Osterreichischen central-boden-credit-bank

Costituzione: 1921

Nazione: Austria

Codice ISMIN: 43587

Titolo azionario al portatore.

Nel 1820 Salomon Mayer von Rothschild, capostipite del ramo austriaco della famiglia Rotschild, fondò la propria banca a Vienna, allora capitale dell'Impero austriaco. La Banca finanziò l'industrializzazione dell'Impero, attraverso il finanziamento di grandi progetti, come la Kaiser Ferdinands-Nordbahn che... Altro

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A-43587Osterreichischen central-boden-credit-bank-1Vienna1921Titolo azionario al portatore.R1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
B-43587Osterreichischen central-boden-credit-bank-2Vienna1922400 CoroneR1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
C-43587Osterreichischen central-boden-credit-bank-3Vienna1922400 CoroneR2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
D-43587Osterreichischen central-boden-credit-bank-4Vienna19243000 CoroneR1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)

Titolo azionario al portatore.

Nel 1820 Salomon Mayer von Rothschild, capostipite del ramo austriaco della famiglia Rotschild, fondò la propria banca a Vienna, allora capitale dell’Impero austriaco. La Banca finanziò l’industrializzazione dell’Impero, attraverso il finanziamento di grandi progetti, come la Kaiser Ferdinands-Nordbahn che collegava alla capitale le regioni minerarie della Moravia. Rothschild concesse inoltre prestiti generosi al cancelliere austriaco Metternich e alla nobiltà boema e ungherese.

Il Creditanstalt fu fondato nel 1855 dal figlio di Salomon Mayer Anselm von Rothschild con il nome di K. k. priv. Österreichische Credit-Anstalt für Handel und Gewerbe (“Imperial regio Istituto di credito privilegiato Austriaco per il Commercio e l’Industria”). La Banca ebbe successo e divenne il maggior istituto di credito dell’Impero Austroungarico.

La direzione della banca rimase per alcune generazioni nella famiglia Rotschild. Nel 1912 fu inaugurata la nuova sede, nella Innere Stadt viennese.

Dopo la sconfitta nella prima Guerra mondiale e la dissoluzione dell’Impero Austroungarico la situazione cambiò: una delle maggiori debitrici, l’industria meccanica Steyr Werke AG alla fine degli anni Venti si trovò in gravi difficoltà finanziarie. Nel 1929 il governo austriaco guidato da Johann Schober obbligò il Credit-Anstalt, che si credeva dotato di ampie risorse finanziarie, ad assumere i debiti della Steyr. Il contemporaneo crollo di Wall Street portò all’insolvenza di quello che era il più grande istituto di credito austriaco.

Il Creditanstalt dichiarò fallimento nel 1931: fu uno dei maggiori fallimenti bancari all’inizio della Grande Depressione degli anni Trenta. Il cancelliere Otto Ender salvò il Creditanstalt distribuendo gli enormi costi fra lo stato, la Oesterreichische Nationalbank e la famiglia Rothschild.

Benché il progetto di nazionalizzazione avanzato dal Partito Socialdemocratico d’Austria fosse stato respinto, tuttavia, la banca fu di fatto nazionalizzata dopo che il cancelliere Engelbert Dollfuß nel 1934 impose la fusione con la Wiener Bankverein, che portò alla creazione della Creditanstalt-Bankverein.

Il fallimento del Creditanstalt ed i suoi effetti sulla crisi bancaria mondiale furono sfruttati dalla propaganda nazista: infatti esso permetteva di accusare gli ebrei (in questo caso i Rotschild) di aver creato problemi economici internazionali. In seguito all’Anschluss del 1938 la Creditanstalt-Bankverein fu perciò presa di mira per motivi finanziari e razziali. Louis de Rothschild fu arrestato ed accusato delle perdite subite dallo stato austriaco in seguito al crollo della banca: privato delle cariche sociali e espropriato delle azioni, dopo un anno di carcerazione poté emigrare negli Stati Uniti.

Successivamente il Creditanstalt-Bankverein fu rilevato dalla Deutsche Bank. In questo periodo il Creditanstalt si occupò delle finanze di vari lager nazisti, così come della cosiddetta “arianizzazione” delle imprese a proprietà ebraica, come la rifondazione della Sascha-Film come Wien-Film GmbH.