Exxon Shipping Company
Costituzione: 1973
Codice ISMIN: 42278
La Exxon Mobil Corporation, o anche in forma abbreviata ExxonMobil, è una delle principali compagnie petrolifere statunitensi di importanza mondiale ed opera sul mercato europeo col marchio Esso. È il risultato della fusione tra Exxon e Mobil, effettuata il 30 novembre del 1999.
Nel 2005 ha avuto profitti per 36,13 miliardi di dollari (un primato per una società quotata), poco meno del Prodotto interno lordo dell'Azerbaigian, mentre il suo fatturato supera per 30,5 miliardi di dollari il PIL dell'Arabia Saudita. Il suo quartier generale è ad Irving, un sobborgo di Dallas. La fusione tra Exxon e Mobil assume un significato particolare nella storia americana, perché ha riunito le due principali compagnie (la Standard Oil Company of New Jersey, progenitr... Altro
La Exxon Mobil Corporation, o anche in forma abbreviata ExxonMobil, è una delle principali compagnie petrolifere statunitensi di importanza mondiale ed opera sul mercato europeo col marchio Esso. È il risultato della fusione tra Exxon e Mobil, effettuata il 30 novembre del 1999.
Nel 2005 ha avuto profitti per 36,13 miliardi di dollari (un primato per una società quotata), poco meno del Prodotto interno lordo dell’Azerbaigian, mentre il suo fatturato supera per 30,5 miliardi di dollari il PIL dell’Arabia Saudita. Il suo quartier generale è ad Irving, un sobborgo di Dallas. La fusione tra Exxon e Mobil assume un significato particolare nella storia americana, perché ha riunito le due principali compagnie (la Standard Oil Company of New Jersey, progenitrice della Exxon e Standard Oil Company of New York, da cui è nata la Mobil) che formavano il trust Standard Oil di John Davison Rockefeller.
Grazie alle suddette fusioni aziendali, la ExxonMobil è, riguardo a fatturato, profitti e capitalizzazione di borsa, il secondo più grande ente privato al mondo, dopo la Shell. Supera così le restanti big four del mercato petrolifero mondiale: BP, Total, ma non la Shell, che negli ultimi anni è diventato il più grande ente privato al mondo.
Sia Exxon che Mobil discendono dalla antica compagnia di John Davison Rockefeller, la Standard Oil. Nel 1911, dopo una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, lo Standard Oil Trust fu diviso in 34 società. Due di queste erano “Standard Oil of New Jersey” (detta “Jersey Standard”), che successivamente divenne Exxon, e “Socony” (“Standard Oil Company of New York”), che successivamente divenne Mobil.
Nello stesso anno, la produzione nazionale di cherosene fu sorpassata per la prima volta da quella di benzina. Il mercato automobilistico in crescita fece nascere il marchio commerciale Mobiloil, registrato dalla Socony nel 1920.
Per tutto il decennio successivo entrambe le compagnie crebbero significativamente. Jersey Standard acquisì il 50% di Humble Oil & Refining Co., produttore di petrolio texano. Socony comprò una quota del 45% della Magnolia Petroleum Co., una ditta di raffinamento e distribuzione di petrolio. Nel 1931, Socony si fuse con la Vacuum Oil Co., un pioniere industriale del settore dal 1866.
Nella regione dell’Asia orientale, Jersey Standard possedeva pozzi e raffinerie in Indonesia ma nessuna rete commerciale di vendita. Socony-Vacuum aveva invece un mercato in Asia supportato da impianti in California. Nel 1933, Jersey Standard e Socony-Vacuum unirono i loro interessi nella regione con una joint venture paritaria. Standard-Vacuum Oil Co., o “Stanvac,” operava in 50 paesi, dall’Africa orientale alla Nuova Zelanda, prima di essere sciolta nel 1962.
Mobil Chemical Company nacque nel 1960. Come nel 1999, si occupava principalmente di alcheni e composti aromatici, glicole etilenico e polietilene. La ditta produceva lubrificanti sintetici e loro additivi, pellicole di propilene per confezioni e catalizzatori. Exxon Chemical Company divenne una organizzazione di importanza globale nel 1965 e nel 1999 era uno dei maggiori produttori e venditori di alcheni, composti aromatici, polietilene e polipropilene, oltre che di prodotti particolari come elastomeri, plastificanti, solventi, alcoli e resine adesive. Era anche leader nella tecnologia dei catalizzatori metalloceni per la produzione di polimeri unici ad alte prestazioni.
Nel 1955 Socony-Vacuum divenne Socony Mobil Oil Co. e nel 1966 semplicemente Mobil Oil Corp. Dieci anni dopo la Mobil Corporation, recentemente incorporata assorbì la Mobil Oil come una sua sussidiaria. Jersey Standard cambiò il suo nome in Exxon Corporation nel 1972 e scelse Exxon come marchio in tutti gli Stati Uniti. In altre parti del mondo, Exxon e le sue affiliate continuano a usare il marchio Esso.
Il 24 marzo 1989, poco dopo mezzanotte, la petroliera Exxon Valdez urtò la Bligh Reef nello stretto di Prince William in Alaska, versando in mare più di 42 000 m³ di greggio. Fu la maggiore perdita di petrolio in mare della storia degli USA e proprio in conseguenza dell’incidente della Exxon Valdez il Congresso degli Stati Uniti d’America emise il cosiddetto Oil Pollution Act. Exxon pagò 300 milioni di dollari per l’incidente e decise anche di indennizzare più di 11000 fra persone ed imprese dell’Alaska. Inoltre la compagnia pagò 2,2 miliardi di dollari per la pulizia del golfo di Prince William che durò dal 1989 al 1992, quando lo Stato dell’Alaska e la guardia costiera USA dichiararono completa la bonifica. Exxon pagò anche un miliardo di dollari per risarcimento ai governi federale e statale.
Virtualmente tutti gli indennizzi per l’incidente furono pagati completamente entro un anno dall’incidente e il tribunale lodò Exxon per la disponibilità e la sollecitudine. Comunque Exxon deve ancora pagare per il risultato della più grande sentenza di risarcimento, che è di 4,5 miliardi di dollari; questa stima non è ancora stata completata. I risarcimenti furono decisi dal giudice della corte federale ad Anchorage e sono stati annullati due volte, poiché giudicati eccessivi, dalla Corte d’Appello (Ninth Circuit).
E nel giugno 2011 la Exxon è stata condannata a risarcire con 1,5 miliardi di dollari i cittadini di Jacksonville (Maryland – Usa) per aver inquinato nel 2006 le falde acquifere di quella città a seguito di uno sversamento di 100.000 litri di benzina.[senza fonte][1][2]
Nel 1998, Exxon e Mobil hanno firmato un accordo di 73,7 miliardi di dollari per unirsi e formare una nuova compagnia chiamata Exxon Mobil Corporation, il maggiore gruppo del mondo. Dopo l’approvazione degli azionisti e degli enti regolatori la fusione è stata completata il 30 novembre 1999 e l’accordo è stato annunciato il giorno successivo.
Nel 2000, ExxonMobil ha venduto Benicia, raffineria californiana e 340 stazioni col marchi Exxon alla Valero Energy Corporation, come parte di una sentenza di scorporo della FTC sugli impianti in California. ExxonMobil continua a rifornire con prodotti petroliferi più di 700 rivenditori con marchio Mobil nello Stato.
Nel 2005, il prezzo delle sue azioni è cresciuto in parallelo con il prezzo del petrolio, superando General Electric nella classifica delle aziende di maggiore capitalizzazione nel mondo. Alla fine del 2005 ExxonMobil ha annunciato profitti record (36 miliardi di dollari di profitto annuale, più 42% rispetto all’anno precedente). La compagnia e l’American Petroleum Institute, il gruppo di lobby delle industrie petrolifere e chimiche americane, comunque hanno cercato di minimizzare questo successo per evitare critiche dai consumatori, mettendo grandi annunci sui maggiori quotidiani americani (The New York Times, The Washington Post e altri) confrontando i profitti dell’industria petrolifera con quelli dell’industria farmaceutica e delle banche.[1][2]
Nel 2007 la Exxon Mobil è stata superata quanto a capitalizzazione sul mercato dalla PetroChina, che ha raggiunto un valore complessivo dei suoi share pari a un trilione di dollari, paragonato ai suoi 488 miliardi.
Da lungo tempo la mascotte di Exxon è una tigre; quella di Mobil un cavallo alato che risale alla fine del diciannovesimo secolo ed è uno dei più antichi marchi ancora in uso.
ExxonMobil è l’azienda di maggior valore al mondo e nel 2003 ha generato un introito di 246,7 miliardi di dollari.


