Molino e Pastificio A. Garofalo S.A. – Gragnano

Costituzione: 1903

Codice ISMIN: 48215

Nel gennaio 1903 l’azienda si converte in società anonima, denominata Mulino e pastificio A. Garofalo, mediante l’intervento di diversi operatori economici napoletani, tra cui Massimo Levi, nominato presidente, Carlo e Teodoro Cutolo, Raffaele Corsi ed altri, sostenuti dalla banca napoletana SAD e contemporaneamente impegnati in analoghe iniziative a Torre Annunziata. Il capitale di 400.000 lire è solo per un quarto sottoscritto da Garofalo e dal secondogenito Giovanni; il resto era in mano al capitale industriale-finanziario napoletano.
Garofalo, anche se privato della piena proprietà della fabbrica, continuava a essere il protagonista principale della sua crescita, perché ne conserva la direzione in qualità di amministratore delegato.
Il notevo... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-48215-Napoli190310 azioni di fondazione al portatore da Lire 100R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

Nel gennaio 1903 l’azienda si converte in società anonima, denominata Mulino e pastificio A. Garofalo, mediante l’intervento di diversi operatori economici napoletani, tra cui Massimo Levi, nominato presidente, Carlo e Teodoro Cutolo, Raffaele Corsi ed altri, sostenuti dalla banca napoletana SAD e contemporaneamente impegnati in analoghe iniziative a Torre Annunziata. Il capitale di 400.000 lire è solo per un quarto sottoscritto da Garofalo e dal secondogenito Giovanni; il resto era in mano al capitale industriale-finanziario napoletano.
Garofalo, anche se privato della piena proprietà della fabbrica, continuava a essere il protagonista principale della sua crescita, perché ne conserva la direzione in qualità di amministratore delegato.
Il notevole progressivo aumento delle vendite, in particolare quelle verso l’estero, che in questi anni si registra in tutte le maggiori fabbriche di Gragnano e Torre Annunziata, induce Garofalo a impegnare nella lavorazione della farina prodotta dai mulini altri pastifici collegati fra il 1903 e il 1907; nel 1908 inizia la costruzione di un secondo stabilimento, sempre a Gragnano, di dimensioni più contenute rispetto all’impianto principale. Per far fronte ai nuovi investimenti Garofalo fa ricorso al credito presso la SAD; l’indebitamento è imponente, ma le prospettive di crescita appaiono ancora positive per la società, che nei suoi primi cinque anni ha costantemente realizzato un utile di esercizio.
Fra il 1907 e il 1909 la SAD e i finanzieri napoletani a essa collegati lasciano progressivamente l’impresa: la famiglia Garofalo diventa la maggiore proprietaria ed entrano a far parte del consiglio altri quattro figli maschi del fondatore. Nel 1910 la SAD fallisce e il pesante indebitamento di Garofalo passa al Banco di Roma.