativa Bresciana è un raffinato esempio di arte tipografica e decorativa dell’epoca. Presenta un design ricco di dettagli ornamentali e simboli che riflettono lo stile finanziario dell’inizio del XX secolo.
Tipografia e Stampa
- Stampa: Unione Tipografico-Litografica Bresciana
- Cornici e ornamenti: Motivi decorativi in stile liberty con figure allegoriche.
- Simboli economici e bancari: Il certificato include raffigurazioni di strumenti finanziari e agricoli, a rappresentare la missione della banca.
- Sigilli ufficiali: Presenta timbri e sigilli che ne attestano l’autenticità.
- Firme: Sono presenti le firme del Presidente, del Direttore e del Consigliere d’Amministrazione.
Conclusione
Il certificato della Banca Cooperativa Bresciana è un importante documento storico e collezionistico che testimonia l’evoluzione del settore bancario cooperativo in Italia. Con il suo valore decorativo e il contesto storico di crisi e ristrutturazione finanziaria, rappresenta un pezzo di grande interesse per collezionisti di scripofilia e studiosi della storia bancaria italiana.


