Cotonificio Fratelli Oltolina S.p.A.
Costituzione: 1983
Codice ISMIN: 42823
Nel dicembre del 1888 si costituì giuridicamente, ad Asso, la società in accomandita semplice "Fratelli Oltolina", che segnò il passaggio alla fase industriale. Il cotonificio, ancora attivo, si trova nella frazione di Scarenna, vicino al punt de la Fola.
L'arrivo degli Oltolina fu dovuto all'ottimale lavorazione delle folle e delle tintorie locali «per il bel appretto che ivi si dà alle stoffe... Altro
| ISMIN | Immagine | Provincia | Emissione | Taglio | Rarità | Valore |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A-42823 | - | Como | 1983 | 1 azione nominativa cumulativa da Lire 1.000 | R1 (Più di 5000 pezzi) | S1 (da 0 a 25 €) |
Nel dicembre del 1888 si costituì giuridicamente, ad Asso, la società in accomandita semplice “Fratelli Oltolina”, che segnò il passaggio alla fase industriale. Il cotonificio, ancora attivo, si trova nella frazione di Scarenna, vicino al punt de la Fola.
L’arrivo degli Oltolina fu dovuto all’ottimale lavorazione delle folle e delle tintorie locali «per il bel appretto che ivi si dà alle stoffe, lo spurgo dell’olio, la nettezza e la lucentezza dei colori». Le valassinesi erano note per l’abilità nel filare la lana e soprattutto la seta. Una filanda lavorava, sfruttando l’energia idraulica fornita dalle pale di un mulino sul Lambro, mentre una piccola fabbrica produceva tele e fazzoletti, finendo i greggi che arrivavano dai paesi vicini. Su questa professionalità secolare si innestò l’iniziativa dei fratelli Augusto e Giuseppe Oltolina che, acquistata la filanda di seta, installarono telai per la produzione di tessuti di cotone, panni di lana e seta. L'”Ultulina” divenne, nel tempo, l’industria simbolo per la valle, in grado di dare lavoro, raggiungendo anche mille dipendenti, in maggioranza donne. I rapporti in fabbrica rispondevano a quelli che caratterizzarono lo sviluppo industriale, ma per operai ed impiegati, di Asso e dei paesi viciniori, l'”Ultulina” rappresentò la possibilità di non emigrare, evitare pendolarismi pesanti e fornire alla famiglia un’entrata sicura, da affiancare a quella, tradizionale ma sempre più povera e marginale, dell’agricoltura.
Nel settembre del 1944, fu saccheggiato da canzesi, assesi e sfollati, esasperati ed affamati, un deposito di pacchi della Croce Rossa Internazionale, per prigionieri di guerra inglesi, presso il Cotonificio. Non furono effettuate rappresaglie dai tedeschi grazie agli interventi di Luigi Oltolina e delle autorità ecclesiastiche. Secondo alcune voci, i tedeschi avrebbero evitato reazioni, avendo per primi saccheggiato il deposito, lasciando la seconda scelta agli italiani.
Negli anni ottanta del XX secolo, gli Oltolina lasciarono il timone dell’industria, che però ha conservato, a sottolineare la garanzia di serietà e qualità, il nome di “Cotonificio Oltolina Spa”.
La parte ancora funzionante dello stabilimento dell’Oltolina, a Scarenna


