Tramways Electriques et a Vapeur de Naples e Prov. S.A.

Costituzione: 4 novembre 1893

Codice ISMIN: 50426

Il 19 ottobre 1887, gli ingegneri Vincenzo Coscia, Francesco Petagna e Carlo Mele, a cui in seguito di aggiungerà Augusto Daufresne, chiesero all'amministrazione provinciale di Napoli il permesso di costruire una rete tranviaria a vapore a scartamento ordinario in modo da collegare Napoli con la zona nord: tale perme... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-50426Tramways Electriques et a Vapeur de Naples e Prov. S.A.-1Napoli18931 obbligazione 5% al portatore da 300 Franchi belgiR2 (1001-5000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)

Il 19 ottobre 1887, gli ingegneri Vincenzo Coscia, Francesco Petagna e Carlo Mele, a cui in seguito di aggiungerà Augusto Daufresne, chiesero all’amministrazione provinciale di Napoli il permesso di costruire una rete tranviaria a vapore a scartamento ordinario in modo da collegare Napoli con la zona nord: tale permesso fu concesso il 24 ottobre 1888 e l’atto pubblico sottoscritto il 10 luglio 1889; oltre alla costruzione, i promotori avevano diritto sulla tranvia per trentacinque anni. Nello stesso anno gli ingegneri fondarono la Societé Anonyme de Tramways du Nord de Naples, anche conosciuta con il nome abbreviato di “TN”. I lavori di costruzione partirono nel 1891, portando all’inaugurazione della tratta Napoli-Giugliano, ma in breve tempo la società entrò in crisi, nel 1893 venne liquidata ed il 4 ottobre dello stesso anno dichiarata decaduta.

La tratta di tranvia costruita fu ceduta alla Provincia di Napoli, ma poco tempo dopo gli ingegneri Mele e Daufresne tentarono di costituire una nuova società, chiamata Societé Anonyme de Tramways electriques et á vapeur de Naples et Provincie, con l’intento di recuperare quello che avevano iniziato; tale l’operazione fallì poco dopo.

Il 15 maggio 1896, i liquidatori della TN fondarono la Societé Anonyme Belge des Tramways (SABT), nota altresì con il nome italiano di Società Anonima delle Tramvie di Capodimonte, che subentrò a quest’ultima riprendendo subito la ricostruzione del tratto urbano Napoli-Miano e adottando la trazione elettrica.