Edoardo Bianchi Velo S.p.A. Officine Metallurgiche
Costituzione: 1917
Codice ISMIN: 43425
La Società per Azioni Officine Metallurgiche Edoardo Bianchi Velo, è stata costituita in Desio il 21 Agosto 1917 con rogito del notaio Federico Guasti n. 17848 Rep. trascritto presso la cancelleria il 3 settembre 1917 al. N. 144 Vol. 10 pubblicato nel Foglio Annunzi Legali della Prefettura di Milano n. 22.
Nel 1958 la Bianchi, trasformata a tutti gli effetti in un gruppo finanziario costituito da varie imprese, cessa l'attività nella storica sede centrale di viale Abruzzi, vendendo la proprietà dell'area a una società immobiliare, che vi costruirà al posto degli edifici di fabbrica un complesso residenziale. Le linee di montaggio dei rami ciclistico e motociclistico vengono trasferite con quelle delle Officine Metallurgiche Edoardo Bianchi in una porz... Altro
La Società per Azioni Officine Metallurgiche Edoardo Bianchi Velo, è stata costituita in Desio il 21 Agosto 1917 con rogito del notaio Federico Guasti n. 17848 Rep. trascritto presso la cancelleria il 3 settembre 1917 al. N. 144 Vol. 10 pubblicato nel Foglio Annunzi Legali della Prefettura di Milano n. 22.
Nel 1958 la Bianchi, trasformata a tutti gli effetti in un gruppo finanziario costituito da varie imprese, cessa l’attività nella storica sede centrale di viale Abruzzi, vendendo la proprietà dell’area a una società immobiliare, che vi costruirà al posto degli edifici di fabbrica un complesso residenziale. Le linee di montaggio dei rami ciclistico e motociclistico vengono trasferite con quelle delle Officine Metallurgiche Edoardo Bianchi in una porzione industriale dell’ex Aeronautica Caproni di via Fantoli, quartiere milanese alla periferia di Taliedo. Contestualmente, nasceranno per volontà di Giuseppe Bianchi, figlio del fondatore Edoardo, le ragioni sociali Edoardo Bianchi Motomeccanica S.p.A. e Bianchi Nautica, quest’ultima dedicata alla vendita dal 1957 di una piccola imbarcazione da diporto, la Katamar che, nonostante gli ambiziosi propositi, non godrà di un buon esito di vendite, tanto da compromettere nel breve la fine dell’iniziativa industriale, con pesanti perdite per l’azienda.
Di li a poco, la profonda crisi del settore motociclistico degli anni sessanta fa entrare la Bianchi in una grave crisi finanziaria, che sfocerà alla fine del 1964 nella dichiarazione di liquidazione della società; sancendo, al contempo, la conclusione di ogni divisione aziendale nata allo scorporo delle Officine Metallurgiche Edoardo Bianchi.
La vendita delle moto Bianchi Velo proseguirà quasi esclusivamente con le rimanenze di magazzino sino alle soglie anni settanta, mentre il settore delle biciclette abbandonerà definitivamente Milano per continuare l’attività in un moderno stabilimento a Treviglio, per iniziativa dell’industriale bergamasco Angelo Trapletti e poi del Gruppo Piaggio; dando vita nel 1973 alla squadra ciclistica Bianchi-Piaggio (co-sponsorizzata per alcune stagioni anche Faema-Campagnolo), la quale registrerà la presenza come grande team leader fino al 1979 di Felice Gimondi (sotto la direzione tecnica dei preparatori atletici Vittorio Adorni e poi di Giancarlo Ferretti); contribuendo a riportare in auge nel panorama mondiale il nome dell’azienda, che diverrà oltremodo proprietaria dei marchi Chiorda, Puch e fino al 2011 della Legnano.
Negli anni settanta la Bianchi conoscerà inoltre un significativo tentativo al ritorno al commercio dei ciclomotori marchiati Bianchi, equipaggiati con Motori Minarelli, modelli Bianchi Matic e Snark; ciononostante le attività in tale settore verranno in seguito abbandonate.
Dal 1985, la squadra di ciclismo Bianchi si fonderà con quella della Sammontana, dando origine alla cosiddetta Sammontana-Bianchi, diretta da Waldemaro Bartolozzi e costruita attorno alle figure chiave dei campioni Moreno Argentin e Tommy Prim. Nel 1987, il team cambierà nuovamente nome in Gewiss-Bianchi, a seguito dell’accordo commerciale con il nuovo sponsor Gewiss, fino all’uscita di scena della squadra Bianchi dal mondo delle competizioni legate al ciclismo su strada nel 1989, quando i vertici dell’azienda preferirono concentrarsi nella sola attività di fornitura di biciclette ad alcune squadre indipendenti attive in tale sport.


