Strada Ferrata Maremmana Prestito Italiano

Costituzione: R. D. 19 febbraio 1862 n° 473 - D. 8 marzo 1860 del Governo provvisorio della Toscana

Codice ISMIN: 1282

Alla fine del 1860 la Toscana aveva 330 chilometri di linee. Lo Stato Pontificio a sud (ultimo fra gli stati italiani a dotarsi di ferrovie), inaugurava nel 1859 la Roma - Civitavecchia. Nel 1861 la "Società delle strade ferrate Maremmane" costruiva la ferrovia Pisa - Collesalvetti - Vada che proseguiva fino al Chiarone, ovvero al fosso di confine fra lo Stato italiano e lo Stato pontificio e fino al Chiarone si limitava il concorso toscano e italiano per la ferrovia di Roma. Con deliberazione del 22 Gennaio 1862 il Comune richiese una stazione ferroviaria su quella linea alle Fabbriche nel podere del conte Mastiani. Il Comune dimostrava come Rosignano, in tutto il tratto da Livorno a Grosseto, avesse la maggiore importanza di ogni altro Comune intermedio, s... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-1282-Firenze18451 azione di fondazione da Lire 1.000R4 (251-500 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)
B-1282-Torino18611 obbligazione 5% al portatore da Lire 500R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
C-1282Strada Ferrata Maremmana Prestito Italiano-3Torino18621 obbligazione 5% al portatore da Lire 500R3 (501-1000 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)

Alla fine del 1860 la Toscana aveva 330 chilometri di linee. Lo Stato Pontificio a sud (ultimo fra gli stati italiani a dotarsi di ferrovie), inaugurava nel 1859 la Roma – Civitavecchia. Nel 1861 la “Società delle strade ferrate Maremmane” costruiva la ferrovia Pisa – Collesalvetti – Vada che proseguiva fino al Chiarone, ovvero al fosso di confine fra lo Stato italiano e lo Stato pontificio e fino al Chiarone si limitava il concorso toscano e italiano per la ferrovia di Roma. Con deliberazione del 22 Gennaio 1862 il Comune richiese una stazione ferroviaria su quella linea alle Fabbriche nel podere del conte Mastiani. Il Comune dimostrava come Rosignano, in tutto il tratto da Livorno a Grosseto, avesse la maggiore importanza di ogni altro Comune intermedio, sia perché Capoluogo di Distretto, con pretura civile e criminale; sia perché ivi risiedeva la Delegazione del Governo e l’ Ufficio del Censo, e contava 6500 abitanti, di cui 4000 nella propria terra: sia perché aveva L. 166.000 di rendita imponibile, senza contare i grandiosi miglioramenti agricoli dopo le stime del catasto del 1832; sia perché vantava meriti patriottici avendo la sua gioventù concorso, numerosa e volontaria, alle patrie battaglie del 1848, 1849, 1859, 1860.

La stazione fu accordata e costruita presso Poggiberna. La linea entrò in funzione nel 1863. Due volte al giorno il convoglio, passando per Colle Salvetti, Acciajolo, Orciano, sostava nella stazione di Acquabona, nell’immediato entroterra di Rosignano, donde proseguiva per Cecina e viceversa. Erano gli anni nei quali a Castiglioncello si andava attivando la “Scuola dei Macchiaioli” in casa di Diego Martelli e la stazione dell’Acquabona facilitò assai gli spostamenti. Il tracciato originario di questa ferrovia fra le Melette e le Fabbriche era diverso da quello attuale poiché seguiva completamente il Fine, che traversava ben quattro volte su altrettanti ponti. Nell’Ottobre del 1872 un memorabile disastro per una piena straordinaria della Fine, che portò via i quattro ponti in ferro, mise in pericolo quella stazione. Un treno diretto nel cuore della notte si trovò bloccato nella stazione stessa e tutti i viaggiatori provenienti da Roma dovettero salire a piedi in paese, ove furono ospitati presso diverse famiglie. La stazione, malgrado le proteste di Rosignano, fu chiamata di Acquabona e soltanto nell’anno 1872 preso il nome del paese. La strada di accesso a detta stazione, fu costruita nel 1865, dopo lunghe controversie circa il suo tracciato, il quale, secondo alcuni, doveva svolgersi a tramontana e partire dalla via dell’Acquabona. Dopo il disastro del 1872 la linea e la stazione furono spostate in Comune di Castellina Marittima. Il 14 Novembre 1863, nella occasiono dell’apertura all’ esercizio della ferrovia fino al confine della Toscana con l’allora stato pontificio, S. M. il re Vittorio Emanuele II.°, che inaugurava la ferrovia, sostò alla stazione dell’ Acquabona, ricevendo gli omaggi del Municipio e della popolazione festante. A rendere più solenne e dignitosa la cerimonia, il Comune aveva fatto venire la banda di Montenero. (Nencini 1925)

Il tracciato originario, che da Poggiberna alle Fabbriche attraversava il Fine con ben 4 ponti, fu così abbandonato e nel 1877 venne realizzato quello odierno, completamente in sinistra idraulica del fiume. Rimangono, quali testimonianze superstiti del tratto dimenticato: la vecchia stazione dell’Acquabona (sotto i piloni dell’autostrada A12); un casotto di guardia e la casa cantoniera presso il podere Fabbriche, dove è anche visibile una strada campereccia al posto della quale, un tempo, passavano i binari. Rispetto alla rilevazione catastale del 1876 (Catasto Fabbricati di Rosignano), molti edifici ferroviari sono stati ampliati, alcuni hanno cambiato destinazione, altri sono scomparsi. Da diversi anni, l’antica strada ferrata non è più utilizzata ed il sistema dei “casotti di guardia” e delle “case cantoniere” che la completavano versa in stato d’abbandono e rischia di scomparire. (Da: “I segni storici del paesaggio rurale” di Roberto Branchetti – 2000)