Prestito della Casa del Fascio pro Campo Polisportivo Bologna
Costituzione: 1931
Codice ISMIN: 35359
Stampata dal rinomato stabilimento litografico del Dott. Edmondo Chappuis, di origine svizzera: il suo atelier, nel centro storico bolognese, riuniva giovani artisti particolarmente abili nell’esecuzione di manifesti ispirati all’estetica Liberty, destinati a diventare molto famosi - come Dudovich, De Carolis, Metlicovitz, Terzi, Cambellotti e altri - rappresentando un nucleo di diffusione di concetti artistici innovativi, punto di riferimento nel clima culturale cittadino dell’epoca. 22x13 cm. Tipica grafica del periodo fascista con immagine di atleti sullo sfondo, ispirata a motivi della romanità. Nel 1925 la società anonima bolognese - sostenuta dal Partito Nazionale Fascista, in particolare nella persona del vicesegretario generale poi podestà cittadino ... Altro
Stampata dal rinomato stabilimento litografico del Dott. Edmondo Chappuis, di origine svizzera: il suo atelier, nel centro storico bolognese, riuniva giovani artisti particolarmente abili nell’esecuzione di manifesti ispirati all’estetica Liberty, destinati a diventare molto famosi – come Dudovich, De Carolis, Metlicovitz, Terzi, Cambellotti e altri – rappresentando un nucleo di diffusione di concetti artistici innovativi, punto di riferimento nel clima culturale cittadino dell’epoca. 22×13 cm. Tipica grafica del periodo fascista con immagine di atleti sullo sfondo, ispirata a motivi della romanità. Nel 1925 la società anonima bolognese – sostenuta dal Partito Nazionale Fascista, in particolare nella persona del vicesegretario generale poi podestà cittadino Leandro Arpinati (1892-1945, firma autografa sul certificato come presidente) – si rese promotrice, anche mediante la raccolta di fondi tra i cittadini, della realizzazione del campo polisportivo, denominato Stadio del Littoriale e successi-vamente Stadio Comunale, ove la squadra calcistica del Bologna disputa dal 1927 le sue gare interne. Il primo progetto, comprensivo dei campi per il gioco del calcio e del tennis nonché della piscina aperta e coperta, fu affidato all’ingegner Umberto Costanzini (1897-1968). Dal 1983 lo stadio bolognese ha cambiato denominazione in Stadio Renato Dallara, intitolato alla memoria dell’amato presidente storico che diresse il Bologna nel trentennio 1934-1964.



