Les Tramways de Palerme
Costituzione: 10 agosto 1909
Pagina libro: 745
Codice ISMIN: 10828
La storia, lunga e travagliata, del tram a Palermo inizia nella seconda metà dell’ottocento. Fino ad allora il trasporto pubblico delle principali città era affidato agli Omnibus a cavalli. Il 23 aprile 1874 a Palermo venne costituita la Società Sicula Tramways e Omnibus (SSTO) con lo scopo di costruire alcune linee di Tram e di omnibus a cavalli. Ma solo Il 27 gennaio 1887 la società otteneva una concessione di 30 anni per l’esercizio degli omnibus cittadini e solo il 16 aprile del 1888 venne autorizzato l’esercizio di tranvie a trazione elettrica a corrente continua. La prima linea tranviaria elettrica collegava Piazza Bologni a Rocca di Monreale. Nel mese di settembre dello stesso anno vennero inaugurate altre due linee: la Romagnolo-piazza Marina l... Altro
La storia, lunga e travagliata, del tram a Palermo inizia nella seconda metà dell’ottocento. Fino ad allora il trasporto pubblico delle principali città era affidato agli Omnibus a cavalli. Il 23 aprile 1874 a Palermo venne costituita la Società Sicula Tramways e Omnibus (SSTO) con lo scopo di costruire alcune linee di Tram e di omnibus a cavalli. Ma solo Il 27 gennaio 1887 la società otteneva una concessione di 30 anni per l’esercizio degli omnibus cittadini e solo il 16 aprile del 1888 venne autorizzato l’esercizio di tranvie a trazione elettrica a corrente continua. La prima linea tranviaria elettrica collegava Piazza Bologni a Rocca di Monreale. Nel mese di settembre dello stesso anno vennero inaugurate altre due linee: la Romagnolo-piazza Marina lunga 3 km e la Piazza Indipendenza- Porta Reale o Carolina ( non più esistente, che sorgeva in Via Lincon, di fronte l’Orto botanico) di 2,5 km. Successivamente alla costruzione della Tranvia di Monreale la linea proveniente da piazza Bologni venne allacciata ad essa e le stesse vetture tranviarie proseguivano fino a Monreale spinte da appositi carri elettrici di trazione e freno. Perciò da Piazza Bologni si poteva raggiungere Monreale e viceversa. Negli anni seguenti vennero attivate altre sei linee tranviarie elettriche mentre altre tre, di minore importanza, rimasero con la trazione a cavalli.
Nel 1911 il comune di Palermo firmò una convenzione con la società belga Les Tramways de Palerme per costruire ed esercitare linee a trazione elettrica fino a Mondello: tali linee furono inaugurate nel 1912. Nel 1929, durante il regime fascista, le due reti (quella della “belga” e quella già della SSTO) furono unificate sotto la gestione dell‘Unione Trazione Elettrica e Trasporti della Sicilia (UTETS).
Nel frattempo si era sviluppato anche un servizio di autobus, infatti, agli inizi degli anni 30, alle 19 linee tramviarie si affiancano ben 14 linee con autobus ( gestite dalla S.A.I.A.). Poichè gli itinerari delle linee degli autobus interferivano con quelli tramviari UTETS e SAIA l’11 dicembre 1931 trovarono un accordo per rendere il servizio tramviario e quello di autobus l’uno integrativo dell’altro. Per tale motivo il 26 maggio 1932 vennero soppresse le seguenti linee tranviarie:
linea 2: Porrazzi – Romagnolo
linea 3: Stazione Centrale – Noce
linea 4: Piazza Marina – Uditore
linea 5: Piazza Marina – S.Lorenzo
linea 11: Politeama – Sferracavallo
linea 12: Circolare Est
Tali soppressioni, oltre che per motivi di razionalizzazione, servivano a ridurre le spese. Infatti, intorno agli anni 30’ la crisi dei trasporti investì tutte le aziende di trasporto pubblico d’Italia. Dal 1935 la SAIA dovette sopprimere alcune linee a causa della limitazione nell’uso della benzina imposta dalle vicende politiche internazionali (l’embargo a causa della guerra d’Etiopia).
Anche il servizio tranviario subì gli influssi della politica: nel 1939 la dirigenza dell’ allora Società Tranvie di Palermo (STP) optò per la completa trasformazione della rete tranviaria in filoviaria. Nel dicembre 1940 i servizi vennero dunque unificati e nacque la Società Anonima Siciliana Trasporti (SAST). Il primo servizio sperimentale filoviario, cioè con Filibus, a Palermo nasce nel 1939. I motivi della scelta del Filobus furono più d’uno, in particolare la necessità di sostituire l’obsoleta rete tranviaria (operazione conclusasi solo nel dopoguerra) e la spinta del regime fascista che cercava di diffondere il sistema di trasporti filoviario in tutto il Paese . Il regime infatti vedeva nel filobus il trasporto pubblico fascista per eccellenza e il futuro del trasporto pubblico italiano, mentre il tram veniva visto come un mezzo di trasporto superato e costoso. I veri motivi di tale scelta erano chiaramente l’economicità di esercizio e il ridotto inquinamento, in realtà si cercava di non legare il trasporto pubblico al petrolio vista la dipendenza da altri paesi.
Fra il 1942 e il 1943 la città venne colpita da numerosi bombardamenti che distrussero la rete filotranviaria e i depositi aziendali, pur non arrivando alla completa interruzione del servizio.
Dopo la guerra, dovendo ricostruire l’intero servizio pubblico si decise di sopprimere definitivamente la rete tranviaria e puntare sui filibus e sul trasporto gommato (autobus), gestite rispettivamente dalla S.A.S.T. e dalla S.A.I.A.( società a capitale privato).


