Banca Cattolica Vicentina
Costituzione: 1896
Codice ISMIN: 34618
La Banca Cattolica del Veneto è stata un'importante banca privata italiana, dall'originaria ispirazione religiosa.
Fondato nel 1892 con il nome di "Banca Cattolica Vicentina", l'istituto inizialmente si ispirava a principi di solidarietà e collaborazione tra i cittadini e le forze produttive di area, appunto, cattolica presenti nella diocesi di Vicenza.
Inizialmente l'attività fu simile a quella di una Società di Mutuo Soccorso, con molte richieste di prestiti non sufficientemente equilibrate dai depositi amministrati,... Altro
| ISMIN | Immagine | Provincia | Emissione | Taglio | Rarità | Valore |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A-34618 | - | Vicenza | 1896 | Azione nominativa cumulativa da Lire 20 | R3 (501-1000 pezzi) | S5 (da 251 a 500 €) |
La Banca Cattolica del Veneto è stata un’importante banca privata italiana, dall’originaria ispirazione religiosa.
Fondato nel 1892 con il nome di “Banca Cattolica Vicentina”, l’istituto inizialmente si ispirava a principi di solidarietà e collaborazione tra i cittadini e le forze produttive di area, appunto, cattolica presenti nella diocesi di Vicenza.
Inizialmente l’attività fu simile a quella di una Società di Mutuo Soccorso, con molte richieste di prestiti non sufficientemente equilibrate dai depositi amministrati, cosa che portò a pericolose oscillazioni nell’andamento dei conti economici, causati anche da alcuni investimenti sbagliati. Con il passare degli anni la Banca migliorò le proprie capacità di gestione, mediando tra le opere di solidarietà e le esigenze di redditività del bilancio, espandendo nel contempo la propria rete di sportelli nella provincia di Vicenza (la prima Filiale al di fuori del capoluogo berico fu quella di Schio), ed iniziando una politica di acquisizioni con il piccolo Banco S. Bassiano di Bassano del Grappa, incorporato nel 1913.
L’istituto arrivò alla fine degli anni venti del XX secolo ad essere considerato il migliore tra le molte banche confessionali del triveneto e l’unico in grado di aiutare (mediante acquisizioni) altre piccole banche cattoliche locali messe in difficoltà dalla crisi del 1929. Incorporò quindi nel 1930 la Banca Cadorina di Pieve di Cadore, la Banca Cattolica Atestina di Este e la Banca Cattolica di Udine, raggiungendo una dimensione regionale (al tempo l’attuale Friuli faceva parte del Veneto), cosa che venne rispecchiata con il cambio di denominazione sociale in “Banca Cattolica del Veneto”, in sigla B.C.V..
Le altre incorporazioni prima della Seconda Guerra Mondiale furono la Banca Cattolica di San Liberale (Treviso), la Banca provinciale di Belluno e la Banca Feltrina (Feltre) nel 1931; la Banca Depositi e Prestiti di Feltre nel 1936; la Banca Depositi e Prestiti G. Fabris & C. e la Banca Bassanese A. Girardello & C., entrambe di Bassano del Grappa, nel 1938.
Dopo la guerra vennero incorporate la Banca Agricola Distrettuale di Dolo nel 1946, la Banca Veneziana di Crediti e Conti Correnti nel 1948 (Venezia), la Banca Mandamentale di Maniago e Sacile nel 1950 e la Banca San Daniele di San Daniele del Friuli nel 1951. Nel 1969 fu infine incorporata la Cassa Rurale di Camisano Vicentino (Vicenza), che era stata posta in liquidazione coatta.
Questa evoluzione — che portò la B.C.V. a modificare la propria funzione da aiuto ai soci, gravitanti attorno all’associazionismo cattolico, a motore dello sviluppo industriale e commerciale del territorio — avvenne quasi completamente sotto la guida di Secondo Piovesan (Alessandria, 27 marzo 1893 – Vicenza, 11 marzo 1976). Assunto quindicenne nella Banca nel 1908, ne arrivò ai massimi vertici nel 1930 come Direttore Generale e quale Amministratore Delegato dal 1947 fino al 1972, quando lasciò la direzione attiva con la qualifica di Presidente Onorario.
Gli sportelli passarono da 111 nel 1940 a 152 nel 1965 ed a 204 nel 1989, portando la B.C.V. ad essere presente in tutto il Veneto ed il Friuli-Venezia Giulia, e ad avere anche – negli ultimi anni di vita autonoma – alcune filiali in Trentino-Alto Adige, Emilia, a Roma e a Milano.
Nel 1977 la Cattolica del Veneto era la ventesima banca italiana per raccolta.
La Banca celebrò il proprio 90º anniversario di fondazione (1982) acquistando una raccolta di quadri del caratterista veneziano Pietro Longhi, attualmente in mostra a Palazzo Leoni Montanari, sede storica della Banca. La B.C.V. non avrebbe però visto il centenario di vita, mancandolo di appena un paio d’anni, per la fusione per incorporazione con il Nuovo Banco Ambrosiano.

