Ospedale di Circolo Giuseppe Fornaroli – Magenta
Costituzione: 3-4 marzo 1960
Codice ISMIN: 48611
Nella Magenta di fine Ottocento, in cui la possibilità di concretizzare progetti e migliorie sociali si scontrava con la cronica carenza di risorse finanziarie, ebbe un ruolo di primaria importanza l'intervento privato, in tutte le sue forme. Tra le elargizioni a scopo benefico, la più ingente fu quella disposta da Giuseppe Fornaroli a favore dell'Ospedale e dell'Asilo locali; grazie alla somma lasciata dal primo grande benefattore della storia magentina, entrambe le strutture poterono superare la situazione di difficoltà, se non di stallo, in cui si erano ritrovate all'indomani della loro fondazione. Giuseppe Fornaroli seppe conquistarsi abilmente fama e ricchezza grazie a un'indole sempre irrequieta, ad un grande spirito d'iniziativa ad alla continua ricer... Altro
Nella Magenta di fine Ottocento, in cui la possibilità di concretizzare progetti e migliorie sociali si scontrava con la cronica carenza di risorse finanziarie, ebbe un ruolo di primaria importanza l’intervento privato, in tutte le sue forme. Tra le elargizioni a scopo benefico, la più ingente fu quella disposta da Giuseppe Fornaroli a favore dell’Ospedale e dell’Asilo locali; grazie alla somma lasciata dal primo grande benefattore della storia magentina, entrambe le strutture poterono superare la situazione di difficoltà, se non di stallo, in cui si erano ritrovate all’indomani della loro fondazione. Giuseppe Fornaroli seppe conquistarsi abilmente fama e ricchezza grazie a un’indole sempre irrequieta, ad un grande spirito d’iniziativa ad alla continua ricerca di nuovi ambiti in cui affermarsi. Egli seppe collocarsi nella buona società magentina, grazie al matrimonio con Teresa Monti de Lyon, di nobile ed antica famiglia. A partire dal 1850, quando cominciò ad amministrare gli esigui beni lasciatigli in eredità dal nonno Vincenzo, Giuseppe Fornaroli attuò una serie di fortunate operazioni di compravendita che gli consentirono di accumulare un discreto capitale, investendone una buona parte, con rendite assai lucrose, in azioni carbonifere. Scelse così, per meglio seguire i suoi affari, di spostare la sua residenza a Milano, rimanendo tuttavia legato a Magenta attraversi i banchi del Consiglio Comunale, cui partecipò con continuità fino agli ultimi anni di vita. Le sedute del Consiglio erano per lui un vero e proprio ritorno a casa, visto che gli uffici amministrativi e la sala di riunione erano ospitati nella sua casa magentina. Le sue prime disposizioni testamentarie, tuttavia, sembrarono dimenticare il legame con Magenta; non avendo né figli, né nipoti, il Fornaroli aveva stabilito di lasciare tutto il suo patrimonio all’Ospedale Maggiore di Milano. E così probabilmente sarbbe stato, se non fosse intervenuto, in modo autorevole, un altro personaggio cui Magenta deve molto per quello che fece e per quanto intraprese affinchè altri facessero: Don Cesare Tragella. Egli, grazie all’amicizia con il Fornaroli e all’autorità morale garantitagli dal suo ruolo, seppe convincere il testatore a rivedere le sue volontà, dirottando verso Magenta la quasi totalità del suo patrimonio. Il Fornaroli prima accondiscese alle energiche argomentazioni del Tragella, nominandolo addirittura erede universale, poi, di fronte al giusto rifiuto del parroco, ritoccando definitivamente nel 1892 le sue volontà, nel nuovo testamento olografo, designò quali eredi universali l’Ospedale Comunale e l’Asilo infantile di Magenta, con la clausola che essi avrebbero portato il suo nome. Tra gli esecutori testamentari, incaricati di curare la corretta destinazione del lascito, assegnò un ruolo primario all’amico don Tragella, che così finalmente poteva vedere concretizzato il suo proposito di beneficare i Magentini, attraverso il potenziamento delle due indispensabili strutture. Giuseppe Fornaroli morì nel 1896, all’età di 81 anni. Con il suo ingente capitale, l’Ospedale e l’Asilo iniziarono una fase nuova, sicuramente più prospera, di una storia che dura ancora oggi.


