Chiesa di Sant’Orsola a Chiaia

Costituzione: N.D.

Pagina libro: 168

Codice ISMIN: 14203

La chiesa di Sant'Orsola a Chiaia (o di Sant'Orsola dei Mercedari Spagnoli, o anche Parrocchia di Santa Maria della Mercede a Chiaia) è una chiesa di Napoli, sita in largo Sant'Orsola lungo via Chiaia

Cenni storici

La struttura religiosa, in passato, altro non era che una piccola cappella gentilizia costruita intorno alla metà del XVI secolo dal nobile spagnolo Annibale de Troyanis y Mortella e dedicata a Sant'Orsola. Nel 1569 fu donata ai padri dell'Ordine di Santa Maria della Mercede, che nel 1576 la demolirono per far posto ad una fabbrica più grande a cui fu annesso il nuo... Altro
ISMIN Immagine Città Emissione Taglio Rarità Valore
A-14203Chiesa di Sant’Orsola a Chiaia-1Napoli1827-R5 (101-250 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
B-14203Chiesa di Sant’Orsola a Chiaia-2Napoli1826-R4 (251-500 pezzi)S4 (da 101 a 250 €)
C-14203Chiesa di Sant’Orsola a Chiaia-3Napoli1828---

La chiesa di Sant’Orsola a Chiaia (o di Sant’Orsola dei Mercedari Spagnoli, o anche Parrocchia di Santa Maria della Mercede a Chiaia) è una chiesa di Napoli, sita in largo Sant’Orsola lungo via Chiaia

Cenni storici

La struttura religiosa, in passato, altro non era che una piccola cappella gentilizia costruita intorno alla metà del XVI secolo dal nobile spagnolo Annibale de Troyanis y Mortella e dedicata a Sant’Orsola. Nel 1569 fu donata ai padri dell’Ordine di Santa Maria della Mercede, che nel 1576 la demolirono per far posto ad una fabbrica più grande a cui fu annesso il nuovo convento. Nel 1850 la chiesa fu rimaneggiata; nel 1875 il chiostro che ospitava il cimitero dei monaci fu demolito e al suo posto fu costruito il Teatro Sannazaro. Il convento continuò ad essere abitato dai Padri Mercedari fino al 1923.

Descrizione

L’edificio, seppur abbia perso buona parte del suo pregio originario, poiché quasi nulla è rimasto delle strutture iniziali dopo i restauri dell’Ottocento, mostra, di quest’ultimo periodo, dei pregevoli affreschi sugli archi della navata e la volta, eseguiti da G. Gravante (Storie della Vergine, 1851, Redenzione dei cattivi, 1852). Nel transetto destro sono esposti due tavole seicentesche, in origine situate nella cripta.