Cotonificio di Solbiate S.p.A.

Costituzione: 1958

Nazione: Italia

Codice ISMIN: 42814

Il Cotonificio Ponti di Solbiate Olona è stata un'industria tessile attiva dal 1823. L'avviamento produttivo può essere fatto risalire, precisamente, al 23 agosto 1823, quando sui registri del cotonificio fu scritto: «Oggi 23 agosto 1823 si è principiato a lavorare il cotone a Solbiate». L'apertura del cotonificio di Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-42814-Milano19581 azione nominativa da Lire 100R1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
B-42814-Milano19621 obbligazione 5,5% al portatore da Lire 1.000R1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
C-42814-Milano1962100 obbligazioni 5,5% al portatore da Lire 1.000R1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)
D-42814-Milano19621.000 obbligazioni 5,5% al portatore da Lire 1.000R1 (Più di 5000 pezzi)S1 (da 0 a 25 €)

Il Cotonificio Ponti di Solbiate Olona è stata un’industria tessile attiva dal 1823. L’avviamento produttivo può essere fatto risalire, precisamente, al 23 agosto 1823, quando sui registri del cotonificio fu scritto: «Oggi 23 agosto 1823 si è principiato a lavorare il cotone a Solbiate». L’apertura del cotonificio di Solbiate Olona si inserisce all’interno delle attività industriali e commerciali della facoltosa famiglia Ponti, originaria di Gallarate, tra i primi a introdurre, in Lombardia, l’uso della «jannette» e quindi della filatura meccanica. Pioniere fu Andrea Ponti sr. (1752 – 1819) il quale fondò una filatura di cotone, nel gallaratese, che cominciò a lavorare nel 1818.

Con la morte di Andrea Ponti, avvenuta nel 1888, il patrimonio della famiglia passò nelle mani di Ettore Ponti, il quale, oltre a essere stato presidente del Cotonificio, assunse ruoli di grande rilievo nella vita politica e amministrativa italiana. Dal 1881 al 1884 fu consigliere comunale di Milano, divenne Senatore nel 1900 e dal 1905 al 1909 fu sindaco di Milano. Durante la sua direzione il cotonificio di Solbiate fu dotato di un impianto di energia elettrica che «consentì un forte ampliamento dei reparti di filatura e di tessitura, mentre per alleviare le condizioni di vita degli operai, con spirito filantropico vennero realizzate le seguenti opere: un asilo infantile, le scuole elementari, un magazzino cooperativo per l’acquisto di generi di prima necessità, la società di mutuo soccorso», una palestra, un campo sportivo e il dopolavoro. Nel 1902 la filatura entrò a far parte della Società anonima Cotonificio Furter e accolse nuove macchine per la lavorazione di nuovi prodotti. In questi anni furono costruite le prime “case operaie”. Passata la prima guerra mondiale, la guida del cotonificio passò da Federico Tobler a Biagio Gabardi, al quale seguì il figlio Marcello che portò a 60.000 i fusi posseduti dalla società e penetrò in nuovi settori di mercato.