DIRECCION DE LA DEUDA PUBLICA DE MEXICO. BONOS DEL FONDO CONSOLIDADO
Costituzione: 1886
Codice ISMIN: 85883
La storia del debito estero del Messico è la storia della sua stessa vita. La sua storia ci racconta come, nata dall'urgenza di soddisfare i bisogni intrinseci di un'indipendenza improvvisa e indifesa, si sia concatenata e influenzata reciprocamente da più di qualche episodio nazionale; tanto che molti di essi sono ancora spiegati - o oscurati - dai problemi finanziari sorti ai loro tempi.
Ma aiuta anche a capire molti dei nostri uomini chiave. Errori e patriottismo vanno di pari passo; vorace malizia degli agenti finanziari e impeccabile onestà dei ministri delle Finanze; ingenua ignoranza delle tecniche e degli artifici del mercato azionario e piena padronanza degli stessi; pazienza francescana dei funzionari che hanno lottato più e più volte e mill... Altro
La storia del debito estero del Messico è la storia della sua stessa vita. La sua storia ci racconta come, nata dall’urgenza di soddisfare i bisogni intrinseci di un’indipendenza improvvisa e indifesa, si sia concatenata e influenzata reciprocamente da più di qualche episodio nazionale; tanto che molti di essi sono ancora spiegati – o oscurati – dai problemi finanziari sorti ai loro tempi.
Ma aiuta anche a capire molti dei nostri uomini chiave. Errori e patriottismo vanno di pari passo; vorace malizia degli agenti finanziari e impeccabile onestà dei ministri delle Finanze; ingenua ignoranza delle tecniche e degli artifici del mercato azionario e piena padronanza degli stessi; pazienza francescana dei funzionari che hanno lottato più e più volte e mille volte per ottenere condizioni favorevoli per il Messico; e quasi sempre, un profondo realismo nel contemplare con assoluta chiarezza le varie situazioni economiche che il Paese stava attraversando.
Tale è l’importanza del compito che El Colegio de México, in quanto istituzione, e i suoi illustri ricercatori, autori diretti dell’opera, si sono assunti. Cito con particolare riconoscenza Jan Bazant, che non solo ha preparato il periodo originariamente affidatogli – dal 1822 al 1876 -, senza dubbio il più confuso e privo di informazioni, sebbene abbia coperto l’intera opera e ne abbia curato la stesura e la sistemazione finale, e lo stesso direttore di un centro accademico così egregio, Victor L. Urquidi, che, senza sminuire l’intenso lavoro che svolge quotidianamente, ha dedicato molto tempo e ha messo il suo intelligente pensiero da economista per spiegare e completare gli argomenti.
Tra l’altro, anche se il capitolo sul debito pubblico è diventato uno dei più trascendentali dell’economia moderna, il libro non riguarda solo coloro che coltivano questa disciplina; crediamo che il suo studio sia utile per tutti coloro che sono interessati a scrutare il fenomeno storico-politico del Messico.
Glissare sui suoi capitoli senza la profondità delle ricerche che il lettore troverà sarebbe un’inutile anticipazione; ma si può dire fin d’ora che essi chiariscono concetti e situazioni poco esplorati, con il massimo rigore scientifico e con il supporto della più ampia bibliografia sull’argomento.
È un argomento che è stato trattato finora e che sarà senza dubbio di grande utilità per ulteriori ricerche.
Si occupa di lavori marginali, ma con contributi sostanziali, e spesso tocca trattati – non sempre con successo – che si collegano ad altre specialità della storia messicana. Per esempio, quello dei beni ecclesiastici, su cui Bazant fa commenti originali e meritori; per la storia diplomatica, le famose e, direi, sfortunate convenzioni diplomatiche celebrate nel XIX secolo, in cui alcuni debiti interni, anche in mano a detentori messicani, furono artificialmente convertiti in debiti esteri.


