Apparecchiatori Idraulici, Lattonieri e Gasisti del Piemonte S. A. Comm.

Costituzione: 2 agosto 1906

Apparecchiatori Idraulici, Lattonieri e Gasisti del Piemonte S. A. Comm.

ID: 760

Costituita per atto 2 agosto 1906.

Torino è da sempre una piccola grande capitale del nostro paese. Ufficialmente la storia della città inizia intorno al 27 a.C, con il nome romano di Augusta Taurinorum. Secondo le leggende quest`ultimo sorse sull`insediamento di Taurasia, mitica capitale dei Tauri, incendiata da Annibale nella lunga marcia di avvicinamento a Roma.

Augusta Taurinorum rientrava nei piani organizzativi di Roma per l`area del Piemonte appena conquistato che essendo terra di ingresso in Italia era particolarmente strategica. Secondo i piani la colonia doveva essere l`avamposto romano verso le Gallie e centro delle principali vie di comunicazione dell`epoca verso il mondo transalpino, ai piedi dei principali valichi alpini e all`est... Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-760Apparecchiatori Idraulici, Lattonieri e Gasisti del Piemonte S. A. Comm.-1Grand-Didier & C. - TorinoTorino19061 azioneR2 (1001-5000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)
B-760Apparecchiatori Idraulici, Lattonieri e Gasisti del Piemonte S. A. Comm.-2Grand-Didier & C. - TorinoTorino19065 azioniR2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
C-760Apparecchiatori Idraulici, Lattonieri e Gasisti del Piemonte S. A. Comm.-3Grand-Didier & C. - TorinoTorino190610 azioniR2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
D-760Apparecchiatori Idraulici, Lattonieri e Gasisti del Piemonte S. A. Comm.-4Grand-Didier & C. - TorinoTorino190620 azioniR2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
E-760Apparecchiatori Idraulici, Lattonieri e Gasisti del Piemonte S. A. Comm.-5Grand-Didier & C. - TorinoTorino190625 azioniR2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

Costituita per atto 2 agosto 1906.

Torino è da sempre una piccola grande capitale del nostro paese. Ufficialmente la storia della città inizia intorno al 27 a.C, con il nome romano di Augusta Taurinorum. Secondo le leggende quest`ultimo sorse sull`insediamento di Taurasia, mitica capitale dei Tauri, incendiata da Annibale nella lunga marcia di avvicinamento a Roma.

Augusta Taurinorum rientrava nei piani organizzativi di Roma per l`area del Piemonte appena conquistato che essendo terra di ingresso in Italia era particolarmente strategica. Secondo i piani la colonia doveva essere l`avamposto romano verso le Gallie e centro delle principali vie di comunicazione dell`epoca verso il mondo transalpino, ai piedi dei principali valichi alpini e all`estremità occidentale della pianura Padana.

La città venne disegnata con il tradizionale impianto ortogonale delle colonie romane, e cioè con isolati quadrati e una struttura muraria quasi quadrata. Se nei primi secoli della sua storia la città prosperò nell`Italia pacificata da Roma, con la crisi dell`Impero la sua posizione strategica assunse maggiore importanza, causandole non pochi danni durante il conflitto tra Costantino e Massenzio e, alla caduta dell`Impero romano, al passaggio costante di orde barbariche, la città fu devastata più volte. L`arrivo dei Longobardi portò relativa quiete: Torino fu capitale di uno dei quattro ducati dell`odierno Piemonte e visse un paio di secoli di sufficiente quiete. Poi l`inevitabile scontro tra Longobardi e Franchi ebbe in Torino uno dei suoi terreni di battaglia. Dopo la sconfitta dei Longobardi e l`ascesa dei Franchi la città divenne sede giudiziaria.

Con la crisi dell`Impero si affacciò in città il cristianesimo: il primo vescovo di Torino fu S. Massimo; la prima cattedrale, del IV secolo, sorse nei pressi dell`attuale Duomo e scavi recenti ne hanno portato in luce le fondamenta. In quel periodo la vita cittadina fu dominata dai monasteri e dalle figure carismatiche dei suoi vescovi, tra i quali Claudio, coinvolto anche in spedizioni contro le incursioni saracene che pochi anni dopo, nel X secolo, avrebbero decretato la rovina della potentissima Abbazia di Novalesa, in val di Susa. Il X secolo determinò anche una delle trasformazioni più importanti del territorio piemontese e Torino divenne il centro principale della marca ceduta da re Berengario II ai conti di Auriate e comprendente la val di Lanzo, l`Astigiano e la costa compresa tra Finale Ligure e l`odierno Principato di Monaco.

Con il marchesato di Adelaide gli interessi della famiglia si spostarono verso la valle di Susa, facendo proprio di Susa il centro più importante del suo territorio. E lo spostamento degli interessi fu sottolineato dal matrimonio di Adelaide con Oddone di Moriana, appartenente alla dinastia che governava l`altro lato del Moncenisio e che avrebbe poi dato vita ai Savoia.

Mentre i Savoia rafforzavano il loro dominio nei territori tra Francia e Italia, Torino viveva l`ultima stagione di libero Comune raccolto intorno al suo vescovo, massima autorità cittadina, essendo Imperatore e marchesi entità piuttosto lontane. Nei conflitti tra Impero e Papato, che videro coinvolti Federico il Barbarossa e gli Ottoni, Torino si schierò via via con chi le garantiva l`indipendenza dal minaccioso potere dei Savoia e si trovò a subire l`egemonia della più ricca Asti.

L`avvento degli Angiò e di Guglielmo VII del Monferrato non impedirono, nel 1280, il temuto passaggio della città ai Savoia e con esso la fine del libero Comune di Torino. L`annessione della città al territorio sabaudo non mutò per lungo tempo il clima politico torinese: le lotte tra i guelfi (filosabaudi) e i ghibellini (filomonferrini e astigiani) continuarono, determinando, con sconfitte e vittorie, le ascese sociali.

Il potere si manifestava attraverso i principi di Acaia, feudatari piemontesi, e il ramo principale della famiglia, quello dei conti di Savoia, ormai potenti sui due versanti delle Alpi. Il confitto tra i due rami raggi

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