Metallurgica Italiana Soc.

Costituzione: 14 aprile 1886

Codice ISMIN: 4279

La Società Metallurgica Italiana (SMI), nata nel 1886 con un primo stabilimento a Livorno e guidata da Luigi Orlando, agli inizi del nuovo secolo costruì un nuovo impianto a Campo Tizzoro (altri ne sorsero anche a Limestre e Fornaci di Barga), per la lavorazione di materiale non ferroso quale rame, nichel e alluminio, particolarmente adatti alla produzione di materiale bellico.

Il complesso di Campo Tizzoro, posto in un’ area isolata alla confluenza tra i torrenti Maresca e Badaloni, sulla strada che unisce Pistoia all’Abetone, ideale per gli approvvigionamenti idrici ed elettrici, venne inaugurato nel luglio del 1911 e dette lavoro inizialmente a circa 300 operai. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale la sempre crescente richiesta facilitò lo sv... Altro

ISMIN Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-4279--Roma19241 azione al portatore da Lire 500R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
B-4279--Roma19245 azioni al portatore da Lire 500R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
C-4279--Roma192410 azioni al portatore da Lire 500R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
D-4279--Firenze19732 obbligazioni 6% al portatore da Lire 1.000R1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
E-4279Metallurgica Italiana Soc.-5Brevetti Calcografia & Cartevalori - MilanoFirenze19801 azione nominativa da Lire 2.000R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

La Società Metallurgica Italiana (SMI), nata nel 1886 con un primo stabilimento a Livorno e guidata da Luigi Orlando, agli inizi del nuovo secolo costruì un nuovo impianto a Campo Tizzoro (altri ne sorsero anche a Limestre e Fornaci di Barga), per la lavorazione di materiale non ferroso quale rame, nichel e alluminio, particolarmente adatti alla produzione di materiale bellico.

Il complesso di Campo Tizzoro, posto in un’ area isolata alla confluenza tra i torrenti Maresca e Badaloni, sulla strada che unisce Pistoia all’Abetone, ideale per gli approvvigionamenti idrici ed elettrici, venne inaugurato nel luglio del 1911 e dette lavoro inizialmente a circa 300 operai. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale la sempre crescente richiesta facilitò lo sviluppo dello stabilimento che nel 1917 occupava ben 3750 persone.

Nei decenni successivi la produzione risentì delle vicende politiche italiane, e di conseguenza la forza lavoro oscillò dai 126 operai del 1930 ai 5174 del 1940.

Dal 2006 la fabbrica è dismessa e nel 2012 è stato creato un museo in cui, con visite guidate prenotate, si accede ad alcuni locali e alle gallerie sotterranee dove si possono vedere macchine per assemblare i proiettili dei primi del novecento, attrezzature varie, macchine per il controllo dei calibri,  macchine da ufficio dell’epoca, cimeli e arredi originali oltre a  un ricco campionario di proiettili e bossoli di tutti i tipi.