Acquedotto Nicolay

Costituzione: 14 giugno 1853

Acquedotto Nicolay

Pagina libro: 1068

ID: 3334

COSTITUITA IN GENOVA CON ATTO 14 GIUGNO 1853. Il 1994 è stato l'anno di ammissione alle quotazioni di borsa e il capitale iniziale era di L. 5.250.000.

L'acquedotto Nicolay fu una delle fonti di approvvigionamento idrico della città di Genova.

La "Compagnia del Nuovo Acquedotto" si costituì in data 14 giugno 1853 con atto del regio Notaio Michelangelo Cambiaso ed ebbe per oggetto "la raccolta delle acque di sorgiva concorrenti nella grande galleria dei Giovi e la loro conduzione in Genova".

Questo fu solo l'atto formale, perché l'avvio dell'operazione industriale avvenne un anno dopo, quando il governo piemontese presieduto da Cavour ratificò con proprio decreto le convenzioni che concedevano al cavaliere Paolo Antonio Nicolay di derivar... Altro

ID Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-3334Acquedotto Nicolay-1N.D.Genova19531 azioneR3 (501-1000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
B-3334Acquedotto Nicolay-2Off. Carte Valori Bonati & C.Genova19531 azioneR3 (501-1000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

COSTITUITA IN GENOVA CON ATTO 14 GIUGNO 1853. Il 1994 è stato l’anno di ammissione alle quotazioni di borsa e il capitale iniziale era di L. 5.250.000.

L’acquedotto Nicolay fu una delle fonti di approvvigionamento idrico della città di Genova.

La “Compagnia del Nuovo Acquedotto” si costituì in data 14 giugno 1853 con atto del regio Notaio Michelangelo Cambiaso ed ebbe per oggetto “la raccolta delle acque di sorgiva concorrenti nella grande galleria dei Giovi e la loro conduzione in Genova”.

Questo fu solo l’atto formale, perché l’avvio dell’operazione industriale avvenne un anno dopo, quando il governo piemontese presieduto da Cavour ratificò con proprio decreto le convenzioni che concedevano al cavaliere Paolo Antonio Nicolay di derivare le acque provenienti dal torrente Scrivia utilizzando la galleria ferroviaria dei Giovi in corso di costruzione.

Sono gli anni del tumultuoso sviluppo industriale che avviene nei grandi stati unitari (Regno Unito e Francia) e, in misura seppur minore, anche nello stato piemontese del quale Genova faceva parte dopo il Congresso di Vienna del 1815. I primi decenni di attività dell’acquedotto sono caratterizzati da molteplici difficoltà: finanziarie, per la mole degli investimenti necessari per posare le condotte che dalla Val Polcevera devono arrivare nel centro di Genova; tecniche, perché occorre acquistare dall’estero le grandi condotte in ghisa che nessuno produce localmente; economiche, poiché le opere realizzate in tempi considerevolmente lunghi tardano a dare il ritorno economico che gli azionisti si erano ripromessi.

Ma pian piano l’acquedotto si espande dai comuni della val Polcevera fino al centro storico ed alla circonvallazione a Monte, che proprio in quegli anni si sviluppa per offrire alla nuova borghesia abitazioni confacenti ai tempi. La società si è anche svincolata dalla dipendenza di derivare l’acqua tramite la galleria ferroviaria, costruendo una nuova galleria attraverso i Giovi. Durante gli anni della Prima guerra mondiale, a causa anche del diffondersi di gravi malattie infettive (la terribile influenza spagnola) inizia la costruzione di un impianto di filtrazione e trattamento delle acque provenienti dallo Scrivia. L’impianto è costruito nel comune di Mignanego ed è realizzato secondo i più moderni criteri di potabilizzazione allora in auge. Tra questi ricordiamo un progetto, mai divenuto realtà, di un impianto di disinfezione a raggi ultravioletti. Gli anni del secondo dopoguerra vedono la società impegnata non solo nell’opera di ricostruzione degli impianti danneggiati dai bombardamenti ma anche nell’ammodernamento di tutte le linee principali.
Gli anni 1970-1980 vedono la realizzazione di nuove grandi opere: la diga sul torrente Busalletta (lago della Busalletta) che ha un invaso di 4.500.000 m3 e un nuovo impianto di filtrazione a Mignanego in sostituzione del precedente. L’Acquedotto Nicolay S.p.A., proprio perché la sua principale fonte di derivazione era il torrente Scrivia, andava soggetto, durante i periodi estivi nei quali la siccità si presentava particolarmente prolungata, a dover ridurre la propria erogazione; così non era infrequente il caso di parziali razionamenti nella distribuzione. Alternando l’uso delle due fonti (torrente e diga) a seconda della situazione idrica, si raggiunge un equilibrio di risorse che permise di fronteggiare anche i periodi di maggior difficoltà, come nel 1990, quando a Genova solo gli utenti del Acquedotto Nicolay non sono stati soggetti al razionamento idrico.
Nel 2006 la società viene interessata da una fusione che porterà alla gestione unica delle risorse idropotabili di Genova. Nasce Mediterranea delle acque, la società che incorpora anche Genova acque e Acquedotto de Ferrari Galliera e che oggi fa parte del gruppo Iren.

 

Translate