Fabbrica Sali di Bario Concimi S.A.

Costituzione: 1956

Nazione: Italia

Codice ISMIN: 44271

Le grandi mura in laterizio, la ciminiera che si staglia verso l’alto, gli enormi capannoni oggi semi-abbandonati. E’ un ambiente davvero unico quello della ex fabbrica, ormai dismessa, dei Sali di Bario, uno scheletro di archeologia industriale tra la stazione di Calolziocorte e l’Adda che chi giunge in treno non può fare a meno di notare.

Fin da metà ‘800 nella vicina Valsassina erano attive infatti cave di barite, un prodotto utilizzato in varie settori e persino nell’industria casearia della zona che le utilizzava per rendere più solide le croste di alcuni formaggi. Tra le ditte allora attive nell’escavazione, macinazione e commercio del prodotto - senza sottoporlo a trasfromazioni chimiche - c’era in particolare la ditta lecchese Cugnasca-Baggiol... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
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Le grandi mura in laterizio, la ciminiera che si staglia verso l’alto, gli enormi capannoni oggi semi-abbandonati. E’ un ambiente davvero unico quello della ex fabbrica, ormai dismessa, dei Sali di Bario, uno scheletro di archeologia industriale tra la stazione di Calolziocorte e l’Adda che chi giunge in treno non può fare a meno di notare.

Fin da metà ‘800 nella vicina Valsassina erano attive infatti cave di barite, un prodotto utilizzato in varie settori e persino nell’industria casearia della zona che le utilizzava per rendere più solide le croste di alcuni formaggi. Tra le ditte allora attive nell’escavazione, macinazione e commercio del prodotto – senza sottoporlo a trasfromazioni chimiche – c’era in particolare la ditta lecchese Cugnasca-Baggioli che il 23 ottobre del 1900 ottenne il permesso di aprire la fabbrica di Calolziocorte per la lavorazione chimica della barite: nel 1902 prese il via la lavorazione – “allo stato di prova” – di acido solforico e idrato di bario.