Darracq Società Italiana Automobili

Costituzione: 26 febbraio 1906

Pagina libro: 651

Codice ISMIN: 4988

La Darracq era una casa automobilistica francese fondata nel 1896 ed attiva autonomamente fino al 1920.

La compagnia fu fondata per iniziativa dell'ingegner Achille Minozzi, prestigioso finanziere napoletano già promotore di molteplici iniziative, a cui si associarono la Società Imprese Elettriche e di Automobili Giuseppe Lo Cascio, l'ingegner Celestino Biglia di Torino e la Banca Noerremberg & C. di Roma. Insieme costituirono nel 1906, c... Altro

ISMIN Immagine Stampatore Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-4988Darracq Società Italiana Automobili-1Officina Carte Valori Staderini - RomaNapoli19061 azione da Lire 25R7 (26-50 pezzi)S7 (da 1.001 a 1.500 €)
B-4988Darracq Società Italiana Automobili-2Officina Carte Valori Staderini - RomaNapoli19065 azioni da Lire 25R7 (26-50 pezzi)S7 (da 1.001 a 1.500 €)
C-4988--Napoli190610 azioni da Lire 25R7 (26-50 pezzi)S7 (da 1.001 a 1.500 €)
D-4988Darracq Società Italiana Automobili-4-Napoli190625 azioni da Lire 25R9 (6-10 pezzi)S9 (da 2.001 a 2.500 €)
E-4988Darracq Società Italiana Automobili-5-Milano190725 azioni da lire 25 cad. R5 (101-250 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)

La Darracq era una casa automobilistica francese fondata nel 1896 ed attiva autonomamente fino al 1920.

La compagnia fu fondata per iniziativa dell’ingegner Achille Minozzi, prestigioso finanziere napoletano già promotore di molteplici iniziative, a cui si associarono la Società Imprese Elettriche e di Automobili Giuseppe Lo Cascio, l’ingegner Celestino Biglia di Torino e la Banca Noerremberg & C. di Roma. Insieme costituirono nel 1906, con capitale di Lire 1.500.000, la Darracq Società Italiana Automobili S.A. con sede sociale a Napoli in via S. Carlo all’Arena. La casa madre francese partecipò all’impresa con la marca, le licenze di fabbricazione ed una quota azionaria. L’intendimento della compagnia era di costruire e vendere in Italia le vetture Darracq, importando dallo stabilimento di Suresnes – un sobborgo di Parigi – le parti meccaniche principali; l’operazione però non ebbe successo. Di fronte alla mancanza di officine sufficientemente attrezzate per la produzione ed il montaggio delle automobili e su pressione della casa francese, verso la fine del 1906 la società acquistò uno stabilimento a Milano in zona Portello – l’attuale via Marco Ulpio Traiano, fra San Siro e la Ghisolfa – con un programma di produzione di 600 vetture l’anno. In seguito alla crisi economica del 1907 l’ingegnere Alexandre Darracq, direttore della società francese e della sua affiliazione italiana, pensò di fronteggiare la situazione vendendo in Italia una serie errata di taxi costruiti in Francia. Tale mossa avventata provocò il discredito della Darracq italiana e la sua fine fu inevitabile. Nel 1909 un gruppo di imprenditori milanesi decise di rilevare lo stabilimento del Portello e di fondare una nuova azienda, che prese il nome di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, più nota con l’acronimo ALFA. Era nato un grande mito italiano, celebre per le numerose vittorie delle sue vetture sportive nelle gare automobilistiche dell’epoca. Nel 1918 l’ALFA ampliò la sua denominazione in Alfa-Romeo, dopo che l’ingegnere campano Nicola Romeo (1876-1938) acquisì il controllo dell’azienda. Lo stabilimento milanese rimase in funzione sino al 1986, quando fu venduto al gruppo Fiat.

L’importanza storica della Darracq è enorme: anche se non molti conoscono questo marchio, è bene ricordare gli stabilimenti italiani ove la Casa francese aprì la sua filiale nella penisola, prima a Napoli, e poi nei pressi di Milano e più precisamente nella zona del Portello, per la vicinanza alla Francia. Dopo aver constatato che le vetture Darracq non riscuotevano successo perché inadatte alle strade italiane, nel 1909 vendette lo stabilimento ad un gruppo di finanzieri lombardi e napoletani che decisero di continuare la costruzione di automobili, sotto la nuova ragione sociale A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili), e proprio un napoletano, l’amministratore Nicola Romeo diede il suo nome all’Alfa, poi divenuta Alfa Romeo.

Talbot-Darracq 1920