Stabilimenti Industrie Messinesi
Costituzione: 12/11/1918
Codice ISMIN: 87097
La Società Anonima Stabilimenti Industrie Messinesi fu costituita ufficialmente a Messina nel novembre del 1918, alla fine della Prima Guerra Mondiale, con atto rogato dal notaio A. Betti. L’atto fu registrato nel Registro delle Società per Azioni e omologato dal Tribunale di Messina il 7 dicembre 1918, con pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Provincia.
Con un Altro
La Società Anonima Stabilimenti Industrie Messinesi fu costituita ufficialmente a Messina nel novembre del 1918, alla fine della Prima Guerra Mondiale, con atto rogato dal notaio A. Betti. L’atto fu registrato nel Registro delle Società per Azioni e omologato dal Tribunale di Messina il 7 dicembre 1918, con pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Provincia.
Con un capitale sociale di 550.000 Lire, suddiviso in 1.100 azioni da 500 Lire, la società si proponeva di avviare e gestire attività produttive e industriali nel territorio messinese, probabilmente legate alla manifattura, ai cantieri, ai trasporti marittimi o alla lavorazione di materie prime, date le potenzialità logistiche del porto.
Il nome “Stabilimenti Industrie Messinesi” suggerisce un’impresa plurisettoriale, fondata con l’obiettivo di contribuire al rilancio produttivo della città dopo la distruzione quasi totale causata dal terremoto del 28 dicembre 1908, uno dei più devastanti della storia europea.
Il certificato del 1920 dimostra che, a soli due anni dalla fine del conflitto mondiale e dalla fondazione della società, era già avvenuta l’emissione dei titoli azionari, segno di attività effettiva e raccolta capitale. Tuttavia, un timbro giudiziario del 1931 indica che la società entrò successivamente in difficoltà economiche, forse legate alla crisi del 1929 e ai problemi strutturali dell’economia meridionale, portando a liquidazione o commissariamento.
Contesto storico ed economico (1918–1931)
L’Italia del dopoguerra (1918–1922):
Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, l’Italia attraversò un periodo noto come “biennio rosso”, segnato da forti tensioni sociali, scioperi, inflazione e difficoltà economiche. Tuttavia, in molte città — e in particolare nel Sud — si avviarono piani di ricostruzione urbana e industriale, specialmente in aree colpite da catastrofi naturali, come Messina dopo il terremoto del 1908.
Messina, completamente rasa al suolo e poi ricostruita con grande sforzo, puntava su attività portuali, navali e industriali per rilanciarsi come polo economico del Mediterraneo.
Il fascismo e la centralizzazione (dal 1922):
Con l’ascesa di Mussolini, il nuovo regime promosse politiche di industrializzazione e autarchia, ma spesso i benefici si concentravano nel Nord Italia, lasciando le imprese meridionali in balia di un sistema creditizio e fiscale rigido. Molte società locali, come questa, nacquero con grandi ambizioni ma senza un adeguato supporto strutturale, e caddero in difficoltà già nel primo decennio di vita.
La crisi del 1929 e il Mezzogiorno:
La Grande Depressione ebbe effetti devastanti anche in Italia, soprattutto per le piccole e medie imprese del Sud. Il timbro del 1931 sul titolo suggerisce l’inizio di una procedura giudiziaria, probabilmente per liquidazione. Questi eventi testimoniano le fragilità del tessuto industriale meridionale dell’epoca.


