Compagnie Fermière des Halles, Marchés et Abattoirs de la Ville de Naples

Costituzione: 31 maggio 1869

Pagina libro: 355

Codice ISMIN: 2715

La società francese costruì e gestì alcune infrastrutture di Napoli fra cui i mercati rionali, il mercato all'ingrosso e i macelli. Bellissimo titolo con scorci della città, dei mercati e dei mattatoi e la caratteristica veduta del Golfo di Napoli con il Vesuvio fumante: grafica a cura degli illustratori Bertrand e Renard.


Napoli è un comune italiano di 960.361 abitanti, capoluogo della provincia omonima e della regione Campania.
È il terzo comune italiano per popolazione dopo Roma e Milano. L'area metropolitana di Napoli, che comprende il capoluogo campano ed altri 172 comuni, conta una popolazione di 4.434.136 abitanti.
È situata in posizione pressoché centrale sull'omonimo golfo, tra il Vesuvio, e l'area vulcanica dei Campi Flegr... Altro

ISMIN Immagine Stampatore Artista Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-2715Compagnie Fermière des Halles, Marchés et Abattoirs de la Ville de Naples-1Imp. Paul Dupont - ParisParigi18691 azione di fondazione al portatore da 500 Franchi francesiR2 (1001-5000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)
B-2715Compagnie Fermière des Halles, Marchés et Abattoirs de la Ville de Naples-2--Parigi18691 azione al portatore da 500 Franchi francesiR2 (1001-5000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)
C-2715Compagnie Fermière des Halles, Marchés et Abattoirs de la Ville de Naples-3Imp. Paul Dupont - ParisParigi18691 obbligazione al portatore da 400 Franchi francesiR2 (1001-5000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)
D-2715Compagnie Fermière des Halles, Marchés et Abattoirs de la Ville de Naples-4Imp. Paul Dupont - ParisParigi18741 obbligazione da 150 Franchi francesiR4 (251-500 pezzi)S5 (da 251 a 500 €)

La società francese costruì e gestì alcune infrastrutture di Napoli fra cui i mercati rionali, il mercato all’ingrosso e i macelli. Bellissimo titolo con scorci della città, dei mercati e dei mattatoi e la caratteristica veduta del Golfo di Napoli con il Vesuvio fumante: grafica a cura degli illustratori Bertrand e Renard.


Napoli è un comune italiano di 960.361 abitanti, capoluogo della provincia omonima e della regione Campania.
È il terzo comune italiano per popolazione dopo Roma e Milano. L’area metropolitana di Napoli, che comprende il capoluogo campano ed altri 172 comuni, conta una popolazione di 4.434.136 abitanti.
È situata in posizione pressoché centrale sull’omonimo golfo, tra il Vesuvio, e l’area vulcanica dei Campi Flegrei. Il suo vasto patrimonio artistico e architettonico è tutelato dall’UNESCO, che, nel 1995, ha incluso il centro storico di Napoli, il più vasto d’Europa, tra i siti del patrimonio mondiale dell’umanità.
Fu fondata tra il IX e l’VIII secolo a.C. da coloni greci; successivamente rifondata come Neapolis (Νεάπολις in greco) nella zona bassa tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C., viene annoverata tra le principali città della Magna Grecia[4]. Nel corso della sua storia quasi trimillenaria Napoli vedrà il susseguirsi di lunghe e numerose dominazioni straniere, rivestendo una posizione di rilievo in Italia e in Europa.
Dopo l’impero romano, nel VII secolo la città formò un ducato autonomo, indipendente dall’Impero bizantino; in seguito, dal XIII secolo e per circa seicento anni fu capitale del Regno di Napoli. Da Napoli, agli inizi del XV secolo, sotto Ladislao I di Durazzo, partì il primo tentativo di riunificazione d’Italia; successivamente la città divenne il centro politico dell’Impero Aragonese[5]. Per motivi storici, artistici, politici ed ambientali fu, dal basso medioevo fino all’Unità, tra i principali centri di riferimento culturale, al pari delle altre principali capitali del continente.
Già capitale del Regno delle due Sicilie, dopo l’annessione al Regno d’Italia la città e, in generale, tutto il meridione d’Italia, subirono un relativo declino socio-economico. A Napoli si trova Villa Rosebery, una delle tre residenze ufficiali della Presidenza della Repubblica.

Età antica

Alcune tombe risalenti all’epoca neolitica (fine III millennio a.C.) rinvenute nel quartiere di Materdei, da attribuire alla antichissima Cultura del Gaudo provano che l’area cittadina fu abitata già in epoca preistorica. Inoltre sono stati trovati solchi di aratri risalenti molto prima dell’insediamento di coloni greci.
La città fu probabilmente fondata dagli abitanti della colonia greca di Cuma tra il IX e l’VIII secolo a.C., con il nome di Partenope, sull’attuale Monte Echia. Tale insediamento venne successivamente chiamato Palaepolis (“città vecchia”), quando la città fu rifondata a poca distanza nel V secolo a.C., con il nuovo nome di Neapolis, (“città nuova”). Nel 326 a.C., a seguito delle guerre sannitiche, i Romani conquistarono definitivamente la città, che conservò però la lingua greca almeno fino al II secolo d.C. Nei secoli seguenti Napoli ospitò molti patrizi ed imperatori romani che trascorsero qui pause di governo. Augusto la scelse come sede dei giochi Isolimpici, una specie di giochi Olimpici italici poiché era la città più “greca d’Italia”. Nel 476 d.C. l’ultimo imperatore romano d’occidente Romolo Augusto fu imprigionato nel Castel dell’Ovo.

Età medievale

Statua di Alfonso V all’ingresso del Palazzo Reale di Napoli
Nel 536 Napoli fu conquistata dai Bizantini durante la guerra gotica e rimase saldamente in mano all’Impero anche durante la susseguente invasione longobarda, divenendo in seguito ducato autonomo, retto dagli esponenti di spicco delle cosiddette “famiglie magnatizie”. La vita del ducato fu caratterizzata da continue guerre, principalmente difensive, contro i potenti principati longobardi vicini ed i pirati Saraceni. Attorno al 990, pochi anni dopo l’istituzione dell’arcidiocesi di Capua, Sergio fu il primo arcivescovo della città, quando la sua diocesi fu elevata a provincia ecclesiastica dal Papa, poco dopo che Leone III l’Isaurico, a seguito delle dispute teologiche sorte attorno al movimento iconoclasta, passò le diocesi dell’Italia bizantina sotto l’autorità del patriarcato di Costantinopoli[16]. Nel 1139 i normanni di Ruggero II conquistarono la città, ponendo fine al ducato: Napoli entrò così a far parte del territorio del Principato di Capua, nel neonato Regno di Sicilia, con capitale Palermo; ciononostante la città conservò la sede dell’arcidiocesi. Dopo la dominazione sveva, durante la quale fu compresa nel giustizierato di Terra di Lavoro, il capoluogo campano divenne parte del regno angioino dopo la vittoria di Carlo d’Angiò su Manfredi di Svevia nel 1266 a Benevento e su Corradino di Svevia a Tagliacozzo nel 1268. In seguito alla rivolta scoppiata in Sicilia nel 1282 (Vespri siciliani) e l’occupazione dell’isola da parte aragonese, Napoli, fino ad allora una delle tante città marinare del Tirreno, divenne la capitale del regno e uno dei più importanti centri di potere della penisola italiana. L’ultima grande impresa degli angioini napoletani fu la spedizione militare di Ladislao I di Napoli, il primo tentativo di riunificazione politica d’Italia, agli inizi del XV secolo.

Età moderna

Masaniello, uno dei protagonisti della storia cittadina
Nel 1442 anche Napoli cadde in mano aragonese, diventando una delle città più influenti del dominio Aragonese e ospitando stabilmente, durante il regno di Alfonso il Magnanimo (1442-1458), il re e la corte di questo grande stato mediterraneo. Nel 1501, nell’ambito delle guerre d’Italia, il Regno di Napoli fu conquistato dagli spagnoli e, per oltre due secoli, governato da un viceré, per conto di Madrid. Nel XVII secolo la città vide la famosa rivolta di Masaniello a causa del malgoverno spagnolo e la nascita di una effimera repubblica indipendente.
Nel corso della guerra di successione spagnola l’Austria conquistò Napoli (1707), ma la tenne per pochi anni, fino al 1734, anno in cui il regno fu occupato da Carlo di Borbone, che vi ricostituì uno stato indipendente che comprendeva tutto il Mezzogiorno italiano e la Sicilia. Sotto la dinastia dei Borbone Napoli rafforzò il suo ruolo divenendo, insieme a Parigi e Londra, una tra le principali capitali europee. Con la rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, Napoli vide prima la nascita di una repubblica giacobina e poi la conseguente restaurazione borbonica. Nel 1806 fu nuovamente conquistata dalle truppe francesi condotte da Napoleone Bonaparte che affidò il regno a suo fratello Giuseppe e quindi, in seguito, a Gioacchino Murat. Nel 1815 con la definitiva sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna Napoli ritornò nuovamente ai Borbone.
Nel 1860 il Regno delle Due Sicilie fu conquistato dai Mille di Garibaldi e annesso al Regno d’Italia.

Età contemporanea

Durante la seconda guerra mondiale Napoli vide, dopo l’8 settembre, la rivolta popolare contro l’occupante tedesco comunemente detta delle Quattro giornate di Napoli. La Napoli contemporanea è tra le più grandi e popolose metropoli italiane e mediterranee, conservando ancora la sua storica vocazione di centro culturale, scientifico ed universitario di livello internazionale, oltre che di grande città d’arte e primario polo turistico.