Cassa Centrale Cattolica di Parma

Costituzione: 1928

Codice ISMIN: 38564

Le origini della banca risalgono all’ultima fase del ducato di Parma e Piacenza. Il progetto di dar vita a una cassa di risparmio, inzialmente voluto dalla duchessa reggente Luisa Maria di Borbone, fu ripreso e portato a termine da Luigi Carlo Farini, divenuto dittatore dell’Emilia, che con decreto del 6 dicembre Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-38564-Parma1928Azione nominativa cumulativa da Lire 100R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)

Le origini della banca risalgono all’ultima fase del ducato di Parma e Piacenza. Il progetto di dar vita a una cassa di risparmio, inzialmente voluto dalla duchessa reggente Luisa Maria di Borbone, fu ripreso e portato a termine da Luigi Carlo Farini, divenuto dittatore dell’Emilia, che con decreto del 6 dicembre 1859 fondò la Cassa di Risparmio Parmense.

L’effettiva inaugurazione del’istituto avvenne il 19 agosto 1860. Come previsto dallo Statuto della banca, la carica di Presidente venne ricoperta dall’allora sindaco di Parma, Luigi Sanvitale. Con il progressivo sviluppo della banca, si resero necessari spazi operativi più ampi. Nel 1869 la sede si sposta da palazzo Tarasconi, al Palazzo della Cassa di Risparmio di Parma situato sul lato sud-ovest della piazza centrale di Parma (ora piazza Garibaldi) a fianco della chiesa di San Pietro Apostolo.

Nell’agosto 1960 la Cassa di Risparmio di Parma assorbe l’antico Monte di Credito su Pegno di Busseto, assumendo la denominazione di Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su Pegno di Busseto S.p.A.

La Banca opera come ente pubblico fino al 1991 quando, in seguito alla riforma del sistema bancario delineata dalla legge Amato, viene scorporata dando vita alla nuova Cassa di Risparmio in forma di società per azioni e all’omonima fondazione, che ne deteneva il capitale al 100%.

Negli anni ’90 la banca inizia un processo di espansione attraverso una serie di acquisizioni: nel 1992 incorpora la controllata Banca Emiliana, e nello stesso anno approva il progetto di fusione con la Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano, che porta alla nascita della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza. Nel 1994 la Cassa acquisisce il Credito Commerciale, la Banca Fratelli Ceriana e il Mediocredito Padano.

Nel 2000, con la conclusione del processo di fusione per incorporazione, iniziato nel 1998, la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza entra a far parte di Banca Intesa.