Meccanica Agricola Industriale Suzzarese M.A.I.S.

Costituzione: 31 marzo 1922

Codice ISMIN: 47995

La MAIS (Meccanica agricola industriale suzzarese) è stata un'azienda sorta nel 1919 per la produzione di macchine agricole di proprietà di Otello Montecchi, Turno Giaroli, Guglielmo Lorenzini e Giuseppe Quartaroli. La MAIS nacque nel 1919 in via Manzoni grazie a questi quattro ex operai della Casali, ormai passata a CIMAC e in forte crisi dopo la Prima Guerra Mondiale. I quattro soci ottennero il loro primo riconoscimento del lavoro im... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-47995Meccanica Agricola Industriale Suzzarese M.A.I.S.-1Mantova19311 azione al portatore da Lire 25R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

La MAIS (Meccanica agricola industriale suzzarese) è stata un’azienda sorta nel 1919 per la produzione di macchine agricole di proprietà di Otello Montecchi, Turno Giaroli, Guglielmo Lorenzini e Giuseppe Quartaroli. La MAIS nacque nel 1919 in via Manzoni grazie a questi quattro ex operai della Casali, ormai passata a CIMAC e in forte crisi dopo la Prima Guerra Mondiale. I quattro soci ottennero il loro primo riconoscimento del lavoro imprenditoriale nel 1920 all’esposizione Agricola Industriale di Rovigo, quando una sgranatrice di “brevetto MAIS” a frizione ottenne il diploma d’onore del Ministero dell’Agricoltura e una medaglia d’oro. Nell’aprile 1922 la ditta si trasferì nei locali ex Casali e CIMAC lungo il viale della stazione. Lo slogan della MAIS era “A campi italiani macchine italiane”, molto in linea con la politica industriale italiana degli anni 20 che si stava portando verso quel protezionismo auspicato dagli ambienti industriali e sindacali. In quegli anni uscirono dalla MAIS trebbiatrici per frumento di ogni dimensione, sgusciatrici a doppia lavorazione per semi da prato e molte tipologie di sfogliatrici. La presenza della MAIS a fiere ed esposizioni era costante e permise di instaurare molti rapporti con il mercato nazionale. Nel 1924 arrivò ad avere 27 succursali e raggiunse le 44 nel 1925, con una presenza ramificata in tutta Italia (57% nel nord, 36% al centro). E anche all’estero giunsero numerose richieste, in particolare dall’America del sud, dalla Turchia, Russia, Bulgaria e Grecia. È inoltre di quegli anni l’iniziativa di pubblicare un giornale aziendale che funzionò come mezzo di informazione tecnico-scientifica per gli agricoltori italiani, pur sempre con scopo pubblicitario.

Negli anni successivi la MAIS entrò in rapporto con l’azienda OM, Officine Meccaniche di Milano anche per l’impellente necessità di macchine dotate di maggiore potenza e per l’impossibilità di produrre in proprio locomobili. L’OM Officine Meccaniche di Milano produceva infatti motori, materiale automobilistico e ferroviario e locomotive per le ferrovie dello stato. Durante il Fascismo da un lato la Battaglia del grano e dall’altro la Quota 90 ebbero come effetto una forte contrazione del credito e delle vendite dei macchinari, nonostante le vendite all’estero continuassero in modo positivo.

La crisi 1929 toccò anche la MAIS, che subì pesanti conseguenze con numerosi licenziamenti e la conseguente liquidazione che avvenne nel 1932,