Strade Ferrate Lombardo-Venete e dell’Italia Centrale
Costituzione: 1856
Codice ISMIN: 75097
Il 17 marzo 1856 le linee ferroviarie della disciolta Società Anonima Strade Ferrate dell’ Italia Centrale furono concesse alla Compagnia del Lombardo-Veneto, controllata dai Rothschild; da questa fusione nacque una nuova società denominata Società delle Strade Ferrate Lombardo-Venete e delI’talia Centrale. I primi lavori furono volti al completamento della costruzione della Milano-Venezia, conseguito il 12 ottobre 1857. Nel 1858 la società ottenne dal governo austriaco la rete del Sud, dopo aver vinto il confronto col Crédit Mobilier; conseguentemente alla fusione della stessa con quella del Lombardo-Veneto si procedette alla modifica della ragione sociale in Strade Ferrate del Sud dell’Austria, della Lombardia e dell’Italia Centrale (Sudbahn). Il 25 giugno... Altro
| ISMIN | Immagine | Provincia | Emissione | Taglio | Rarità | Valore |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A-75097 | - | Torino | 1861 | Azione | R12 (1 pezzo conosciuto) | S10 (da 2.501 a 3.000 €) |
Il 17 marzo 1856 le linee ferroviarie della disciolta Società Anonima Strade Ferrate dell’ Italia Centrale furono concesse alla Compagnia del Lombardo-Veneto, controllata dai Rothschild; da questa fusione nacque una nuova società denominata Società delle Strade Ferrate Lombardo-Venete e delI’talia Centrale. I primi lavori furono volti al completamento della costruzione della Milano-Venezia, conseguito il 12 ottobre 1857. Nel 1858 la società ottenne dal governo austriaco la rete del Sud, dopo aver vinto il confronto col Crédit Mobilier; conseguentemente alla fusione della stessa con quella del Lombardo-Veneto si procedette alla modifica della ragione sociale in Strade Ferrate del Sud dell’Austria, della Lombardia e dell’Italia Centrale (Sudbahn). Il 25 giugno 1860 furono costituiti, all’interno della stessa società, due gruppi aventi piena autonomia e anche distinti consigli di amministrazione: uno con il titolo Società delle Strade Ferrate, dell Austria meridionale e della Venezia, e l’altro col nome di Società delle Strade Ferrate della Lombardia e dell’Italia Centrale. Quest’ultimo, con la convenzione del 30 giugno 1865, ricevette in concessione dallo Stato italiano per 200 milioni le sue ferrovie e i servizi di navigazione sul laghi e assunse il nome Sfai – Società Ferroviaria dell Alta Italia. Il proposito di dividere realmente la rete dell Alta Italia dalla Sudbahn rimase pero solo sulla carta e la Sfai continuo a essere attaccata dalla stampa italiana come società straniera. La rete di sua competenza si amplio di anno in anno grazie ad accordi con le principali società ferroviarie italiane: il 2 novembre 1867 la Sfai ricevette dalla Società delle Strade Ferrate Meridionali l’esercizio del tronco da Voghera a Pavia e Brescia; il 12 marzo 1869 dalla Società delle Strade Ferrate Romane l’esercizio della linea FirenzePistoia-Spezia e, con effetto del 28 agosto 1870, tutte le linee toscane e liguri. Il 30 giugno 1876 l’esercizio della Sfai passo formalmente allo Stato italiano ma, in pratica, continuo a essere esercitato dalla predetta società fino al 1885.
G. De Luca, Le Società quotate alla Borsa Valori di Milano dal 1861 al 2000, 2002.
La Imperial-regia società privilegiata delle strade ferrate lombardo-venete e dell’Italia Centrale (in tedesco Lombardisch-Venetianische und Central-Italienische Eisenbahn, abbreviata in LVCI) era una società ferroviaria privata che dal 1856 al 1859 ebbe la concessione per la costruzione e l’esercizio della rete ferroviaria del Regno Lombardo-Veneto e dell’Italia Centrale.
La società nacque come conseguenza della convenzione firmata a Vienna il 14 marzo 1856 “concernente l’assunzione, la costruzione e l’esercizio delle ferrovie nel Regno Lombardo-Veneto” e del trattato internazionale del 17 marzo successivo che le trasferiva la concessione già data nel 1851 alla Società per la Strada Ferrata dell’Italia Centrale. L’articolo 43 della convenzione di Vienna concedeva ai “signori firmatari” di costituire una società anonima, con residenza a Vienna, e di emettere, dopo l’approvazione degli statuti della società, azioni individuali o al portatore il cui valore nominale non fosse minore di 600 lire austriache. La società così costituita subentrava quindi in tutti i diritti ed obblighi dei “signori concessionari”.
La convenzione aveva “lo scopo di compiere, nell’interesse del Commercio, al più presto possibile la rete delle Strade ferrate del Regno Lombardo-Veneto e di semplificare possibilmente l’esercizio e l’amministrazione delle strade di ferro, appartenenti all’Imperial Regio Erario e formanti parte della rete medesima”. Si trattava in sostanza della vendita della rete già costruita lombardo-veneta e delle concessioni accordate. Veniva poi aggiunta la concessione per la strada ferrata dell’Italia centrale e le sue diramazioni.
La convenzione vedeva come attori da una parte gli imperial-regi ministri delle finanze e del commercio e dall’altra: in Vienna il presidente della Società austriaca di credito per il Commercio e l’Industria, principe Giovanni Adolfo di Schwarzenberg, i vice-presidenti, conte Francesco Zichy e barone A. S. di Rothschild, la casa bancaria Rothschild; in Italia, il duca di Galliera Raffaele De Ferrari in Bologna; il duca Lodovico Melzi in Milano; il conte Giuseppe Archinto in Milano, rappresentato dai signori Mondolfo e Broth; Pietro Bastogi in Livorno; in Francia i fratelli Rothschild di Parigi, rappresentati dalla casa bancaria Rothschild di Vienna; E. Blount e Compagni, Paulin Talabot in Parigi; in Inghilterra Rothschild e figli di Londra, rappresentati dalla casa bancaria Rothschild di Vienna; Samuele Laing e Matteo Uzielli di Londra da questi rappresentato.
Il governo austriaco cedette la rete ferroviaria del Regno Lombardo-Veneto (Lombardisch-Venetianische Staatsbahn), eccetto la ferrovia da Verona verso il Tirolo meridionale, al consorzio di banche (spesso indicato come società delle strade ferrate lombardo-venete) per una somma globale di 100 milioni di lire austriache in cambio della concessione rilasciata per 90 anni a partire dal 1º gennaio 1856.
Società anonima delle strade ferrate lombardo-venete e dell’Italia centrale era il nome in italiano con cui venne indicata la Imperial-regia società (concessionaria della rete ferroviaria del Regno Lombardo-Veneto e dell’Italia Centrale) nella sua iscrizione alla Borsa Valori di Milano dal 1º luglio del 1858; l’iscrizione fu anche la prima di una società per azioni alla detta Borsa che, fin’allora, aveva trattato solo titoli obbligazionari di stato. La società era comunque già quotata alla Borsa di Vienna sin dalla costituzione, alla fine del 1856.
La società venne coinvolta nei suoi interessi dalla seconda guerra di indipendenza del 1859 in seguito alla quale il territorio venne diviso spostando la frontiera del Lombardo-Veneto al Mincio e la parte di rete compresa nel Veneto venne incorporata nella rete della Südbahn ma si adoperò perché venisse reiterata la concessione relativa alla parte “italiana”. La società era in possesso delle convenzioni sottoscritte col Governo austriaco, in data 14 marzo 1856, 8 aprile 1857 e 23 settembre 1858 e coi Governi austriaco, parmense, modenese, toscano e pontificio in data 17 marzo 1856. Queste vennero riconfermate con le dovute variazioni nella convenzione firmata con i rappresentanti del governo del Regno d’Italia il 25 giugno 1860 (la convenzione confermava in buona parte le precedenti ma con alcune variazioni tra cui la revoca della costruzione della tratta sino a Borgoforte).
Fonte Wikipedia

