Telve Società telefonica delle Venezie S.A.
Costituzione: 1950
Codice ISMIN: 50124
TELVE fu un'azienda italiana fornitrice di servizi telefonici nel Triveneto. Fu costituita nel 1923, a Venezia, sotto il nome di Società anonima telefonica veneta, da un gruppo di industriali di differenti società telefoniche. Nel 1924 modificò la sua ragione sociale in TELVE - Società Telefonica delle Venezie, e nel 1964 sarà fusa e incorporata nella SIP.
Nel settembre
| ISMIN | Immagine | Provincia | Emissione | Taglio | Rarità | Valore |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A-50124 | - | Venezia | 1950 | 100 obbligazioni 6% non emesse da Lire 1.000 | R2 (1001-5000 pezzi) | S2 (da 26 a 50 €) |
TELVE fu un’azienda italiana fornitrice di servizi telefonici nel Triveneto. Fu costituita nel 1923, a Venezia, sotto il nome di Società anonima telefonica veneta, da un gruppo di industriali di differenti società telefoniche. Nel 1924 modificò la sua ragione sociale in TELVE – Società Telefonica delle Venezie, e nel 1964 sarà fusa e incorporata nella SIP.
Nel settembre 1923, in seguito alla profonda crisi istituzionale del settore telefonico e alle sempre più pressanti propensioni privatistiche post-belliche, il Governo Mussolini decise di affidare a più concessionarie private la gestione della telefonia italiana.
Con il decreto Regio 24 del settembre 1923, il governo concedeva ad enti pubblici, a società o a privati l’esercizio degli impianti telefonici, con un duplice scopo: da un lato sgravare lo Stato dalle considerevoli spese di ricostruzione post-bellica non ancora effettuate, e dall’altro realizzare una svolta nella gestione del servizio, conferendogli un assetto più razionale ed efficace.
Si decise, così, una suddivisione del territorio in cinque grandi zone, comprendenti sia impianti urbani che interurbani di minore importanza, da affidare ad altrettante società private. Queste avrebbero dovuto assorbire le concessionarie preesistenti, e creare una sesta concessione per gli impianti interurbani principali. Le cinque zone furono:
- 1ª zona: Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia; STIPEL
- 2ª zona: le Tre Venezie (Venezia Tridentina, Venezia Euganea e Venezia Giulia), corrispondenti alle attuali regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e ai territori di Pola, Fiume e Zara (ora suddivisi tra Slovenia e Croazia); TELVE
- 3ª zona: Emilia, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise; TIMO
- 4ª zona: Liguria, Toscana, Lazio (esclusi Cassino, Formia, Frosinone e Latina), Sardegna; TETI
- 5ª zona: Lazio (Cassino, Formia, Frosinone e Latina), Italia meridionale e Sicilia; SET
Per quanto riguarda la sesta zona, invece, il 14 giugno 1925 venne costituita l’ASST, controllata direttamente dal Ministero delle Comunicazioni. Questa ebbe il compito di occuparsi degli impianti e dei servizi a lunga distanza e di controllare l’operato delle cinque concessionarie di zona.
La gara d’appalto fu indetta il 19 settembre 1924. La “Società Telefonica delle Venezie” (TELVE), un consorzio di società preesistenti rappresentante i maggiori industriali telefonici dell’area, si aggiudicò la seconda zona.
La TELVE partecipò alla gara in solitaria a causa dell’iniziale disinteresse da parte della SADE, compagnia elettrica della zona, la quale, tuttavia, entrò in seguito nelle partecipazioni azionarie della società telefonica veneta, e alle valutazioni negative dei grandi gruppi bancari.
Ben presto, al gruppo dirigente della TELVE fu evidente che gli investimenti da affrontare sarebbero stati superiori alle capacità finanziarie della società, la quale, dopo una serie di fallimenti iniziali nel reperire le risorse necessarie, ottenne un fido di 12 milioni di lire da un gruppo bancario svizzero.

